Un Anello che Ha Cambiato il Destino…

Oggi ho pensato molto a ciò che mi è successo ultimamente.

L’anello che ha cambiato il mio destino…

Luca ha portato la sua fidanzata, Giulia, nel paese vicino a Firenze, da sua madre. «Che bel palazzo!» esclamò Giulia, vedendo la villa a due piani con le persiane intagliate. «Niente di speciale», sorrise modesto Luca. «Mamma lo adora». Una donna con un sorriso caloroso venne loro incontro. «Questa è mia madre, Elena Maria. Mamma, questa è Giulia», presentò Luca. «Entrate, ho preparato dei tortelli per voi, dopo il viaggio», li invitò Elena Maria. A tavola, Giulia prese un tortello profumato con ripieno di verdure e lo addentò. All’improvviso, i suoi denti inciamparono in qualcosa di duro. «Che cos’è?!» esclamò, estraendo dal tortello un oggetto brillante che le tolse il fiato.

«Cosa ci fai qui?» Giulia, tornata dal lavoro, trovò nella sua casa l’ex marito, Matteo. Era seduto in cucina, sorseggiando tranquillamente il caffè, come se nulla fosse cambiato. «Vuoi un caffè? È ancora caldo», le propose, senza neppure guardarla. «Ti ho chiesto: cosa ci fai qui?» ripeté, trattenendo la rabbia. «Sto bevendo un caffè», rispose con calma. «Perché sei venuto? E dove hai trovato la chiave? Avevi detto di averla persa!» Giulia strinse i pugni. «L’ho ritrovata», si strinse nelle spalle. «Giulia, voglio tornare. Possibile?»

«Hai fatto una passeggiata e ora vuoi tornare?» rise sarcastica. «Davvero?» «Mi dispiace», sussurrò Matteo. «Ho capito che con te sto meglio. Per favore.» «No, grazie», tagliò corto Giulia. «Hai finito il caffè? Arrivederci.» «Perché così in fretta? Non ho dove andare. La casa è tua dopo il divorzio», iniziò lui. «Hai i tuoi genitori», gli ricordò. «E per la casa ti ho dato tutto quello che ti spettava. Ora è mia.» Il divorzio era stato complicato. La casa, comprata con un mutuo, era stata il motivo di litigi. Matteo voleva tutto, dicendo che la sua nuova compagna aveva avuto un figlio, mentre loro non ne avevano avuti. Ma erano stati i suoi genitori a mettere quasi tutti i soldi, e in tribunale Matteo aveva accettato un accordo. Giulia aveva preso un prestito, pagato il debito, e ora la casa era solo sua.

«Perché ti serve una casa così grande da sola?» chiese Matteo, strizzando gli occhi con malizia. «Perché sola?» si stupì Giulia. «Mamma mi ha detto che vivi da sola. Possiamo ricominciare?» sorrise, ma nei suoi occhi c’era calcolo, non sincerità. «Mai», rispose secca. «Finisci il caffè e vattene.» «Perché così rude? Va bene, me ne vado. Ma ci rivedremo.» Giulia capì che aveva dimenticato di riprendersi la chiave. O forse ne aveva fatta una copia. «Devo cambiare la serratura», decise, sentendo il cuore stringersi al ricordo del suo tradimento. L’amore per lui era morto da tempo, rimaneva solo amarezza.

La sera dopo, si presentò la sua ex suocera, Gabriella, che non si era mai intromessa prima. «Giulia, cara, sempre così bella», iniziò. «Ma il mio Matteo è un idiota. Gliel’ho detto: non lasciare una moglie così.» «È passato», rispose gelida Giulia. «Cosa vuole?» «Potreste riconciliarvi? Stavate così bene.» «No. Ho la mia vita, lui la sua. Non gli devo nulla.» «Per vecchi tempi, lascialo stare qui. Magari tutto si sistema.» «Non si sistemerà.»

«Ha bisogno di aiuto», continuò Gabriella. «È pieno di debiti, e quella… l’ha svuotato e lasciato. Il bambino non era suo. Ecco perché è tornato.» «Divertente», fece Giulia. «Devo pagare per i suoi errori? Che se la sbrighi da solo.» «Non ha dove vivere.» «E tu?» «La mia pensione è misera, non posso aiutarlo.» «Io non posso mantenerlo. E non lo farò entrare qui. Arrivederci.» «Pensaci, è un bravo ragazzo, ha capito tutto.» «Ci penserò», borbottò Giulia, sapendo che non lo avrebbe fatto. Era finita.

La mattina dopo arrivò un tecnico per cambiare la serratura. Mentre lavorava, Matteo si ripresentò. «Tu chi sei?» chiese con arroganza. «E tu?» ribatté l’altro. «Luca, vieni!» chiamò Giulia dalla stanza. Il tecnico entrò, e lei, abbassando la voce, lo supplicò: «Ti prego, fingi di essere il mio fidanzato. Ti darò qualcosa in più.» «Nessun problema, cara», le strizzò l’occhio e tornò alla porta. «Sei ancora qui? Cosa vuoi?» «Sono venuto da mia moglie», dichiarò Matteo. «Ah, l’ex? Ora lei è la mia donna. Ci sposiamo presto.» «Non me l’ha detto.» «Non hai chiesto. Vattene, puoi buttare la chiave», rise Luca. Matteo se ne andò, sbattendo la porta.

«Grazie mille», sospirò Giulia. «Quanto ti devo?» «Per la chiacchierata con l’ex? Una tazza di caffè», sorrise Luca. «Non vuoi soldi?» «Il caffè basta. Non bevo niente di più forte. Mio padre, dopo il divorzio, veniva a chiedere soldi a mia madre, e non restituiva la chiave. Io facevo lavori part-time per cambiare la serratura. Non ci aiutava mai.» «Grazie, ora di sicuro non tornerà», disse sollevata Giulia.

Sabato suonarono alla porta. «Oddio, di nuovo lui», pensò Giulia, ma sulla soglia c’era Luca. «Buongiorno! Ti invito a fare una passeggiata. Io e mia madre abbiamo una casa fuori città, possiamo andare lì. O in città. Ti va?» «Fuori città», si animò. «Non esco da secoli.» «Ti aspetto in macchina.» Giulia uscì e si stupì: invece di una vecchia auto, c’era un SUV scintillante. «Bel macchinone!» «Cosa ti aspettavi? Una Panda arrugginita?» le strizzò l’occhio.

Il paese era a mezz’ora. «Che casa, non una semplice villetta!» si meravigliò vedendo la villa. «Era di mia nonna, ora di mia madre», spiegò Luca. «Niente orto, solo fiori e meli. Veniamo qui a rilassarci.» Elena Maria li accolse con affetto: «Giulia, che bello che sei venuta! Entra, ho fatto dei dolci.» La casa era immacolata, e i dolci profumavano così intensamente che Giulia si sentì di nuovo bambina. «Squisiti, come una volta», sorrise. «Andate a fare una passeggiata, c’è un bel lago», propose Elena Maria.

Il weekend volò come un sogno. «Ti è piaciuto?» chiese Luca al ritorno. «Molto!» «Allora, come tuo pretendente, ti invito a pesca la prossima settimana. Ti piace pescare?» «Forse sì», rise Giulia. «Ma aspetta, quale pretendente?» «Da quando ho cacciato il tuo ex.» Scoppiarono a ridere. Tutta l’estate la passarono in campagna, a volte con Elena Maria, che li viziava con dolci.

Una volta, durante il caffè, Luca le porse un dolce: «Assaggia questo, è ripieno di crema.» AddentIn quel dolce, Giulia trovò un anello di fidanzamento, e mentre lo fissava stupita, Luca si inginocchiò davanti a lei.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

20 − 13 =

Un Anello che Ha Cambiato il Destino…