Corri via da lui
Oh, ciao amica mia! Silvia si accomodò sulla sedia accanto a Giulia. Da quanto tempo! Come va?
Ciao, Silvi rispose Giulia, un po assente. Tutto a posto.
Allora perché non mi guardi negli occhi? Silvia la fissò intensamente. Di nuovo problemi con Federico? Che ha combinato stavolta?
Non iniziare con le tragedie Giulia alzò gli occhi al cielo, già pentita di aver messo piede in quel bar di Piazza Navona. Tutto perfetto. Io e Federico stiamo benissimo. È un uomo doro, davvero. Cambiamo argomento, va.
E senza ascoltare le proteste indignate dellamica, Giulia si alzò, lasciando la fetta di torta che aveva appena iniziato. Non sopportava più i consigli di nessuno, convinta che tutti le volessero solo rovinare la felicità.
Federico era così unico. Bello, affascinante, elegante come un attore napoletano. Certo, qualche richiesta bizzarra la faceva, tipo vietare a Giulia di tingersi i capelli chiari.
Fu la prima vera litigata tra loro, una tempesta improvvisa su una giornata destate. Tutta questa confusione, solo per una sfumatura di biondo?
Giulia era appena uscita dal salone di bellezza dietro consiglio del suo parrucchiere di fiducia: Tu sei nata per essere bionda, ma che scherzi? Bella come la luna, tornò a casa con morbide onde platino.
Federico diventò di colpo cadaverico. Prese la biografia di Pasolini, che stava leggendo, e la scagliò nella stanza. Le disse cose orrende. Poi la pretesa Torna subito castana. Le bionde non devono varcare la mia porta!
Silenziosamente, Giulia se ne andò al parrucchiere più vicino. Cercarono di dissuaderla Ma sei splendida così! ma le sue lacrime fecero tagliare corto.
Federico, il giorno dopo, le fece trovare un bracciale dargento sopra il cuscino, come pace e ricompensa.
Cera poi la storia degli abiti bianchi: white out, niente, mai. Rosso, verde, blu ma il bianco, no. Un giorno Giulia scherzando chiese: E il mio vestito da sposa, di che colore sarà? Federico le rivolse uno sguardo così strano che non fece altre domande.
Scappa, Giuls, scappaaaa la supplicava Silvia. Oggi il bianco è vietato, domani? Vietato uscire di casa? Per quanto possa essere buono, trovatene uno normale, per lamor del cielo.
Tutti hanno le loro manie Giulia si strinse nelle spalle. Per noi è importante, pensiamo addirittura ad avere un figlio. Federico sogna una femminuccia, le ha già trovato il nome: Agnese. E tu dici scappa.
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Avrebbe dovuto ascoltare Silvia. Era stata lungimirante, la vecchia amica. Giulia lo capì sulla propria pelle, quando la notte cominciò a diventare irreale.
In casa loro cera una stanza proibita, sempre chiusa a chiave. Una volta Giulia scherzò:
Non sarai mica un discendente di Barbablù?
Non preoccuparti. La bocca di Federico si piegò in un sorriso che sapeva più di paura che di ironia. Nessun cadavere di ex mogli là dentro.
E la storia si fermò lì, fino al giorno in cui Giulia tornò dalluniversità con largo anticipo per caso: il prof aveva annullato lultima lezione. Federico era a casa, lo sapeva, ma nessuno rispondeva alle sue chiamate.
Passando accanto alla porta proibita, la vide leggermente socchiusa. E dietro a quella fessura, uno spettacolo che gela il sangue: su una parete, un gigantesco ritratto di donna. Federico in ginocchio davanti al quadro.
La donna del dipinto sorrideva dolcemente, protendendo le mani verso lo spettatore. Somigliava a Giulia come una sorella, se non fosse per il colore dei capelli: lei, una bionda incantevole.
Solo ancora un po, Agnese. Presto saremo insieme sussurrava Federico, ripetendo la frase come un mantra. Giulia stava per entrare e urlare tutto il suo disgusto, ma lo fermarono le parole che seguirono.
Lei partorirà una bambina, sono sicuro. E allora la tua anima verrà a vivere in quel corpicino. Così saremo finalmente insieme. Me ne prenderò cura, e quando sarai grande torneremo ad amarci, proprio come prima.
Pazzo!
Le rimbombò in testa quella parola, e distinto corse a prendere la borsa e uscire di casa. Aveva ragione Silvia, mille volte ragione! Ma ora? Come fuggire da uno squilibrato simile? E soprattutto, Giulia era davvero incinta. Anche se era presto per dirlo, ancora troppo presto.
I genitori vivevano a Napoli, lontanissimi. Tra le amiche vicine, solo Silvia. Così Giulia andò da lei.
Non avrei mai pensato che Federico potesse essere così sussurrava Giulia tremante, stringendo i pugni. Se non lavessi visto con i miei occhi, non ci avrei mai creduto.
Calmati Silvia le porse un bicchier dacqua; Giulia bevve in silenzio. Devi decidere ora. Restare, o andartene?
Mai nella vita! scosse la testa Giulia. È fuori di testa! Ho paura per me e per la bambina Adesso ho capito: vietava il biondo e il bianco per non farmi somigliare troppo a lei.
Meno male che te ne sei accorta prima delle nozze ragionò Silvia. Ma lui non sa nulla della gravidanza, giusto?
Volevo fargli una sorpresa
Meglio così. Digli che hai un altro, e vattene subito. Secondo me devi tornare giù a Napoli, finirai lì luniversità. Ma stai lontana da lui.
Sì È lunica cosa sensata da fare.
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Gli ultimi sei mesi furono un incubo per Giulia. Non tanto per la gravidanza, quanto il peso dellangoscia. Tornare a Napoli, spiegare tutto ai genitori Rinunciò alluniversità per la bambina: abortire, mai. La colpa non era della piccola, anzi, era lunica nota dolce. Quando nacque, Giulia le diede il nome più luminoso che avesse: Gelsomina.
Federico accettò la fuga inspiegabilmente con distacco. Solo un avvertimento: Meglio se non parli troppo. Neppure le chiese dove si sarebbe trasferita, come se le fosse indifferente.
Ogni tanto Giulia si chiedeva se avesse sbagliato, lasciandolo senza mai dirgli della bambina. Così, una sera dinverno, dopo aver messo a dormire la piccola Gelsomina, si perse nei pensieri davanti alla finestra.
Alla porta suonò il corriere: la cena take-away, dato che Giulia non aveva mai imparato a cucinare i piatti della mamma. Cenas veloce e poi ai libri voleva ritentare gli studi.
Le lettere danzavano, la testa cominciava a girare Cercò il telefono per chiamare lambulanza, ma le mani non rispondevano. Neppure riuscì ad alzare un dito. Prima di svenire, vide Federico che prendeva in braccio Gelsomina con infinita dolcezza.
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Si svegliò in ospedale. Era stata la madre, preoccupata, a trovarla in tempo.
La polizia cercò la bambina, inutilmente. Federico era svanito, la piccola con lui.
Solo anni dopo, Giulia ricevette una busta senza mittente. Una foto: Federico che abbracciava una bellissima bambina bionda, vestita di bianco.






