Mi sono trasferita con un uomo conosciuto in una clinica termale. E i bambini hanno detto che sto esagerando!

Mi sono trasferita con Luca, luomo che ho incontrato alle Terme di Sirmione. Prima ancora di poter raccontare a qualcuno della nostra storia, ho ricevuto un messaggio dalla figlia: Mamma, ho sentito che sei uscita di casa. È uno scherzo?!.

Mi è gelato il sangue. Il giorno prima stavamo ancora chiacchierando della ricetta della crostata di mele, e ora il tono del suo messaggio era freddo e accusatorio.

Le ho risposto che tutto andava bene e che ci sentivamo presto, ma non ho più avuto sue notizie. È stato allora che ho capito: per lei quella notizia non era una buona notizia, ma uno scandalo.

Io? Ero seduta al tavolo della cucina del suo appartamento a Milano, il profumo del caffè appena fatto e dellabete secco del balcone mi avvolgeva, con Luca accanto che mi stringeva delicatamente la mano. Ci eravamo conosciuti tre mesi prima, ma ciò che era nato tra noi non era affatto effimero.

Tutto è iniziato con una semplice domanda durante la cena alle terme: Signora, la zuppa le sembra un po salata?. Lho guardato, ho sorriso, e da lì è filata lacqua.

Passeggiate pomeridiane, chiacchiere fino a tardi, scambio di numeri di cellulare. Al ritorno a casa, per un po ho creduto fosse solo un piacevole episodio, ma lui ha chiamato. E ha ricominciato a chiamare.

Ci siamo incontrati prima nei bar, poi Luca mi ha invitata nella sua casa di campagna. Lì ho trovato ciò che mi era mancato per anni: calore, interesse, attenzione. Ero vedova da sette anni, trascorsa a vivere nellombra di altre persone figli, nipoti, vicine, medici, farmacie ma non dei miei sentimenti. Quelli sembravano scomparsi.

E, allimprovviso, ho sentito di nuovo qualcosa. Qualcuno pronto ad abbracciarmi così che gli anni, le rughe e la solitudine svaniscano. Un giorno Luca mi ha detto: Ho una stanza libera. Puoi venire per qualche giorno, o restare più a lungo.

Quel sentimento mi ha ricordato la farfalla nello stomaco che provavo da giovane, la certezza di essere nel posto giusto. Ho fatto le valigie di nascosto, senza fare rumore, senza dover spiegare nulla ai figli.

Per me era una decisione del cuore. Per loro, un capriccio. Quando la figlia ha smesso di rispondere, ho provato a chiamare. Lei ha rifiutato la chiamata.

Il figlio, freddo, mi ha chiesto: Mamma, che fai?. Poi ha aggiunto: La gente parla. A questa età non ci si comporta così. Ho cercato di scherzare: A che età, tesoro? Ho appena sessantasette!. Non ha colto la battuta.

Per loro contava solo che non fossi dove dovevo essere: a casa, pronta al telefono, disponibile in ogni momento, pronta a dare una mano, a badare al nipotino, a fare un bonifico.

Gli insetti si sono impazziti, poi le recriminazioni: Sei sempre stata responsabile, adesso ti comporti da ragazzina! Non puoi semplicemente partire! Che dirà la gente?.

Ho risposto che non vivo più per gli altri. Dopo quella discussione le cose sono peggiorate: i nipoti hanno smesso di chiamare, non sono stata invitata al compleanno della più piccola. Il cuore mi ha doluto, ma non sono tornata indietro.

Nel piccolo casale con il giardino profumato, con Luca che ogni mattina mi preparava il caffè e mi diceva Buongiorno, bella, mi sentivo davvero me stessa. Non una nonna, non una vecchia. Solo me.

Una sera, lo guardai e gli chiesi: Pensi che i bambini capiranno un giorno?. Alzò le spalle. Non lo so, ma so che tu hai capito te stessa. E questo è limportante. Ho pianto a lungo quella notte, non per tristezza ma per lemozione.

Non so come andrà avanti la storia. Forse torneranno da me, forse no. Ma so che nessuno mai ha avuto il diritto di dirmi che è troppo tardi per amare. Che lamore è solo cosa da giovani.

Io mi sento giovane proprio ora. E sì, non è facile essere felici quando gli altri ti ostacolano, ma è comunque felicità. Autentica, meritata.

I figli hanno la loro vita, i nipoti crescono. Forse un giorno mi guarderanno non come chi ha fatto sbagliato, ma come una donna che ha avuto il coraggio di essere sé stessa.

E se mi chiederanno se rimpiango qualcosa, risponderò che lunico rimpianto è stato aspettare così tanto. Perché non è mai troppo tardi per innamorarsi di nuovo.

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