Sai, girare da sole io e mia figlia mi mette ansia due donne, il linguaggio non lo mastichiamo, e se dovesse succedere qualcosa… la suocera agitò la mano come a scacciare i brutti pensieri. Ma con voi due insieme, è tutta unaltra musica. E poi, restiamo vicine, casomai
Oh, Giulia non poteva ancora immaginare quanto “vicine” sarebbero davvero state.
Che seccatura… sospirò Giulia.
Era da mesi che Giulia, Lorenzo, Federica e Riccardo pianificavano la vacanza.
Il fratello di Lorenzo e sua moglie erano la compagnia perfetta: ci si poteva andare al bar, in vacanza, anche a ballare sulla voragine dellEtna così allineati erano nei gusti e negli ideali di relax.
Lanno prima avevano già condiviso due viaggi, sempre tornando più affiatati di prima.
Adesso, però
No, mai Giulia avrebbe incolpato la cognata di essersi ammalata proprio allultimo.
Ma sentirsi giù per questo, beh, quello sì che era concesso.
Che ci possiamo fare… Dovrete arrangiarvi voi, a gironzolare tra le rovine di Pompei, sospirò Riccardo.
Anche lui era deluso per i piani andati in fumo, ma abbandonare Federica malata sarebbe stato contro ogni principio.
E nessuno gli avrebbe mai chiesto davvero una cosa simile.
Solo che Peccato per i soldi dei biglietti ora sarebbe stato impossibile recuperare tutti i mille euro spesi. E peccato proprio per i piani.
Lorenzo, Giulietta, ragazzi, ho un’idea fantastica! quella sera, la madre di Lorenzo e Riccardo, la signora Grazia, si presentò a casa loro.
Non era insolito, visto quanto fosse legata ai figli.
E in fondo, era anche una brava donna, la signora Grazia.
Aveva i suoi spigoli, certo, come tutte le mamme dItalia, più attente agli strofinacci che alle poesie e ogni tanto le scappava la predica sul come tenere una casa. Ma, tutto sommato, Giulia poteva ritenersi fortunata: le sue amiche avevano suocere più simili alle streghe della commedia dellarte che a vere nonnine.
Grazia la vedeva anche quattro volte a settimana, e solamente ogni tanto sentiva il bisogno di insegnarle a cucinare la pasta “come si deve”.
E a dirla tutta, Giulia aveva imparato anche qualcosa.
Perciò, quando Grazia propose di prendere i posti vacanti di Federica e Riccardo e andare lei stessa con la figlia minore, Ludovica e saltare tutti insieme a Capri, sotto il sole del sud, a scaldare le ossa e ravvivare lo spirito Giulia acconsentì volentieri.
Da sola con la bimba non me la sento ripeté Grazia, due donne, lingua straniera, se succede qualcosa… E agitò la mano come a scacciare via tutto.
Oh, Giulia non aveva la minima idea di quanto “vicine” sarebbero state.
Se lavesse solo intuito, mai avrebbe accettato di condividere la vacanza con futura suocera e cognata.
Daltronde, meglio scoprire fino a che punto si spingesse la famiglia del futuro marito e dei futuri parenti prima delle nozze, piuttosto che dopo, con tanto di carte bollate e avvocati.
Giulia si poteva consolare con poco.
Le amiche la presero per matta.
Ma chi va mai in vacanza con la suocera, fosse anche quella futura? Quella ti mangerà viva, farà ballare attorno a sé sia il figlio che te! sghignazzavano alle sue spalle.
Giulia ribatteva che Ludovica aveva diciannove anni, e nessuno avrebbe fatto da animatore a una ragazza così grande, specie conoscendo la sua indifferenza glaciale negli incontri in famiglia: buongiorno, buonasera, “passami il sale”, nulla di più.
In verità, una così poco incline alla socialità non sarebbe certo cambiata sotto il sole di Capri.
Quanto a Grazia… Sì, era necessario pianificare le giornate secondo i ritmi di una donna di mezzetà ma non ci vedeva niente di tragico.
In fondo, bastavano due settimane di pazienza. E, in caso di follie, avrebbero avuto ottime ragioni la prossima volta per prenotare low cost direttamente senza di lei.
Bisogna almeno provarci, la mamma di Giulia glielo ripeteva sempre: non si può dire di no senza assaggiare.
Le amiche, dopotutto, non conoscevano Grazia giudicavano dalla fauna delle proprie suocere, sempre acide e sospettose.
Loro stesse dicevano che Giulia era fortunata con la sua “quasi suocera”, e adesso improvvisamente svoltavano dandole della pazza per il solo pensiero della vacanza condivisa.
Eppure, ormai la macchina era partita: Grazia entusiasta e Lorenzo felice di portare la mamma a Capri.
La prima campana suonò già in aereo.
Ludovica prese senza alcuna discussione il posto al finestrino.
A Giulia, abituata ai viaggi di lavoro, del finestrino non importava nulla: troppo banale, meglio stare sul corridoio per poter correre in bagno senza scalare montagne umane.
Lorenzo se ne infischiava della vista, preso solo dai film in volo.
Grazia, seduta di fronte a Giulia, era visibilmente nervosa, tanto che, entrati nel vortice della turbolenza sopra il Tirreno, sembrava volersi sciogliere in lacrime.
Era impossibile negarle la cortesia di cambiare posto: accanto al figlio si sentiva rassicurata.
Però, stranamente, nessuno le restituì il posto una volta calmatesi le nuvole.
Anzi: Grazia si mise a guardare con finto interesse il film di Lorenzo, poi si appisolò, la testa appoggiata alla sua spalla.
“Non arrabbiarti,” si ripeteva Giulia. “Dopo lo spavento, anche tu non avresti avuto testa per i posti.”
E non è educato svegliare chi dorme…
Ma il dubbio rimaneva: proprio quando passarono i carrelli con i pasti, la signora Grazia si svegliò con precisione chirurgica. Poteva cambiare posto con Ludovica, ormai disinteressata al paesaggio, invece niente.
Famiglia tutta felice e Giulia sempre più trasparente. Linsofferenza aumentò allarrivo.
Lorenzo si fiondò a dare una mano alla mamma con le valigie, poi a cercarle una bottiglietta dacqua, dimenticandosi quasi dellesistenza della fidanzata invisibile, come un sogno dentro il sogno.
Amore, non fare storie, nessuno ti sta mettendo da parte ripeteva lui ogni volta.
Dopotutto, era la prima volta della mamma in Italia del sud, e aveva vissuto il viaggio come una tragedia greca…
“A chi è venuta lidea di portare tua madre con noi?”, avrebbe voluto chiedere Giulia, ma si morse la lingua.
Anche la vocina interiore le ricordava che era giovane e forte, e la mamma di Lorenzo, effettivamente, aveva vissuto un piccolo dramma. Lorenzo, figlio affettuoso, faceva il suo dovere.
E non era certo un dramma se lui aiutava la madre con i bagagli o la coccolava un po’.
Ma Giulia non poteva sapere che le scene in aeroporto erano solo lincipit.
Perché già la sera successiva, con solennità e quasi con la marcia nuziale, la mamma del futuro marito si trasferì nel loro bungalow…






