Alessia, una bambina di quattro anni, osservava il novellino che da poco era comparso nel cortile del loro palazzo. Si trattava di un anziano pensionato, i capelli ormai grigi, seduto su una panchina del giardino. Nella sua mano stringeva una bella bacchetta di legno, su cui si appoggiava come un mago di una fiaba.
Alessia, curiosa, gli chiese:
Nonno, è lei un mago?
Il pensionato rispose di no, e la piccola rimase un attimo delusa.
Allora perché porta quel bastone? proseguì la bambina.
Mi serve per camminare, per rendere più facile il passo completò Giorgio Iannuzzi, presentandosi con un sorriso.
Quindi è molto vecchio? chiese di nuovo Alessia, gli occhi pieni di curiosità.
Secondo i suoi standard, sì, ma secondo i miei… non ancora tanto. Ho solo un mal di gamba; mi sono rotto la tibia qualche giorno fa, cadendo in maniera poco fortunata. Finché non guarisce, continuo a usare il bastone.
A quel punto comparve la nonna di Alessia, Vera Serafina, che prese la nipote per mano e la portò al parco. Vera salutò il nuovo vicino, il quale le rispose con un caloroso sorriso. Tuttavia, lintesa fra il pensionato sessantaduenne si cementò innanzitutto con Alessia. La bambina, in attesa della nonna, usciva al cortile un po prima e riempiva il suo amico più grande di notizie: sul tempo, su quello che la nonna aveva preparato per il pranzo, su come la sua amica di scuola era stata ammalata la settimana scorsa
Giorgio Iannuzzi, senza mai dimenticare la piccola, le offriva sempre una buona caramella al cioccolato. Sorprendeva sempre di vedere Alessia ringraziare, aprire la caramella, mordere esattamente la metà e poi ripiegare laltra parte con cura per nasconderla nella tasca della giacca.
Perché non la mangia tutta? Non le piace? chiedeva Giorgio.
È davvero buona, ma devo anche offrirla alla nonna rispondeva la bambina.
Il pensionato si commosse e, la volta successiva, le porse due caramelle. Alessia, però, mordeva ancora solo una metà e riponeva laltra.
E ora a chi la tieni? domandò Giorgio, divertito dalleconomia della piccola.
Posso darla a mamma e papà. Anche se possono comprarsi da soli, è sempre bello quando li sorprendo con qualcosa spiegò Alessia.
Capisco, deve essere una famiglia molto affiatata commentò il vicino . Hai davvero un cuore doro.
E anche la nonna lo ha, perché ama tutti iniziò a dire la bambina, ma Vera già usciva dallingresso e porgeva la mano alla nipote.
Ah, signor Giorgio, grazie per le dolcizze, ma né io né la piccola dovremmo mangiare zuccheri. Scusi
E allora cosa posso fare? Mi trovo in difficoltà Che cosa preferite? chiese.
Abbiamo già tutto a casa Grazie, non serve nulla rispose Vera con un sorriso.
Non posso proprio rifiutare. Vorrei davvero offrirvi qualcosa. Sto cercando di creare buoni rapporti di vicinato, e non lo nascondo replicò Giorgio, sorridendo.
Allora passiamo alle noci. Le mangeremo solo a casa, con le mani pulite. Daccordo? propose la nonna, rivolgendosi sia a Giorgio sia alla nipote.
Alessia e Giorgio annuirono, e qualche giorno dopo Vera scoprì nella tasca di Alessia diverse nocciole e noci del Brasile.
Guarda, piccola scoiattolina, porta le nocciole! Sai che ormai è un vero lusso, e il nonno ha bisogno di medicine, vedi, è zoppicante?
Non è affatto un nonno zoppo. La sua gamba sta migliorando intervenne Alessia difendendo il suo amico , e vuole già tornare sugli sci questinverno.
Sui sci? esclamò Vera, un po scettica . Bene, allora è proprio coraggiosa.
Mi compri gli sci, per favore? chiese Alessia , e potremo scivolare tutti insieme con Giorgio. Lui ha promesso di insegnarmi
Passeggiando nel Parco Sempione, la nonna notava il pensionato che camminava lungo lallora alberata viale già senza bastone.
Nonno, anchio camminerò con te! la bambina correva al suo fianco, facendo passi vivaci.
Aspettate anche me! chiamò Vera, correndo dietro ad Alessia.
Così i tre cominciarono a camminare insieme ogni giorno; presto a Vera piacque così tanto quel ritmo, mentre per Alessia divenne un gioco divertente. La sua energia era invidiabile: correva, ballava un po sul sentiero, si arrampicava sulla panchina per salutare la nonna e il vicino, poi tornava a dirigersi accanto a loro, ordinando:
Uno, due, tre, quattro! Passo più sicuro, guarda dritto!
Al termine della passeggiata, la nonna e il pensionato si sedevano sulla panchina del cortile, e Alessia giocava con le amiche, ricevendo sempre qualche nocciola da Giorgio prima di salutare.
La viziate troppo, ammise timidamente la nonna, lasciamo questa tradizione solo per le feste, per favore.
Giorgio iniziò a raccontare a Vera che era vedovo da cinque anni e che, solo ora, aveva deciso di dividere il suo appartamento di tre locali in due: una monolocale dove si era trasferito e un bilocale per la famiglia del figlio.
Mi piace questa soluzione. Non sono il più socievole, ma gli amici sono importanti, soprattutto quando si vive vicino.
Due giorni dopo, alla porta di Giorgio bussarono Alessia e Vera con una teglia di torte al limone.
Vogliamo offrirti qualcosa, salutò Vera.
Cè il tè? chiese Alessia.
Certo, vieni pure! aprì Giorgio la porta con entusiasmo.
Il tè scaldò latmosfera. Alessia guardava con interesse la piccola biblioteca e la collezione di quadri di Giorgio, mentre Vera osservava la gioia della nipote e loculata pazienza del vicino che le spiegava ogni dipinto.
I miei nipoti sono ormai lontani studiosi. Mi mancano, aggiunse Giorgio, ma la tua nonna è ancora giovane!
Accarezzò la bambina, porgendole una matita e un foglio.
Sono in pensione da due anni, non ho tempo per annoiarmi, commentò Vera indicando Alessia, e la figlia aspetta il secondo bambino. Siamo fortunati a vivere in condomini vicini, così possiamo stare tutti insieme.
Lestate intera i vicini si incontrarono, e in inverno la nonna, come promesso, regalò ad Alessia gli sci. I tre cominciarono a fare allenamento sul sentiero innevato del parco, dove la pista era sempre ben curata.
Giorgio e Vera divennero talmente amici che passeggiavano solo insieme. Alessia, che non andava allasilo, trascorreva quasi sempre il tempo con la nonna, così i tre si vedevano ogni giorno. Un giorno, però, Giorgio dovette partire per una visita a parenti a Roma.
Alessia sentiva la sua mancanza e chiedeva continuamente a Vera quando sarebbe tornato.
È partito per un mese, ha detto che resterà fuori per un lungo periodo, così noi ci occuperemo del suo appartamento, dato che siamo amici spiegò la nonna. Vera, ormai abituata alla compagnia del vicino premuroso, era felice dei suoi sorrisi e della sua disponibilità. Giorgio, durante lassenza, sistemava le prese elettriche, sostituiva le lampadine bruciate e faceva piccole riparazioni.
Passò solo una settimana, ma Vera e Alessia sentivano già la sua assenza. Guardavano la panchina vuota dove di solito li aspettava, sperando di vederlo tornare presto.
Allottavo giorno, Vera uscì dallingresso, affrettandosi verso la nipote, e trovò Giorgio al suo solito posto.
Buongiorno, caro vicino esclamò Vera, sorpresa , non ti aspettavamo così presto! Avevi detto che saresti rimasto più a lungo.
Ah, agitò la mano Giorgio, la confusione della città mi ha stancato. Tutti al lavoro, nessuno da vedere. Non vedevo lora di tornare da voi, siete diventati una seconda famiglia per me
Nonno, cosa hai regalato ai tuoi nipoti? Caramelle? chiese Alessia.
Gli adulti risero.
No, cara Le caramelle non fanno bene e loro ormai sono adulti. Ho dovuto dare loro dei soldi. Così potranno studiare e crescere ammise Giorgio.
Sono felice che tu sia tornato, sembra che il tuo cuore sia ancora qui con noi sorrise Vera.
Alessia abbracciò il nonno, commuovendolo profondamente.
Oggi abbiamo tante crêpe con ripieni diversi. Non sono meno buone delle torte, sono leggere e saporite. Prendiamo il tè e ci racconti di come sta Roma propose Vera.
Che Roma? La città è splendida, tutto è al suo posto. Ho portato qualche souvenir per voi Giorgio prese la mano di Vera e quella di Alessia, e tutti tornarono a casa mentre la prima pioggia primaverile iniziava a scendere. Unondata di caldo inaspettata annunciava la primavera.
Perché oggi è così tiepido? chiese Giorgio guardando Vera.
Perché la primavera è vicina! rispose la bambina presto sarà la Festa della Donna e la nonna preparerà una tavola ricca, invitando anche te, nonno.
Oh, quanto vi voglio bene, care vicine disse Giorgio, salendo le scale.
Dopo le crêpe, furono consegnati dei regali: ad Alessia una colorata matriosca di legno, a Vera una spilla dargento. I tre uscirono di nuovo, percorrendo il loro solito percorso nel parco, ormai un sentiero battuto. La neve si era trasformata in una coltre grigia, assorbente come una spugna; i sentieri si rivelavano bagnati, ma Alessia saltava sulle piastrelle asciutte, gioiosa per laria tiepida:
Nonna, nonno, venite a prendermi! Uno, due, tre, quattro! Passi più forti, guarda avanti!
E così, tra passeggiate, scambi di dolci e piccole attenzioni, i tre capirono che lamicizia non ha età e che la generosità, per quanto piccola, è il vero tesoro di una comunità. La vita insegna che, condividendo ciò che abbiamo che siano caramelle, noci o un sorriso costruiamo legami che rendono più leggero il cammino di tutti.






