Caro diario,
stanotte sono tornato da una conferenza aziendale a Milano quasi allalba. Lappartamento era silenzioso, la moglie Loredana dormiva profondamente. Mi sono sdraiato accanto a lei, ho sentito il suo respiro regolare e, quasi subito, mi sono addormentato di nuovo.
Questa mattina, alzandomi, ho notato sul mio camicia una traccia di rossetto rosso. Prima ancora di capire cosa fosse, il cellulare ha vibrato: un SMS di Loredana, Buongiorno, amore mio!. Il messaggio mi ha colto di sorpresa; non mi aspettavo nulla di simile.
Dieci anni di matrimonio ci hanno regalato due figlie meravigliose: la piccola Chiara, di cinque anni, e la più grande Sofia, di nove, ancora immerse nei sogni nella loro stanza.
Loredana, visibilmente turbata, voleva subito farmi una rimprovera, ma ha saputo trattenersi. È corsa in bagno, ha asciugato le lacrime e si è guardata allo specchio, riprendendo fiato.
È facile, si è detta, fare una discussione, ma in questo caso potrebbe aprire una ferita più profonda. Se dovessi andare via, come farei a gestire due bambine da sola?
Dopo aver fatto una doccia, si è asciugata i capelli con il phon, si è pettinata e ha iniziato a preparare la colazione. Io, ancora fuori dal letto, mi sono svegliato verso mezzogiorno, lamentandomi: Che stanchezza, ancora non sono pronto per la giornata.
Con un sorriso forzato, le ho chiesto: Ti preparo un caffè, cara? Loredana ha dovuto sforzarsi per mantenere quel sorriso, ma alla fine mi ha servito un espresso fumante e ha poi aggiunto: Michele, spero che domani non rimarrai troppo tardi al lavoro, perché ho il secondo turno e devo prendere Vittoria dallasilo.
Ho annuito, promettendo di essere puntuale. Loredana è parrucchiera in un salone del centro. Dopo il suo secondo turno, è tornata a casa con una scatola di cioccolatini al latte.
Ti è venuta voglia di dolci? le ho chiesto, curioso.
È un regalo di un cliente, ha risposto, lui si fa sempre tagliare da me e ha voluto farmi un pensierino.
Ho aperto la scatola, osservando i pregiati cioccolatini al 15 circa, e ho domandato: Sono costosi, perché li hai accettati?
Loredana ha replicato: Non è nulla, non è come se mi avesse invitata a uscire. Il discorso si è interrotto lì.
Qualche giorno dopo, è tornata con un maestoso bouquet di rose rosse, sempre dallo stesso cliente. È sempre lui?, ho chiesto.
Michele, ha interrotto, ieri sei tornato tardi e non ti ho chiesto dove eri né con chi. Ecco solo un mazzo, ma il messaggio è chiaro.
Il pomeriggio successivo, uscendo dal salone, ha incrociato me alla porta. Hai lasciato le bambine da sole? ha chiesto, preoccupata.
Le ho messe a letto, ho risposto, e ho deciso di trovarti alla macchina.
Loredana ha provato a obiettare: Ci vogliono solo cinque minuti a piedi.
Una volta a casa, ho cercato di spezzare il ghiaccio: Loredana, posso venire a trovarti sempre dopo il secondo turno?
Lei ha replicato, leggermente infastidita: Che cosa è questa? Mi fai gelosia?
Ho ammesso: Sì, certo, perché gli uomini non regalano cose così senza un motivo.
Loredana ha sorriso, poi ha confessato: Anchio ti invidio quando fai gli straordinari. Temevo che potesse spuntare qualcun altro nella tua vita.
Le ho risposto: Non ho bisogno di nessuno se non te, e i problemi al lavoro sono finiti. Hanno installato nuovi programmi sui computer, ora riesco a finire tutto in orario, niente più straordinari.
Con il tempo la fiducia tra noi è tornata a crescere. Tuttavia, ogni tanto Loredana porta ancora una scatola di pregiati cioccolatini sul tavolo. Quando li guardo con un sorrisetto sospettoso, lei mi risponde: I miei clienti mi li regalano di cuore, non posso rifiutarli.
In definitiva, ho capito che la gelosia è come un fuoco che può bruciare sia chi la sente sia chi la subisce, ma se le parole e la comprensione lo alimentano, può diventare la luce che guida una coppia verso una più grande trasparenza.
Lezione personale: la comunicazione aperta e lonestà sono gli ingredienti segreti per mantenere viva la fiducia in un matrimonio.
Michele.






