Sasha non sopportava i giorni in cui nel suo istituto per l’infanzia arrivavano le famiglie che cercavano un figlio da adottare! In sette anni trascorsi lì, nessuno l’aveva mai scelta.

Giulia non ha mai sopportato i giorni in cui gli adottanti venivano allorfanotrofio! Perché, in tutti e sette gli anni che era rimasta lì, nessuno laveva mai scelta.

Quando era piccola, invece, attendeva con ansia quelle giornate. Restava incantata a osservare le signore eleganti e i signori ben vestiti. Ai suoi occhi erano maghi, pronti a portarla via in un castello tutto loro! Sognava che una nuova mamma la baciasse buonanotte.

E che un nuovo papà la portasse sulle spalle, ridendo per le vie di Roma. E poi avrebbe avuto una stanza tutta sua. Non avrebbe più dovuto vedere Stefano ogni giorno, lui che tentava sempre di tirarle le trecce e la chiamava Passerotto.

Giulia non aveva idea di cosa volesse dire quella parola, ma la faceva sentire umiliata. E Stefano senza sosta:
Passerotto! Passerotto!

Aveva solo cinque anni quando arrivò allorfanotrofio. I suoi genitori morirono in un incidente. Giulia non si spiegava perché mamma e papà non venivano a prenderla. Non capiva perché lavessero lasciata sola.

Col tempo comprese che loro non sarebbero più tornati. I loro volti sfumati nei ricordi, le voci dimenticate, gli odori scomparsi. Si cancellava pian piano anche limmagine della casa doverano stati insieme.

Giulia avrebbe voluto essere scelta, almeno una volta! Ma il miracolo non avveniva, e con gli anni capì che, probabilmente, nessuno lavrebbe mai scelta. Era una ragazzina poco appariscente.

Gli adottanti puntavano sempre alle bambine bellissime, con grandi occhi lucenti e fiocchi elaborati nei capelli morbidi.

Stefano non smise di tormentarla. Solo che adesso Giulia sapeva che Passerotto era un uccellino.

Ancora una volta, proprio oggi, sono arrivati degli adottanti. Tutte le bambine sono state pettinate e hanno indossato i fiocchi migliori. Giulia, invece, ha preso e si è tagliata i capelli da sola, come un maschietto. Non voleva più essere scelta da nessuno. Aveva deciso che, nella sua vita, avrebbe fatto le sue scelte da sola.

Le educatrici sono rimaste scioccate vedendola coi capelli corti, mentre Stefano, come sempre, le ha urlato dietro:
Passerotto!

Giulia ha appena compiuto dodici anni, Stefano di anni ne ha quindici.

Quel giorno, ovviamente, nessuno la sceglie. I capelli tagliati storti fanno impressione, e nei suoi occhi sembra lampeggiare un temporale.

Dopo altri tre anni, Stefano lascia lorfanotrofio, il suo rivale storico. Saluta tutti, poi si avvicina:

Allora, addio Passerotto?
Addio risponde Giulia con indifferenza.
Stringi i denti! Manca poco anche a te. Solo tre anni! Poi vengo a prenderti afferma deciso Stefano.

Ma chi ti ha detto che sarai tu a scegliermi? Idiota! ribatte lei, seccata.

Stefano la osserva a lungo, con uno sguardo strano, poi si allontana senza mai voltarsi indietro.

Quando Giulia varca il portone dellorfanotrofio e respira laria di libertà, si sente finalmente grande. Nel frattempo è sbocciata: i capelli lunghi fino alla schiena, grandi occhi verdi, figura slanciata. Si dirige verso lappartamento dei suoi genitori.

Improvvisamente sente:
Ciao Passerotto!

Si volta e vede davanti a sé Stefano.

Che ci fai qui? chiede secca.

Avevo promesso che sarei venuto a prenderti. Eccomi, Stefano si avvicina.

Ho già detto che ora scelgo io! Giulia lo guarda dal basso verso lalto. In questi anni lui si è fatto alto, con spalle forti.

Allora scegli me, Giulia! chiede lui.

Ci penserò risponde lei, avviandosi verso la nuova casa.

Stefano la segue fino allingresso del condominio. Aspetta che entri e poi se ne va. Da quel giorno, si rifugia sotto le sue finestre ogni sera. Rimane seduto sulla panchina davanti al portone finché nella sua camera si spegne la luce.

Lestate calda lascia spazio allautunno piovoso. Poi arriva linverno. Ma Stefano continua a tornare, sera dopo sera. Un giorno Giulia si siede accanto a lui.

Ma non ti stanchi mai? Non hai freddo a stare qui? gli domanda.

Sopporto. Basta che tu mi scelga, per favore! chiede di nuovo, guardandola con dolcezza infinita.

Giulia salta in piedi, arrossendo, e corre via. Spia dalla tenda mentre Stefano fissa la sua finestra.

Il 31 dicembre Giulia torna velocemente dal lavoro verso casa. Deve apparecchiare, indossare il vestito nuovo, aspettando il Capodanno! Ma sulla panchina Stefano non cè. Il cuore le si stringe Gli sarà successo qualcosa?

Dopo unora ha finito di preparare tutto, si versa un bicchiere di spumante. Va alla finestra, ma Stefano ancora non si vede. Un brutto presentimento si insinua nel petto Lansia le attanaglia lo stomaco.

E adesso? Dove lo cerco? Non ho né il suo numero né il suo indirizzo! Sono davvero stupida, che sciocca! si rimprovera Giulia.

In quellistante qualcosa brilla fuori dalla finestra!

Stanno già festeggiando pensa, curiosa di vedere i fuochi dartificio.

Sul manto di neve ardono enormi lettere di fuoco:

SCEGLIMI, GIULIA!!!

Stefano è seduto sulla panchina, agita la mano verso la sua finestra con un sorriso.

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