La zia mia si è presentata allimprovviso, con la figlia e il genero tirati a lucido. Erano carichi come muli: una busta di carne buona, una bottiglia di Barolo da far piangere i contadini ma la mamma li ha rispediti dritti da dove sono venuti, senza troppi complimenti.
Mia madre ha una famiglia che sembra la squadra di calcio: sei fratelli erano, ne sono rimasti tre. Lei e una delle sue sorelle, zia Grazia, vivono nello stesso paesino in provincia di Siena. Lavorano come matte destate e poi, in inverno, sopravvivono grazie a quello che riescono a mettere da parte e, ovviamente, con quello che raccolgono nellorto pieno di pomodori e zucchine. Siamo tutti un po contadini, qui.
Laltra sorella invece la famosa zia Fiorenza ha fatto il colpo grosso: villetta al lago Trasimeno, appartamento in città con il balcone pieno di gerani. Suo marito, il signor Paolo, fa il direttore in una grossa impresa edile; insomma, gente da tartufo bianco e prosecco. Ma mica sono sempre stati così: anche loro vengono dal nostro paesello e la mamma, insieme a zia Grazia, li hanno aiutati quando ancora si mangiava pane e cipolla. Solo che da quando hanno fatto fortuna, si sono scordati delle radici altro che olive.
Un giorno, la mamma viene a sapere, neanche direttamente, che la figlia di zia Fiorenza, Costanza (che sembra uscita da una sfilata di moda in centro a Milano), si è sposata con un avvocato famoso. Allinizio la mamma rimane di sasso, poi fa finta di niente, perché qui il pettegolezzo corre più veloce della Vespa e nessuno vuole passare per la povera parente rimasta fuori dalla festa. In fondo, chi non si sentirebbe offeso se la propria sorella non ti invitasse nemmeno al matrimonio della nipote?
Torna a casa e racconta tutto a zia Grazia. E anche lei, poverina, ci è rimasta malissimo. Decidono, con una strategia degna di Machiavelli, di chiamare Fiorenza per farle venire almeno un briciolo di senso di colpa. Ma la zia, come se niente fosse, risponde con un grazie che sembrava detto dal giudice della Corte dei Conti, e riattacca subito dopo.
Però, a quanto pare, la coscienza della zia Fiorenza ha bussato alla porta (forse per colpa del Barolo che aveva già comprato!), e così sono arrivati tutti in visita con tanto di carne e vino da dieci euro a bicchiere. Purtroppo, la mamma era ancora molto ferita e li ha liquidati senza mezzi termini. Se a loro faceva vergogna portarci al ristorante in mezzo alle signore di città, ha detto, che non si azzardino a mettere piede qui dentro!
E il signor Paolo, con la sensibilità di uno stivale chiodato, commenta pure: In effetti ci sarebbe stato da vergognarsi, con tutto quel profumo di salsiccia che vi tirate dietro! A quel punto, la mamma che di solito è dolce come un babà li ha cacciati fuori come si fa con la zanzara a Ferragosto: Non vi voglio più vedere manco dipinti!
Zia Grazia, solidarietà tutta toscana, ha dato man forte: Avete chiuso con noi, ciao proprio! E così la saga della famiglia più italiana di sempre si prende una pausa… almeno fino alla prossima vendemmia!




