Tradimento, sconcerto, misteroNel silenzio della villa abbandonata, la verità si palesò improvvisamente nei volti di chi credeva di conoscere tutto.

Natalina stava preparando la cena quando un bussare improvviso risuonò nella porta.
È lei la signora Natalina? disse una sconosciuta con voce dambra.

Sì, e lei chi è? rispose Natalina, curiosa.

Sono la amante di suo marito, affermò la donna, il volto avvolto da un velo di nebbia.

Alessandro? chiese Natalina, cercando di afferrare il nome.

Alessino, corresse la sconosciuta, con un sorriso che sembrava farsi largo tra le pareti della cucina.

E voi vi amate? E io ostacolo il vostro felice destino? replicate Natalina con un tono tagliente, come il vento che sferza le foglie dacero.

Cosa le ha detto? Che i nostri figli sono piccoli e non può lasciarli? incalzò la donna.

No Mi ha detto di aspettare, finché finché il suo padre non interruppe la straniera, e Natalina rimase immobile, il cuore che batteva come un tamburo di guerra. Il padre di quella sconosciuta non centra nulla, pensò.

Natalina, ancora intenta a mescolare il sugo, sentì un altro colpo alla porta.

Che strano, il campanello suona e tutti lo sanno, pensò, aprendo. Davanti a lei cera una giovane donna, di età simile alla sua, gli occhi pieni di curiosità.

Buongiorno! Si chiama Natalina, vero? domandò la visita inattesa.

Sì, ma chi è? Non la ricordo balbettò Natalina, scusandosi.

Non può conoscermi, sono una cara amica di suo marito.

Alessandro?

Alessi

Davvero? Non mi sorprende che mi chiami così con dolcezza sono già abituata. Ammetto che prima nessuno veniva così senza bussare Come devo chiamarla?

Mi chiamo Ginevra capisce, è una questione

Non si preoccupi, Ginevra! Ami suo marito? E io disturbo la vostra felicità?

Come lo sa?

Lei non è la prima a dirmi queste cose Però le dico anche che non tratengo il marito, può prenderlo oggi stesso Che cosa le ha detto? Che i bambini sono piccoli e lui non può lasciarmi in questa situazione?

No, i suoi ragazzi sono ormai adulti, studenti

Allora perché? Ho preso la tosse e lui, da uomo onesto, è obbligato a stare con me? Vede, sto benissimo.

Non mi ha detto nulla del genere.

Che altre scuse? Che lo licenzino perché in azienda non si gradiscono i divorzi? È stato ingannato, lo sappia. Al capo non importa, le relazioni dei dipendenti sono solo fumo.

Non è così Ha detto di aspettare, finché finché finché il suo padre non

Natalina rimase senza fiato. Il padre di Ginevra non aveva ancora settanta anni, era sempre in forma, e non aveva intenzione di andare laltro mondo.

Sta confondendo le cose

No, ha detto che quando Antonio, il padre, partirà per gli avi, lui se ne andrà da lei

Perché non prima? Le ha detto che è preoccupato per mio padre? Il padre non potrà farle nulla, le assicuro.

No, Alessandro non è preoccupato per il suo papà, lo rispetta molto Però dice che, quando non ci sarà più, lei si trasferirà nel suo appartamento.

Cosa? Come osa? Mio padre sta benissimo, spero vivrà a lungo E non lascerò la mia casa! È il mio bene più caro, non lo darò a lui!

Ma allora? Alessandro ha detto che quellappartamento sarà suo, e lei prenderà la villa, la macchina, il garage e se ne andrà

Interessante, interessante Perché non ha atteso il momento giusto, quando tutto sarebbe avvenuto, e viene qui oggi?

Sa, non sono più giovane, voglio godermi il resto della vita E non mi importano gli immobili di mio marito. Possiamo vivere insieme, a me basta.

Ragionevole. Cosa vuole da me?

Voglio solo che liberi Alessandro per me Nientaltro.

Prenda

Come?

Non lo trattengo più Non lho mai trattenuto, anche se allinizio lo amavo, speravo lo calmassi, poi ingenuamente pensavo che i figli avessero bisogno di un padre e non lo espugnavo, e ultimamente non ho notato nulla di sospetto nel suo comportamento, così ho creduto che i suoi tradimenti fossero finiti. Evidentemente mi sbagliavo.

Sbagliato, certo Lo rilascerà? Onestamente?

Certo Può già prendere le sue cose.

No, non posso portare tutto, Alessandro le prenderà quando vorrà Liberi solo lui.

Non si preoccupi, lo libero oggi stesso! Aspetti! Domani presenterò la domanda di divorzio e dividerò i beni onestamente, come deciderà il tribunale Lappartamento non lo darò, è ereditato dalla nonna, i lavori lo hanno pagato i miei genitori, tutti i ricevuti sono conservati, mio padre è molto pignolo Ma ha già una sua casa.

Ha, non temere, Alessandro non resterà senza tetto.

Io non mi preoccupo. Alessandro si adatta sempre bene.

Arrivederci, Natalina

Addio, Ginevra. Spero di non rivederla più.

Ginevra uscì, e Natalina cominciò a raccogliere le cose di Alessandro. Non intendeva litigare, ma sapeva come fare in modo che lui se ne andasse da solo. Sapeva che avrebbe creduto di poter tornare in qualsiasi momento, ma non qui.

«Devo pensare aspetterà che mio padre muoia, allora gli darò lappartamento è tutta colpa mia! Per anni ho chiuso gli occhi alle sue avventure, e ora pensa di poter fare ciò che vuole basta, Alessandro, caro, vai da Ginevra e vivi lì per sempre» mormorava Natalina, piegando le valigie di Alessandro in sacchi di tela.

Alessandro, tornato dal lavoro, non notò nulla di strano nel comportamento della moglie, salvo il rifiuto di cenare insieme. Ma, onestamente, non gli importava. Pensava di gustare il pasto, poi fare la sua consueta passeggiata serale e tornare a casa senza alcun dramma.

Cara, grazie per la cena credo che farò una passeggiata.

«Ecco, vai via» pensò Natalina.

Certo, tesoro, vai, a quelletà è salutare uscire la sera.

Che età? si irritò Alessandro, credendosi ancora un giovane al culmine della vita.

Che età? Hai già superato i cinquanta, non sei più un ragazzo.

Cosa? Io

Tesoro, non è che ti sto raccontando una storia? Sei ormai oltre il tempo.

Natalina, attenta alle parole altrimenti

E allora? Hai troppi capelli bianchi, il tuo capo non ti vede più.

Che capitolo è questo? Io sono ancora giovane!

Non scherzare, caro. Deve guardare la realtà in faccia invecchi, invecchi, e anchio

Non sei giovane, ma io ancora sembro splendido, e le donne se ne accorgono.

Davvero? Ultimamente ti offrono il posto in autobus lo ricordi?

Quando? Non ricordo.

Io mi ricordo. Le ragazze ti chiedono sempre il posto, lo dicevano.

Cosa dicevano?

Accomodati, signore è difficile per lei.

Stai confondendo tutto, Natalina Non è vero.

Come? Hai problemi di memoria? Ti dico che a quelletà è ora di prendere le pillole.

Stai scherzando? Io sono ancora in forma Potrei dare consigli a qualsiasi giovane.

Verità o no? È vero che dormiamo in camere diverse da un anno.

E allora?

Niente di più, le tue difficoltà sono dovute alletà. Persino Pietro, il mio amico, è della tua età e dice di sentire la mia mancanza.

Chi è?

Pietro Quando ti sei trasferito, ho pensato di fare qualcosa. Non serve più la tua età, io sono ancora giovane. È così che ho conosciuto Pietro.

Che età? Che Pietro?

Caro, è tutto confuso Un anno senza di te nella mia vita Ti chiamo vicino, ma non è necessario. Mi dispiace per te Cammina, schiarisci la mente e torna. Decideremo come vivere.

Mi dispiace per me? Io

Non voglio Se vuoi camminare, vai.

Natalina, me ne vado Una donna che mi considera vecchio non dovrebbe stare al mio fianco, mi opprime. Raccogli le mie cose e non sperare di perdonarmi. Potrei perdonare il tuo Pietro, ma non il danno che mi fai.

Tesoro, le cose sono pronte Se ho dimenticato qualcosa, chiama, le prenderò. Vai con Dio Forse non vivrai per vedere mio padre partire.

E che centra?

Nulla, è solo una frase Vai, caro, vai Spero non ti ostacolerò nel divorzio.

Io? Da dove? Non contare su di me per nulla.

Non contiamo su niente! Come posso offendere chi non ricorda nulla?

Natalina

Per esempio, lappartamento non gli appartiene.

Lappartamento? Questo?

Sì, questo

Non lo divideremo?

No, è mio, lho ereditato dalla nonna.

Ma ci ho vissuto venticinque anni

Hai avuto fortuna. È una casa dove il restauro è stato a carico dei suoceri, le ricevute sono tutte salvate. Il padre è meticoloso. Ma hai già il tuo alloggio.

Sì, non temere, Alessandro non resterà senza tetto.

Non mi preoccupo, Alessandro si adatta sempre.

Addio, Natalina

Addio, Ginevra. Spero di non rivederla più.

Ginevra scomparve, e Natalina iniziò a impacchettare i vestiti di Alessandro. Non voleva litigare, ma conosceva il trucco per farlo uscire da sola.

«Questo è assurdo aspetterà che il mio padre muoia, allora gli darò lappartamento è tutta colpa mia! Per anni ho chiuso gli occhi alle sue uscite, ora crede di poter fare quello che vuole basta, Alessandro, vai da Ginevra e resta lì» pensava, riempiendo le valigie.

Alessandro, uscito dal lavoro, non notò nulla di strano se non il rifiuto della cena. Si avviò verso la sua passeggiata serale, poi tornò a casa come se nulla fosse.

Grazie per la cena, andrò a fare una passeggiata.

Natalina gli sorrise nelloscurità, un sorriso che si dissolveva come nebbia sopra il Lago di Como.

Il giorno dopo, Natalina depositò la domanda di divorzio. Alessandro non si oppose; amava le attenzioni di Ginevra, che lo avvolgeva di cure e gli sussurrava che era ancora giovane e pieno di vigore. Il giudice gli assegnò la macchina e il garage, mentre la casa di campagna fu concessa a Natalina.

Venduta la villa, Natalina partì per Firenze con il padre, poi proseguì per Napoli, poi per Venezia, e infine per la Sicilia. Antonio, il padre, era in ottima salute e non aveva intenzione di attraversare lultimo ponte da anni.

Sei mesi dopo, Ginevra notò le lunghe passeggiate serali di Alessandro e decise di seguirlo. Tornò, raccolse le sue cose e le lasciò davanti alla porta. Alessandro, tornato da passeggiata, cercò di parlare con Ginevra, ma lei non si avvicinò nemmeno alla soglia.

Allora Alessandro si diresse verso la casa di Natalina. Non gli importava più che la considerasse vecchio.

Mi considera vecchio, lo farà ma allora mi darà la stanza, pensava, avvicinandosi alledificio.

Le vicine gli dissero che Natalina non cera più, era partita con il padre da qualche parte, forse in Toscana. Alessandro non sapeva dove andare forse al garage? Lì cera luce, poteva installare la tubatura, magari anche una piccola cantina. Allesterno era ancora primavera tardiva, lestate si avvicinava.

Forse avrebbe incontrato unaltra ragazza ingenua, perché ancora era giovane di cuore.

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