Costanza aveva una vecchia, un po strana tradizione. Ogni anno, la vigilia di Capodanno, la giovane si recava da una cartomante. Abitando in una grande metropoli, trovare una nuova cartomante non era affatto difficile.
Il problema era che Costanza era sola. Per quanto cercasse di avvicinarsi a un nobile giovane, non otteneva mai nulla. Pareva che tutti i galantuomini fossero già impegnati
Questanno incontrerai il tuo destino! proclamò solenemente la cartomante dagli occhi scuri, fissando un cristallo scintillante.
Dove? Dove lo incontrerò? chiese impaziente Costanza. Ogni anno mi dicono la stessa cosa. Gli anni passano e il mio destino rimane unombra.
Mi hanno consigliato te, la più potente tra le cartomanti. Voglio sapere il luogo esatto! Altrimenti farò una brutta pubblicità minacciò la ragazza.
La cartomante chiuse gli occhi, intuendo che stava avendo a che fare con una persona instabile e che non si sarebbe tirata indietro. Sapeva che, se non le mentisse, Costanza sarebbe rimasta al banco fino a sera, intralciando la fila di chi aspettava la propria lettura.
Lo incontrerai sul treno! pronunciò a occhi chiusi. Lo vedo subito un alto biondo, davvero affascinante. Un vero principe da favola
Che bello! esultò la ragazza. In che treno? E quando?
Prima di Capodanno! continuò la cartomante, sorridendo. Vai alla stazione. Il cuore ti dirà da che parte comprare il biglietto
Grazie! rispose felice Costanza.
Uscita dallappartamento della cartomante, Costanza prese un taxi e si diresse alla stazione. Davanti al banco dei biglietti il suo entusiasmo si affievolì un po. Guardava il tabellone senza capire dove doveva comprare il biglietto.
Avanti! la voce irritata del cassiere la sgridò, facendola uscire dallo stato di torpore.
Treno per Bologna il 30 dicembre. Carrozza di prima classe balbettò Costanza.
Già si immaginava seduta in un accogliente comparto, sorseggiando un tè, quando improvvisamente le porte si aprivano ed entrava lui, il suo futuro sposo
Rientrata a casa, Costanza iniziò a preparare in fretta le cose indispensabili per il viaggio, perché quel pomeriggio la partenza era imminente.
Non pensava alle conseguenze del viaggio, né a come trascorrere la notte di Capodanno in una città sconosciuta. Voleva solo che la profezia della cartomante si avverasse al più presto.
Sentirsi inutili era doloroso, soprattutto durante le feste. Tutti riunivano le famiglie attorno al cenone, scambiavano regali. Tutti, tranne lei
Qualche ora dopo, Costanza era già seduta nel suo comparto, con una tazza di tè tra le mani. Tutto era come laveva immaginato. Restava solo attendere lingresso del principe.
Buongiorno! salutò una signora anziana, scaricando una valigia enorme nel comparto. Dovè il secondo posto?
Ecco indicò goffamente Costanza, indicando il letto di fronte. Non ha sbagliato treno, vero?
No, cara, non ho sbagliato rispose la donna, accomodandosi sul letto libero.
Scusi, mi lasci passare balbettò Costanza, rendendosi conto di aver commesso un grosso errore. Posso uscire! Ho cambiato idea!
Aspetti, metto subito la valigia via disse la signora, senza capire il trambusto.
Ecco, il treno è partito sospirò amaramente Costanza. E ora?
Perché hai voluto alzarti allimprovviso? Hai dimenticato qualcosa? chiese la donna.
Costanza ignorò la domanda, voltandosi verso il finestrino. Capiva che la signora non aveva colpa e che lei stessa aveva attirato su di sé la confusione.
Nel frattempo, la signora, che si chiamava Giuseppina Bianchi, tirò fuori dal bagaglio dei fragranti pasticcini fatti in casa e li offrì alla compagna di viaggio.
Sono andata a far visita a mia figlia, spiegò a Costanza. Ora torno a casa, mio figlio e la sua sposa arriveranno per Capodanno. Festeggeremo insieme.
Che sfortuna forse il Capodanno lo passerò alla stazione, commentò amareggiata Costanza.
Parlò onestamente con la signora, raccontandole tutta la sua avventura.
Sei una sciocca! Perché correre dietro a queste ciarlatane? rimproverò la donna. Troverai il tuo destino, ma non devi affrettarti. Ogni cosa a suo tempo
Il giorno dopo Costanza scese sul binario di una città che le era ancora sconosciuta. Aiutò gentilmente la compagna a scendere dal treno e rimase lì, incerta su cosa fare.
Grazie, Costanza! Buon Capodanno! le augurò Giuseppina.
Anche a lei! rispose Costanza, un po triste.
La donna osservò la giovane, senza sapere come confortarla. Capiva che trascorrere la notte di Capodanno in una stazione non era il miglior inizio per lanno.
Costanza, vieni a casa mia! propose improvvisamente la signora. Addobbiamo lalbero, prepariamo la tavola
Ma è scomodo esitò la ragazza.
E stare in stazione è comodo? rise la signora. Andiamo, non cè discussione!
Costanza accettò linvito. Giuseppina aveva ragione: fuori infuriava una tempesta di neve, senza senso vagare per la stazione.
Marco e Lucia sono già a casa, commentò la signora, sorridendo.
Marco, figlio di Giuseppina, vide dalla finestra la madre arrivare in taxi. Si affrettò a prendere la valigia pesante dalle sue braccia.
Marco, ciao tesoro. Non sono sola, ho una ospite. È la figlia di una vecchia amica, la piccola Costanza sussurrò la madre, ammiccando.
Benvenuta! esclamò Marco, aprendo la porta. Prego, entra.
Costanza guardò il giovane biondo, alto e affascinante, e si arrossì. Era proprio limmagine che aveva sognato sul treno. Forse il destino le aveva ancora giocato uno scherzo
Dove sta Lucia? chiese la madre.
Mamma, Lucia non cè più, e non tornerà più. Non voglio parlarne. Va bene? rispose Marco, accigliandosi.
Va bene balbettò la donna.
Quella sera tutti si sedettero attorno al tavolo per salutare lanno vecchio.
Costanza, resterai con noi a lungo? chiese Marco, servendo linsalata.
No, domani mattina partirò rispose la ragazza, con un velo di tristezza.
Non voleva andarsene così presto da quella casa accogliente. Sentiva di conoscere Giuseppina e Marco da sempre.
Non capisco perché ti affretti così, protestò la signora. Costanza, resta ancora un po.
Davvero, resta con noi. Abbiamo una bella pista di ghiaccio, domani sera possiamo andare a pattinare. Non partire così in fretta suggerì Marco.
Convinti, sorrise Costanza. Rimarrò volentieri.
Il nuovo Capodanno lo trascorsero in quattro: Giuseppina, Marco, Costanza e il piccolo Arturo.
E voi credete davvero ai miracoli di Capodanno?
La morale è che chi corre dietro a una profezia senza ascoltare il proprio cuore rischia di perdere le occasioni sincere che la vita gli offre. A volte, il vero destino si nasconde nei gesti semplici di chi ci accoglie con calore.






