Natalina stava preparando la cena in una piccola cucina di un palazzo di Bologna, quando un bussare improvviso squarciò il silenzio.
È vero, nella notte le porte suonano come campane di vetro, tutti lo sanno, pensò, aprendo il portone. Una donna della sua età, con gli occhi pieni di nebbia, la fissava curiosa.
Buongiorno, si chiama Natalina? chiese lintrusa, la voce come uneco di un canto antico.
Sì, e lei è chi? rispose Natalina, il cuore che batteva a ritmo di tamburo.
Sono la amante di suo marito dichiarò la sconosciuta, come una farfalla che posa sul piatto.
Lorenzo? ripeté Natalina, confusa.
Alessio corresse lospite, con un sorriso che sembrava dipinto su una parete di marmo.
E voi vi amate? Io rovino la vostra felicità? disse Natalina, con un tono tagliente come il vento sul lago di Como.
Che cosa le ha detto lui? Che i figli sono piccoli e non può lasciarli? domandò luomo, come se fosse una statua che si anima.
No Ha detto che dobbiamo attendere finché finché suo padre non interruppe la donna, il respiro si trasformò in nuvole.
Natalina rimase immobile, come un quadro che non vuole essere toccato, mentre la voce dellaltro sembrava provenire da uneco lontana: Il padre?
Quel giorno, mentre il sole si specchiava in una tazza di caffè, la porta bussò di nuovo.
Strano, tutti conoscono quei suoni, pensò, aprendo di nuovo. Laltra figura, una giovane donna di nome Grazia, lo faceva con la curiosità di una rondine.
Buon pomeriggio, è Natalina? chiese Grazia, con un accento di mare.
Sì, lei è? rispose Natalina, cercando un ricordo tra le pagine di un libro dimenticato.
Sono una buona amica di suo marito. rispose Grazia, con la voce di un violino.
Lorenzo?
Alessio
Lo chiamate così? Non mi sorprende che lo chiami così mi ero abituata. Prima nessuno veniva così di fretta, di solito suonano campane!
Mi chiamo Grazia capite? Cè una faccenda
Non si preoccupi, Grazia! Voi amate il mio marito? E io vi ostacolo?
Come lo sapete?
Non è la prima volta che qualcuno lo dice ma vi dirò che non trattengo il marito, potete prenderlo oggi stesso Che cosa vi ha raccontato? Che i bambini sono piccoli e non può lasciarvi?
No, i ragazzi sono ormai grandi, studenti
Allora cosa? Che io sono malata e lui, per onestà, deve restare con me? Vede, sono perfettamente in salute.
Non mi ha detto nulla del genere.
Quali opzioni abbiamo? Che lo licenzino perché la ditta non tollera i divorzi? Lui è un burattino nelle mani del suo capo, indifferente alle relazioni dei suoi dipendenti
Non è quello che dice Ha detto di attendere finché finché finché il suo padre non muoia.
Natalina rimase paralizzata; il padre di Lorenzo, Antonio, aveva meno di settanta anni, sempre vigoroso, quasi immortale.
Sta confondendo le cose
No Lorenzo ha detto che quando Antonio andrà tra gli angeli, lui partirà da lei.
Perché non prima? Ha detto che è preoccupato per mio padre? Il padre non farà nulla, le assicuro.
No, Lorenzo lo rispetta molto, ma ha detto che quando il padre non ci sarà, lei dovrà trasferirsi nel suo appartamento.
Cosa? Come osa! Mio padre sta bene, vivrà ancora a lungo! E non lascerò la mia casa! È il mio bene più caro, non lo darò a Lorenzo!
Ma come? Lorenzo ha detto che quellappartamento sarà suo, e lei prenderà la cascina, lauto, il garage e se ne andrà.
Davvero? E perché non ha aspettato il momento giusto? È qui oggi!
Capisce, non sono più giovane, voglio godermi la vita. Che lappartamento di Lorenzo sia o meno, possiamo stare insieme nella mia casa.
Ragionevole. Cosa vuole da me?
Voglio solo che lasciate Lorenzo libero. Nientaltro.
Portate via
Come?
Non lo trattengo. Non lho mai trattenuto, anche se allinizio lo amavo molto, speravo che si calmasse, pensavo che i figli avessero bisogno di un padre e non lo metto più da parte. Alla fine non ho visto nulla di sospetto nei suoi comportamenti e ho creduto che le sue deviazioni fossero finite. Ho sbagliato.
Sbagliato, certo Lo rilascerete? Onestamente?
Certo Potete prendere subito le sue cose.
No, non posso portarle, Lorenzo le prenderà quando vorrà. Liberatelo, per favore.
Non temete, lo lascerò libero oggi stesso. Domani depositerò la domanda di divorzio e dividerò i beni come la legge deciderà. Lappartamento non lo darò a lui è ereditato da mia nonna, ristrutturato dai miei genitori, tutti i fatturini sono conservati, è un tesoro di famiglia. Ma avete la vostra casa, non preoccupatevi.
Sì, non temete, Lorenzo non rimarrà senza tetto.
Non mi preoccupo, Lorenzo sa adattarsi sempre.
Addio, Natalina
Addio, Grazia. Spero di non rivederci più.
Grazia uscì, Natalina cominciò a raccogliere le cose di Lorenzo. Non voleva litigare, ma sapeva come farlo uscire di casa da solo. Sapeva che lui avrebbe creduto di poter tornare in qualsiasi momento, ma non era più così.
«Deve attendere che mio padre muoia, allora gli darò lappartamento È tutta colpa mia! Per anni ho chiuso gli occhi ai suoi giochi, ora pensa di poter fare tutto» pensava, impacchettando con cura gli oggetti di Lorenzo in sacchi di tela.
Lorenzo tornò dal lavoro, non notò nulla di strano, solo che Natalina rifiutò di cenare con lui. Non gli importava; contava di fare la solita passeggiata serale e poi tornare a casa come se nulla fosse.
Cara, grazie per la cena Vado a fare una passeggiata.
«Ecco, vai, vai!» pensò Natalina.
Certo, amore, esci, è salutare camminare la sera a cinquantanni.
Che età? si offese Lorenzo, che si sentiva ancora giovane.
Hai già più di cinquanta, non sei più un giovanotto.
Ma io
Non mi raccontare. Sai già che non sei più lo stesso.
Natalina, ti stai perdendo
E allora? Hai troppi capelli bianchi.
Che capelli bianchi? Sono ancora giovane!
Non è vero, è il tempo che ti avvolge. Guardati nello specchio.
Io ancora mi vedo giovane.
Lo sei, ma vedono anche le donne.
Ah sì? Ultimamente persino gli autobus ti cedono il posto Tu lhai detto, vero?
Quando? Non ricordo.
Io ricordo. Più volte le signore ti chiedevano di alzare il posto.
Che dicevano?
Signore, è difficile per lei?
Stai mescolando le cose, Natalina. Non era così.
Non è vero? Hai problemi di memoria? E ti dico che a quelletà è normale fare passeggiate e prendere le pillole.
Stai scherzando, vero? Io sono ancora vigoroso.
È vero, siamo un anno che dormiamo in camere separate.
E allora?
Niente, è solo che i problemi cominciano a quelletà. Pietro, il mio amico, ha la stessa età e ultimamente dice che sente la mia mancanza.
Chi dice?
Pietro Quando ti sei spostato in unaltra stanza, ho pensato di dover intervenire. Non è più necessario per letà, sono ancora una donna giovane È per questo che ho conosciuto Pietro.
Che età? Che Pietro? Di cosa parli?
Caro, è tutto confuso Dico che sei assente da un anno nella mia vita Puoi essere solo il vicino di casa, ma non mi serve. Però mi manchi Vai a passeggiare, schiarisci la mente e torna, decideremo come vivere.
Mi manchi? Io Se vuoi sapere
Non voglio Hai intenzione di uscire, allora vai.
Natalina, me ne vado Una donna che mi considera vecchio non deve stare accanto a me! È opprimente. Raccogli le mie cose e non sperare che ti perdonerò. Potrei perdonare Pietro, ma non il fatto che mi hai ferito.
Tesoro, le cose sono già pronte Se ho dimenticato qualcosa, chiama, lo sistemerò. Vai con Dio Forse non vedrai mai il giorno in cui mio padre attraverserà loltretomba.
E allora?
Non importa Vai, amore, vai. Spero che non ti opporrai al divorzio.
Io? Perché? Non contare che ti darò tutto.
Non conto! Come potrei offendere qualcuno che non ricorda nulla?
Natalina
Per esempio, dimentica che quellappartamento non ha nulla a che fare con lui.
Lappartamento? Quello?
Sì, quello
Allora non lo divideremo? Non ho capito!
No, naturalmente È mio, ereditato dalla nonna.
Ma ho vissuto lì per venticinque anni
Hai avuto fortuna, è un bel posto, ristrutturato dai suoceri.
Ricordi quando andavamo lì per vacanze?
Sì, i contratti erano firmati dal padre, i ricevuti conservati. Non puoi dire che in tutti questi anni è cambiato molto, perché ci sei stato tu.
Davvero? Pensavo
È inutile. Non cè intelligenza qui Solo una verità. Vai dal giudice, otterrai quello che ti spetta, e poi una nuova vita dove ti apprezzeranno, ti rispetteranno e ti considereranno ancora giovane e pieno di forza.
Lorenzo prese una delle valigie, corse fuori dallappartamento, diretto a Grazia, che lo aspettava con gli occhi pieni di speranza.
Il giorno dopo Natalina depositò la domanda di divorzio. Lorenzo non opponeva resistenza, amava vivere nella casa di Grazia, dove era circondato da cure e attenzioni, sempre ricordato giovane e pieno di vita. Alla divisione dei beni, il giudice gli assegnò lauto e il garage, mentre la villa fu concessa a Natalina.
Venduta la villa, Natalina partì con Antonio verso Venezia, poi proseguì per Napoli, poi per la Sicilia; il padre, Antonio, era in buona salute e non pensava di andare oltre.
Sei mesi dopo Grazia capì che Lorenzo passeggiava troppo la sera e decise di seguirlo. Ritornò, raccolse le cose di Lorenzo e le posò davanti alla porta. Lorenzo, tornato da una passeggiata, cercò di parlare con Grazia, ma lei non si avvicinò nemmeno alla soglia.
Allora Lorenzo si diresse verso la casa di Natalina. Non lo turbava più il fatto che lei lo considerasse vecchio.
Mi considera così, ma mi darà una stanza, pensò, avvicinandosi al portone.
Le vicine gli raccontarono che Natalina non era più lì: era andata di nuovo con il padre. Lorenzo non sapeva dove andare, forse al garage? Lì cera luce, poteva sistemare la rete fognaria, persino costruire una piccola capanna. Era primavera inoltrata, lestate si avvicinava.
Forse avrebbe potuto trovare unaltra giovane, perché era ancora un uomo giovane.
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