– Quanto è fuori luogo questo loro anniversario, – disse lei. – Hanno trovato il tempo per festeggiare e perfino in paese. A Livia giungevano sprazzi di frasi del marito insoddisfatto. Ha capito che il fratello del marito li aveva invitati al venticinquesimo anniversario di vita insieme, o, come si dice, al matrimonio d’argento.

Che tempismo infelice per quel loro anniversario, pensò Laura. Trovarsi il tempo per festeggiare e, ancora, in un paesino

Le parole frammentate di un uomo scontento giunsero alle orecchie di Laura. Intese che il fratello dello sposo la aveva invitata al venticinquesimo anniversario di matrimonio, il cosiddetto sposalizio dargento.

Il telefono di Ignazio squillò forte e insistente finché egli non rispose.

Era il cugino, proveniente dal borgo di San Quirico.

Ciao, Zaccaria, ciao! esclamò Ignazio. Tutto bene da queste parti, e voi? Allora, sabato?

Perfetto, lo riferirò a Laura! rispose il cugino. Certo che veniamo, dove ci porterete a farci vedere?!

Laura entrò nella stanza.

Che tempismo infelice per quel loro anniversario, ripeté. Trovarsi il tempo per festeggiare e, ancora, in un paesino.

Le parole di quelluomo scontento le arrivarono alle orecchie come sprazzi di vento. Capì che il fratello dello sposo li aveva invitati al loro matrimonio dargento.

Eppure Ignazio e Laura, da poco, avevano deciso di separarsi.

Negli ultimi mesi le incomprensioni si erano accumulate, era nato un freddo distanziamento. Due giorni prima avevano preso la decisione irrevocabile. Laura non sentiva il cuore di andare a quel matrimonio dargento; lumore non era dei migliori

Forse potresti andare da solo, Ignazio, dopotutto sei il fratello del festeggiato. Io, invece, desidero incontrare Tiziana, la moglie di Zaccaria, disse Laura, riferendosi alla compagna del cugino. Siamo sempre stati amici e ci siamo sempre resi visita

Ma come arrivare al villaggio e dichiarare che ci stavamo separando?

Il viaggio in autobus dalla città al paesino richiedeva quattro ore, mentre la loro vecchia auto era parcheggiata in garage da tre mesi. Un tempo la usavano spesso per andare a San Quirico, il luogo di nascita di Ignazio. Ora lauto non era più funzionante e Laura non sapeva se fosse il caso di ripararla, spendere soldi o comprarne una nuova. Il pensiero del divorzio aveva sconvolto tutti i loro progetti.

Anche Ignazio aveva le sue riflessioni:

È improbabile che Laura venga; probabilmente rifiuterà. Se vengo solo dovrò dire a Zaccaria e a Tiziana che ci separiamo. Che trambusto, che domande! E serve davvero una notizia del genere in un giorno di festa? Il loro silver wedding e io con il mio divorzio non è il caso.

Vedendo Laura entrare nella stanza, Ignazio disse:

Zaccaria ha chiamato, andiamo? Non parleremo loro dei nostri problemi. Se partiamo, potremo occuparci della separazione più tardi.

Laura annuì:

Va bene, è una festa, andiamo comunque.

Lautobus si fermò e il conducente annunciò:

Scendete tutti, il bus non prosegue!

Ma dove andiamo? sbottò Ignazio. Il villaggio è ancora a cinque chilometri!

La strada è in cattivo stato, pioveva poco fa, non riesco a passare col bus. Rimarrò incastrato, chi mi tirerà fuori? Cercate un passaggero o andate a piedi rispose fermo il conducente.

Ignazio e Laura scesero, la borsa di Ignazio ancora in mano. Camminare cinque chilometri non era nei loro piani.

Che facciamo, attendiamo unauto o andiamo a piedi? chiese a sua moglie.

Possiamo attendere fino allalba, ma altrimenti dovremo andare a piedi disse Laura.

Sfidando il conducente, Ignazio prese il cammino davanti, Laura lo seguiva al margine della strada. Il sentiero era davvero dissestato, con enormi pozzanghere, ma si poteva percorrere il bordo.

Strano, Laura tace e non si lamenta pensò Ignazio. A casa sarebbe a sbandierare. Qui raccoglie il suo rancore, e forse, nel mezzo della strada, lo sfogherà.

Giunti a metà del percorso, un boschetto di querce si apriva davanti a loro; oltre cerano le case del villaggio. Ignazio aspettava un litigio, ma Laura, silenziosa, non si fermava.

Si fermò, depose la borsa sul selciato e chiese:

Sei stanca? sentì un leggero rimorso per averla messa in quella camminata.

Un po, forse possiamo riposarci su quel ceppo indicò un tronco caduto.

Si sedettero, si guardarono intorno. Il tramonto si avvicinava, gli uccelli cantavano ancora, le farfalle svolazzavano, gli alberi frusciavano, i cavalletti gracidavano.

Laura ricordò il viaggio di quasi ventanni prima, quando era andata a San Quirico per il matrimonio di Ignazio: tavoli imbanditi, ospiti in attesa degli sposi.

Come è cambiato tutto in ventanni, il boschetto è cresciuto, le querce sono alte e maestose commentò.

Il tempo vola, tutto muta rispose Ignazio. Ti ricordi quellanno in cui la ruota dellauto quasi si staccò? Tu in abito da sposa con i tacchi, io in completo lucido, e noi camminavamo sul bordo mentre Zaccaria cambiava il pneumatico. Non volimmo più aspettare e partimmo a piedi; camminammo poco, ma ti raschiasti il tallone.

Già, mi ricordo, era il mio tallone rise Laura. Per fortuna Zaccaria aggiustò in fretta lauto, che giovinezza! Oggi non avremmo più camminato, avremmo aspettato lì.

Dopo una breve pausa ripresero il cammino, ognuno perso nei propri pensieri. Ignazio ricordava le escursioni scolastiche con gli amici, mentre Laura, cittadina, non aveva mai dormito nei boschi.

Laura, stanca, pensava:

Quando il figlio sarà in servizio, noi ci separeremo. A lui non piacerà, ma che si può fare? È già deciso

Il sentiero li condusse fuori dal bosco e videro il villaggio adagiato nella valle.

Che bellezza! Lestate qui è splendida, colori vivaci, calore, sole disse Laura.

Sì, qui è sempre bello, in estate, in primavera, in autunno e persino in inverno. Siamo andati più volte in momenti diversi. Peccato per lauto rotta, altrimenti saremmo già sul posto rispose Ignazio.

Aprirono il cancello, entrarono nel cortile e trovarono Zaccaria intento a sistemare i tavoli. Si gettò verso di loro, li abbracciò.

Venite a piedi? esclamò. Dove è lauto? Perché non mi avete chiamato? Ti avrei aspettato! La strada è davvero pessima, ma avrei preso la via di campagna.

Non sapevamo che il bus non andasse oltre, così abbiamo dovuto camminare. Tuttavia laria fresca ci ha rinvigoriti e la vista è stata un premio.

Laura! esclamò Tiziana, stringendo la sorella di Ignazio, mostrando gioia sincera. Che bello avervi qui, non ci vedevamo da tempo. Domani è il nostro anniversario dargento. Il tempo è volato come un lampo, non ce ne siamo nemmeno accorti.

Zaccaria e Ignazio chiacchierarono un po, poi, cambiati dabito, tutti si sedettero a tavola. Dopo una lunga serata di racconti e risate, ciascuno si ritirò nella propria stanza. A Ignazio e Laura fu assegnata una piccola camera con un divano nuovo.

Guarda, lho comprato di recente indicò Tiziana il divano steso. È qui, buona notte.

Laura si spogliò e si sistemò al muro, lasciando la maggior parte del divano a Ignazio. Lui, senza più condividerlo, si sdraiò su un lato.

Laura, perché ti sei accoccolata al muro? Ci sta posto per entrambi, alzati disse, notando le gambe che fremettevano per lo sforzo dei cinque chilometri.

Non è la parola giusta, è fremere replicò lei.

Ignazio, improvvisamente, tirò la coperta dalle sue gambe e le massaggiò i piedi.

Va bene, lascia stare, passerà con il sonno le disse.

Taci, ti sto massaggiando, ti sentirai meglio subito aggiunse.

Il giorno dopo Ignazio e Laura aiutavano a sistemare i tavoli, accogliendo gli ospiti. Le chiacchiere iniziarono calme e poi divennero più animate. La musica partì, le canzoni suonarono, tutti si misero a danzare, trasformando la serata in una vivace festa di paese.

Immagina, Ignazio, venticinque anni con Tiziana, tutto è andato bene, anche se a volte ci arrabbiamo, ma ci riconciliamo subito. Non restiamo a lungo rancorosi, lei è buona con me! scherzava Zaccaria al fratello. Un quarto di secolo, e ancora la voce è forte! Tiziana è la mia, non la darò a nessuno, non ho bisogno di nessunaltra!

Zaccaria, basta sussurrò la moglie allorecchio. Basta davvero

Che tutti sappiano quanto è buona la mia moglie, la migliore del mondo! proclamò a gran voce Zaccaria, e tutti gli invitati lo applaudirono.

Ignazio osservava Laura, entrambi sorvegliavano la coppia felice. Come poteva, in quel momento di gioia, parlare del loro divorzio?

Laura sentiva laria colma di felicità, avvolgente come un velo. Ignazio la guardò con occhi diversi e una frase gli balenò in mente:

La mia Laura non è inferiore a Tiziana! Ci sono incomprensioni, è la vita. Ma perché avremmo dovuto decidere di separarci? No, non voglio perderla!

Senza pensarci, la abbracciò; lei lo guardò sorpresa. Nei suoi occhi vide calore, amore, tenerezza e qualcosa di più. Capì subito che lui provava le stesse cose.

Probabilmente entrambi avevano trovato la gioia in quel festeggiamento di Zaccaria e Tiziana.

Forse la felicità ci ha avvolti entrambi pensò Laura, sorridendo. Ignazio la baciò sulla guancia.

Il giorno successivo ci furono grigliate, lunghe chiacchierate, e Ignazio non lasciava più Laura senza guardarla. Quando lei si allontanava, lui la cercava con lo sguardo.

Zaccaria li accompagnò di nuovo in autobus verso la città

Tornati a casa, Ignazio, come se nulla fosse accaduto, chiese a Laura:

Che faremo dellauto? La ripariamo, costerebbe tanto, o ne compriamo una nuova? Venderla e aggiungere il denaro, che ne pensi? E non voglio più prendere lautobus per Zaccaria

Decidi tu, se dobbiamo comprarne una, andiamo, tu conosci meglio le macchine rispose Laura.

Allora domani mattina andremo al mercato dellusato, daremo unocchiata, così potremo viaggiare insieme ancora.

Le discussioni sul divorzio svanirono, come se si fossero dissolve nel vento. Il figlio era tornato, sposato. Laura e Ignazio continuavano felici, come sempre.

Che ricordi, non si può perdere la gioia di un momento così pensò Ignazio, guardando il tramonto sul villaggio.

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– Quanto è fuori luogo questo loro anniversario, – disse lei. – Hanno trovato il tempo per festeggiare e perfino in paese. A Livia giungevano sprazzi di frasi del marito insoddisfatto. Ha capito che il fratello del marito li aveva invitati al venticinquesimo anniversario di vita insieme, o, come si dice, al matrimonio d’argento.