La suocera portò il suo regalo proprio nella nostra camera da letto. La stanza diventò esattamente come lavevo sempre sognata: pareti chiare color cielo del mattino, una finestra che dava su un piccolo parco, un letto di legno con testiera in rovere chiaro e un comò basso. Niente di superfluo. Silenzio. Aria. Tranquillità. Era il nostro spazio il primo vero spazio tutto nostro dopo anni passati in affitto. Qui si respirava odore di pittura fresca, di tessuti nuovi e accoglienza.
La suocera venne a trovarci per la prima volta dopo la ristrutturazione e scrutò ogni stanza con locchio critico di chi deve approvare tutto. Fece qualche complimento al risparmio, annuì, ma nei suoi occhi leggevo tuttaltro: insoddisfazione. Come se sentisse la mancanza della sua impronta.
Va bene, è luminoso disse nel soggiorno Però manca qualcosa. Lanima. Tutto è un po impersonale.
Rimasi in silenzio. Sapevo già che per lei anima voleva dire mobili pesanti, tappeti ovunque e troppi soprammobili: proprio quello che avevamo evitato di proposito.
Dopo una settimana ricomparve con un pacco enorme
Solo sette giorni dopo, la suocera bussò di nuovo. Tra le braccia un gran fagotto avvolto in una coperta. Sul viso un sorriso trionfante, come se stesse annunciando una vittoria.
Vi ho portato qualcosa di molto importante, dichiarò solenne specialmente per la camera da letto. Sopra il letto cè uno spazio vuoto. Manca un tocco finale!
Srotolò il pacco e mi trovai davanti un enorme ritratto con una cornice massiccia e dorata. Nellimmagine cerano lei, di qualche anno fa, suo figlio da adolescente e il padre di mio marito, ormai scomparso. Un quadro pesante, e non solo materialmente. Gli sguardi dalla tela parevano osservare lintera stanza.
Porta fortuna proclamò lei Sopra il letto matrimoniale ci deve essere limmagine della famiglia. Protegge. Ricorda le radici.
Mi si strinse tutto dentro. Guardai mio marito. Sorrideva imbarazzato, fissando la sua faccia da ragazzino.
Mamma grazie, però è davvero enorme e lo stile non è proprio il nostro, provò a dire lui.
Che stile e stile! lo interruppe subito lei È famiglia! La famiglia non si discute!
Mio marito tacque. Guardò me i miei occhi imploravano. Poi guardò sua madre dai suoi occhi usciva solo comando. E come sempre, preferì il silenzio.
Amore mamma lo fa per affetto. Mettiamolo, e se poi non ci piace lo togliamo
Ma quel poi non arrivò mai
Il ritratto finì sopra il nostro letto. E lì rimase.
Quando la suocera veniva a trovarci, la prima cosa che faceva era sbirciare in camera, annuendo soddisfatta.
Ecco! Ora sì che sembra una vera casa di famiglia!
Mio marito ci fece presto labitudine. Daltronde, ci si abitua a tutto. Anzi, dopo un po smise pure di notarlo.
Ma per me quella non era solo una cornice. Era un segno. Un messaggio. Un promemoria che neppure la camera da letto era davvero nostra. Ogni mattina la prima cosa che vedevo era quel ritratto.
La goccia che fece traboccare il vaso
Durante una cena per il compleanno della suocera, iniziò di nuovo a parlare dei veri valori familiari. E davanti a tutti disse:
Sono contenta che mio figlio e sua moglie abbiano una casa. E ho contribuito anchio ho portato la mia presenza. Hanno appeso il ritratto di famiglia in camera loro. È così che si fa! Così non si dimentica cosa conta davvero!
Tutti annuivano e sorridevano. Anche mio marito annuiva.
Proprio quel suo annuire mi fece capire tutto.
Capii che, se aspettavo lui a mettere un confine, avrei atteso invano. Lui preferiva la pace a tutti i costi. Anche a costo del mio spazio personale.
Il giorno dopo decisi di agire
Avevo unamica fotografa, Federica, che aveva scattato le foto del nostro matrimonio. Tra le tante ce nera una quasi casuale, ma molto significativa: io e mio marito che ci abbracciamo e baciamo, mentre sullo sfondo si vede la suocera, in parte nellinquadratura.
Sembrava quasi volesse entrare a forza nella foto, ma rimaneva lì, ai margini, un po fuori posto.
Portai la foto in un laboratorio fotografico.
La feci stampare dello stesso formato del ritratto.
E anche la cornice la volli identica: dorata, massiccia, ben evidente.
Quando venne a trovarci le restituii la cortesia
La visita successiva, mentre in salotto dissertava su cosa non dovesse mancare in una casa, la interruppi con la voce più gentile:
Signora Lucia, anche io desidero farle un regalo. In segno di gratitudine per la sua cura e partecipazione nella nostra vita.
Presi un grosso pacco e lo posai davanti a lei.
Cosè questo? chiese sospettosa.
Apra e vedrà.
Lei scartò il tessuto e trovò la nostra grande foto matrimoniale. Io e mio marito in primo piano, raggianti. Lei a lato, appena dentro limmagine. Sotto cera scritto:
Con affetto, 12 luglio
Cade il silenzio.
La suocera impallidì, poi arrossì.
Cosè questa roba?! sibilò infastidita.
La mia foto di matrimonio preferita risposi calmo. Ho capito che i ritratti sono importanti. Se il vostro quadro sta da noi e ricorda la famiglia, questa foto starà da voi e ricorderà il nostro matrimonio. Così suo figlio potrà ricordarsi che ha una nuova famiglia.
E posi la scelta
Lei dichiarò che non voleva quella foto a casa sua.
Io annuii:
Capisco. Allora, per equità, se questa non va bene per la sua casa, nemmeno il suo ritratto va bene per la nostra camera.
Andai in camera, salii su uno sgabello e staccai il quadro dal muro.
Mi rivolsi a lei:
Decida: o entrambi i ritratti restano, o entrambi si tolgono. Non si possono fare regole diverse per lo stesso limite.
La suocera rimase muta qualche secondo. Poi, a denti stretti, disse solo:
Va bene toglilo pure.
Passai il ritratto a mio marito:
Dai una mano a mamma a metterlo via. In cantina.
Finale
La mattina dopo, il muro sopra il letto era vuoto.
E per la prima volta dopo tanto tempo, la stanza tornò davvero nostra.
A volte la giustizia non arriva con uno scontro. A volte basta riflettere a qualcuno le sue stesse azioni viste dallaltra parte.
E voi? Cosa avreste fatto al posto di mia moglie?
Avreste sopportato il regalo e linvadenza della suocera solo per mantenere la pace
oppure avreste messo subito un confine anche rischiando una discussione?
Chi ha ragione la donna o la suocera?
E voi pensate che un uomo dovrebbe sempre difendere la propria compagna in una situazione così?






