Grazie per l’esperienza vissuta nel matrimonio con tuo figlio, ora lo riporto a casa da te.

Mi ricordo ancora, con un misto di nostalgia e rimorso, le parole che ho pronunciato quando ho restituito a te, cara suocera, il figlio che un tempo fu mio sposo.

Cara Signora Rosa,

Mi duole non poterti più chiamare mamma come avrei desiderato quando ci siamo incontrate, quando il tuo figlio mi ha chiesto di sposarlo. Sognavo di diventare moglie, guardando le amiche già unite da anni, invidiosa del loro affetto reciproco, della cura che si scambiavano e del rispetto che mutavano in amore.

Desideravo una famiglia in cui luomo fosse sempre al mio fianco, un sostegno su cui appoggiarmi, dei bambini da crescere insieme, e una vita in cui potessi dedicarmi al marito, far sentire il mio amore e condividere ogni pensiero con lui.

Quando ti vidi per la prima volta accudire tuo figlio, pensai che avessi cresciuto proprio quelluomo che doveva entrare nella mia vita. Prima del matrimonio mi pronunciasti una frase che mi segnò: Mio figlio è abituato a prendersi cura di una sola donna. Forse quel giorno non ci diedi limportanza che meritava, ma quelle parole le porto ancora dentro, e rimpiango non averle ascoltate con la dovuta attenzione.

Il tuo figlio non esitava a correre in farmacia per una compressa, né a portarla dallaltro lato della città, anche se la farmacia era a due passi da casa tua e comprare le medicine non è affatto difficile. Se la porta dingresso cigolava, mio marito correva a imbastirla, così non dovevi preoccuparti di quel grande problema. Il fatto che tutte le porte del nostro appartamento scricchiolassero a ritmi diversi, o che le ante dellarmadio si chiudessero con un suono sgradevole, non lo turbava.

Quando, dopo avermi accompagnata a casa, avresti dovuto accompagnare me e lui a una passeggiata nel parco, tu scoppiasti in una scenata, accusandomi di pigrizia, di indolenza e di avermi abituata alla comodità. E non sbagliavi: è più comodo viaggiare in automobile che in treno, e trascinare valigie pesanti da sole non è certo una buona idea. Ma tu volevi solo respirare un po daria fresca.

Mio marito è stato un figlio devoto. Quando non riuscivi a dormire e nella notte mi confidasti il tuo malessere, senza pensare al fatto che entrambi avremmo dovuto alzarci per andare al lavoro, lui prese subito un taxi, perché aveva bevuto qualche bicchiere e non voleva rischiare di guidare. Invece di ringraziarti, gli dicesti che non cè nulla di male a rinunciare a un bicchiere di vino se tua madre ha bisogno di aiuto di notte. Certo, si può astinersi da tutto, non solo dallalcol, perché lui è tuo figlio e io sono solo sua moglie.

Ti faccio i complimenti per non avermi sottratta del tutto nella tua relazione con il figlio, anche se è folle cercare di dividere un uomo; tu non vuoi condividerlo con nessuno.

Grazie a Dio, non abbiamo figli. Se ne avessimo avrebbero subito chiesto papà, ma la nonna avrebbe avuto la precedenza. Il tuo figlio premuroso non mi ha sostenuta quando ne avevo più bisogno; è stata la mia amica a darmi una mano, capendo che la depressione non mi avrebbe giovato. Io speravo almeno in qualche parola di conforto, di comprensione, ma lui si è di nuovo precipitato a soccorrerti.

Ammetto di aver perso; non sono riuscita a diventare per lui ciò che tu sei per lui, per quanto mi sia sforzata. È un peccato che tutti i miei sforzi siano passati inosservati. Lui è davvero innamorato di una sola donna te. Le parole damore che mi rivolse furono solo una formalità, un protocollo tra promessi sposi.

Io desidero essere utile a un uomo, non ho bisogno di un marito splendente e perfetto, che metta tutto in ordine rigido, come fa tuo figlio; preferisco che a volte torni a casa dopo una serata con i colleghi, cosa che lui non concede mai a se stesso, ma che, soprattutto, mi faccia sentire importante, che provi gioia per i miei successi e condivida le mie sconfitte.

Sono felice di aver compreso che mio marito non sarà mai quelluomo. Non abbiamo avuto figli, perché non servivano emozioni intense; tuo figlio conservava il tuo cuore solo per te e per nessun altro. È proprio questa parsimonia che mi ha spinta a concepire un bambino. Ora attendo la nascita di un piccolo, che arriverà tra tre mesi.

Prometto di crescere questo bambino con valori di vero uomo, ma non nella tua concezione. Ti ringrazio per lesperienza vissuta nel matrimonio con tuo figlio. Lo restituisco a te, sano, premuroso e affettuoso. Siate felici.

La tua ex nuora, Giuliana.

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