Marco stava per laurearsi allUniversità di Bologna quando, improvvisamente, nel sogno gli apparve una bizzarra idea: sposare la sua prima ragazza del liceo, Fiorella! Fiorella dai capelli lucenti e gli occhi profondi era non solo bella, ma anche gentile e saggia. Anche lei stava terminando la sua tesi, mentre luniverso sembrava piegarsi sopra di loro come un lenzuolo antico. I due si promisero di convolare a nozze appena avessero concluso la tesi, mentre il tempo si faceva liquido.
Marco decise di raccontare la novità alla madre, ma lei portava nuvole nere nel grembo delle sue parole. Devi sposare Annalisa, quella che abita nella casa accanto, oppure nessunaltra nientaltro! esclamò, con voce che pareva venisse dalle stanze di un castello cremisi. Cosa ti importa di più: la carriera oppure lamore? La madre sognava a occhi aperti il futuro di Marco, uomo di successo, circondato da libri e quadri.
Annalisa proveniva da una famiglia benestante, odorava di profumo di limoni e vecchi soldi; da tempo covava un amore segreto per Marco, ma lui era invischiato in questa Fiorella, che non aveva né radici né parentela. La madre di Fiorella si diceva portasse sfortuna, una donna dagli occhi tristi e storie da bar. Che cosa avrebbe detto la gente di Modena?
Non mi serve una nuora, fai come vuoi! sbottò la madre, tirando le tende della loro casa come fossero veli di un palazzo veneziano.
Marco supplicò, blandì la madre per giorni che si scioglievano come gelati al sole, ma lei rimase dura come marmo di Carrara. Se sposi Fiorella vi maledico! promise, quasi con voce da strega sotto la luna piena. Marco, spaventato dalla maledizione materna, si fece piccolo e tacque. Dopo sei mesi, la relazione tra Marco e Fiorella svanì come il profumo del pane la domenica mattina; lentamente, tra sogni e rimpianti.
Col tempo, Marco sposò Annalisa. Lei lo amava di un amore sincero, ma decisero di non fare una cerimonia niente foto, niente inviti. Marco non voleva che Fiorella vedesse le immagini di quelle nozze, neanche nei sogni più stranamente reali. Così iniziarono una vita insieme, tra i corridoi ampi e freschi della villa della famiglia di Annalisa, in un quartiere silenzioso di Parma. Grazie ai genitori, la carriera di Marco prese il volo; salì le scale del successo, una per una, ma la felicità rimase una strana figura dietro una porta chiusa.
Marco non voleva figli. Annalisa, dopo aver sperato e pregato, capì che non cera modo di convincere Marco: così, divorzio fu. Quando questo accadde, Marco aveva superato i quaranta e Annalisa era lì, trentotto anni e una voglia di rinascita. Lei ebbe una bambina e la felicità divenne carne sulla sua pelle.
Marco, nei suoi sogni bianchi, cercava Fiorella ovunque, in ogni angolo di Torino e Milano, tra le ombre e i riflessi dei tram. Ma Fiorella non cera, nemmeno nei libri, nemmeno nellaria. Un conoscente gli raccontò che, dopo la loro separazione, lei aveva sposato il primo che passava, uno che il sogno descriveva come un mascalzone, una figura sfocata e senza volto.
Alla fine, Marco tornò nellappartamento vecchio dei genitori a Firenze, dove il divano odorava dei ricordi. Cominciò a vivere di vino e rimpianti, lasciando che i giorni si diluissero come un bicchiere di Chianti. Ogni sera guardava la foto di Fiorella e non riusciva mai a perdonare sua madre, nemmeno nei suoi sogni più lunghi.





