Il crepitio di un ramo secco sotto il mio piede non lho nemmeno sentito. Solo che, allimprovviso, tutto il mondo si è capovolto, trasformandosi davanti ai miei occhi in un caleidoscopio di colori, e un attimo dopo si è frantumato in milioni di lucine scintillanti che si sono riunite, tutte insieme, poco sopra il mio gomito sinistro.
Ahia mi sono stretto il braccio dolorante e un urlo mi è sfuggito senza controllo dalla bocca.
Ivano! la mia amica Lucia mi è corsa incontro e si è gettata a terra davanti a me, sulle ginocchia, ti fa male?
No, chiaro! Mi sento benissimo! ho ringhiato tra i denti, mentre stringevo i denti dal male.
Lucia ha allungato la mano e, con attenzione, ha sfiorato la mia spalla.
Basta, lascia stare! ho urlato più duro di quanto volessi, guardandola storto mi fai male! Non toccarmi!
Mi sono sentito doppiamente umiliato. Primo, perché molto probabilmente mi ero rotto il braccio e per almeno un mese la mia vita sarebbe diventata una noia mortale, in mezzo agli sghignazzi degli amici per quel maledetto gesso. Secondo, cero salito io stesso su quellalbero per far vedere a Lucia quanto fossi agile e coraggioso, quanto valessi. Se per la prima ragione avrei potuto anche farmene una ragione, la seconda mi mandava fuori dai gangheri. Non solo mi ero fatto male davanti a lei, ma adesso provava pure pena per me! Ma no, eh Mi sono rimesso in piedi, tenendo il braccio esanime come un pezzo di pane duro, e ho puntato dritto verso lospedale.
Non ti preoccupare, Ivano! Lucia zampettava vicino a me, tentando in tutti i modi di rassicurarmi, andrà tutto bene, Ivano! Vedrai che passa, stai tranquillo!
Ma lasciami stare, mi sono fermato, rivolgendole uno sguardo carico di disprezzo e sputando in terra, ma che vuoi che vada bene? Mi sono rotto il braccio, hai capito o no? Sei proprio fuori. Vai a casa, sparisci!
Così lho lasciata indietro, senza voltarmi, sentendo solo la sua voce che ripeteva sempre la stessa frase come un disco rotto:
Andrà tutto bene, Ivano andrà tutto bene
***
Signor Ivano Bianchi, se non riceveremo il bonifico entro ventiquattrore potremmo restarci molto male. Ah, dimenticavo. Domani dicono che ci sarà ghiaccio sulle strade, quindi stia attento a guidare. Sa comè, le macchine possono slittare e questi incidenti, purtroppo, capitano, è un rischio per tutti. Le auguro una buona giornata.
La voce dallaltro capo della cornetta cessò, lasciando il silenzio. Lanciai il telefono da parte e, affondando le dita fra i capelli, mi abbandonai allo schienale della poltrona.
Dove li trovo ora io quei soldi? Quel bonifico era previsto solo per il mese prossimo
Dopo un sospiro, afferrai di nuovo il cellulare, composi il numero e lo portai allorecchio.
Signora Olga Rinaldi, pensa che possiamo oggi stesso effettuare il pagamento ai nostri partner per le attrezzature?
Ma signor Bianchi
Si o no?
Sì, ma rischiamo di sballare tutti i pagamenti in programma
Amen! Ne parleremo più avanti! Mandate i soldi sul conto della holding oggi stesso.
Va bene, però avremo dei problemi con
Chiusi la chiamata di colpo e colpii con forza il bracciolo della poltrona.
Maledetti sanguisughe
Qualcosa di imprevisto mi toccò sulla spalla e mi fece sobbalzare.
Lucia, non ti avevo chiesto di lasciarmi lavorare in pace? Eh?
Mia moglie Lucia si avvicinò piano, sfiorandomi lorecchio con un bacio e passandomi una mano fra i capelli.
Ivano, cerca di non agitarti, ti prego. Andrà tutto bene.
E basta con sto andrà tutto bene! Ti rendi conto di quanto sei monotona? Domani mi fanno fuori e tu sarai lì a dire che va tutto bene?
Mi alzai di scatto e la spinsi via stringendole le braccia.
Cosa facevi? Preparavi il ragù? Vai a finire, dai, lasciami in pace, che già sto male così!
Mia moglie sospirando si avviò verso la porta e, quando fu sulla soglia, si girò e sussurrò la solita frase.
***
Sai ora sono qui, sdraiato, e ripenso a tutta la nostra vita
Il vecchio aprì piano gli occhi e guardò la moglie invecchiata accanto a lui. Il suo volto una volta bellissimo era ora segnato da una ragnatela di rughe, le spalle curve e laria dignitosa di una volta si era persa. Lei, senza mai lasciargli la mano, sistemò il deflussore della flebo sul suo braccio e sorrise.
Quando mi infilavo nei guai, quando mi ritrovavo tra vita e morte, quando succedevano le cose peggiori Tu arrivavi sempre e dicevi la solita frase. Non hai idea di come mi faceva rabbia, avrei voluto strozzarti per quanto eri ingenua e ripetitiva, il vecchio provò a sorridere ma lo prese una lunga tosse. Quando smise, continuò, Mi sono rotto mani e gambe, mi hanno minacciato mille volte, ho perso tutto, sono caduto in abissi da cui pochi escono, e tu sempre uguale: andrà tutto bene. E non hai mai sbagliato, pensa te. Come facevi a sapere tutto in anticipo?
Non sapevo proprio niente, Ivano, mormorò la vecchia, pensi che lo dicevo a te? Lo dicevo a me stessa, per calmarmi. Io tho sempre amato da impazzire, sei la mia vita. Quando stavi male, quando cera un guaio, sentivo il cuore rivoltarsi. Quante lacrime ho versato, quante notti senza dormire E ripetevo sempre la stessa cosa: Anche se piovono pietre dal cielo, se lui è ancora vivo, vuol dire che andrà bene.
Il vecchio si riposò un istante stringendo la sua mano.
Ecco cosera E io che me la prendevo pure. Perdonami, Lucietta. Non lho mai capito Ho vissuto una vita intera senza mai pensarti abbastanza. Che testa di legno ero, eh?
Lucia, quasi senza farsi vedere, si asciugò una lacrima e si chinò a sfiorargli la fronte.
Ivano, non devi preoccuparti
Restò così, poggiando piano la testa sul suo petto immobile, continuando a carezzargli la mano ormai fredda.
È andato tutto bene, Ivano, è sempre andato tutto bene
La vita, alla fine, mi ha insegnato che fra tutte le parole, le più importanti arrivano sempre da chi ti ama davvero. Anche se sembra solo una frase, certe promesse diventano la verità di una vita intera.






