Piccole gioie della vita

Piccole cose della vita

Contrariamente al consiglio dei genitori, Aurelia sposò il suo adorato Emanuele, un ragazzo molto serio. Era cresciuto con la nonna, Serafina la mitica nonna Fina, così la chiamava fin da piccolo. I genitori di Emanuele erano scomparsi quando lui aveva appena due anni, quindi non ne conservava nemmeno il ricordo.

Quando Aurelia presentò Emanuele ai suoi genitori, la signora Laura si mise subito sulle sue, ovviamente non davanti al ragazzo.

Aurelia, non è certo per uno come lui che ti abbiamo cresciuta! Studi al terzo anno di università, quale marito, quale matrimonio? Emanuele non me lo voglio come genero. Ma che futuro ha? Lavora in unofficina operaio Ricordati, non ti aiuterò se decidi di fare questo passo.

Mamma, io lo sposerò comunque, lo sai che sono testarda, papà, come sempre, mutevole come una statuina di ceramica, cercava tutta la vita di restare neutrale fra moglie e figlia. E poi, aspetto un bambino

Il matrimonio non fu di certo da mille e una notte, anche se i genitori di Aurelia non erano certo sprovvisti di mezzi. Laura non volle festeggiare alla grande. Se magari la figlia avesse sposato il figlio della sua amica Ma Aurelia era troppo cocciuta.

Lascia che si goda la sua miseria con loperario, vedrai che ritorna piangendo a casa. Adesso ha la testa piena damore e sogni, brontolava Laura col marito. Se nè pure andata di casa da suo padre e da me, per andare da questa nonna perché non vuole che io umili il genero, dice proprio così, Aurelia non è per niente entusiasta che aspetta un bambino.

I genitori di Aurelia abitavano in una grande appartamento in centro città, la figlia era abituata al comfort e ai soldi, essendo la sola. Ma partì con Emanuele dalla nonna Fina, che viveva in una casa nel paese a sette chilometri dalla città.

Passò del tempo e Aurelia diede alla luce una bambina. Nonna Fina aiutò moltissimo, insegnò alla giovane mamma tutto quello che doveva sapere, si svegliava lei stessa la notte per la piccola Chiara. Aurelia continuava a frequentare luniversità, cercava di essere una brava moglie e madre, ma non era facile, era sempre stanca morta. Ogni mattina si alzava presto, correva a prendere lautobus per la città, poi cambiava pullman per arrivare alluniversità.

Tornava sempre distrutta, la nonna con Chiara la aspettavano al cancello, la bimba non vedeva lora che la mamma tornasse. Più tardi arrivava anche Emanuele, lavorava fino a tardi. Prendeva la figlia in braccio e la faceva volare. Era innamoratissimo delle sue donne. Aurelia avrebbe voluto dedicargli più tempo, ma lui tornava sul tardi, col pullman dellultimo minuto, affamato e stremato.

E Aurelia si preparava alla tesi. Sempre più spesso voleva tornare dai genitori, in quel comodo appartamento, così non avrebbe sprecato la vita tra autobus e corse. Ma Laura era offesa, non telefonava, non chiedeva di Chiara.

Emanuele aveva un fratello maggiore, Antonio, sposato da tempo, viveva con moglie e figlio in città, in un suo appartamento, conquistato con tanta fatica. Ma la vita matrimoniale era un disastro, Marilena voleva sempre di più.

Ha chiamato Toto, annunciò Emanuele a nonna Fina e Aurelia è andato via da Marilena, sempre litigi, adesso affitta un appartamento.

Come mai? si preoccupò nonna Fina, lui stesso si era comprato la casa e ora la lascia

Dai nonna, Toto ha fatto luomo, lascia tutto alla moglie e al figlio lo difese Emanuele.

Un giorno Aurelia si lamentò col marito: questo ritmo di vita la sfiniva, due autobus per andare alluniversità, nemmeno lo diceva in faccia che sperava di tornare a vivere dai suoi; era stata lei a accettare di vivere separata dai genitori.

Sono stanca, diceva Aurelia legata agli orari dei pullman, troppe fermate. Arrivo sempre per il rotto della cuffia

Emanuele ascoltò in silenzio e le diede un bacio sulla guancia.

Ho unidea, te la dirò dopo ci sarà una sorpresa disse misteriosamente. Aurelia non aveva energie per chiedere altro.

Dopo qualche giorno, una sera una vecchia macchina si fermò davanti a casa.

Saranno i miei, pensò Aurelia, la macchina non la conosceva, era proprio uno scatolone. No, non sono loro, quella macchina una trappola.

Si precipitò fuori, e vide Emanuele scendere dallauto, gonfio di orgoglio.

Che ne dici della nostra bellezza?

Sarebbe questa una macchina? Dove lhai trovata?

Comprata, disinvolto Emanuele con i soldi che tenevamo da parte per lanticipo della casa

Aurelia fissava quella macchina, le dispiacevano da morire quei soldi, risparmiati per la casa, e adesso chissà quanto ancora dovranno restare in paese.

Emanuele elogiava la macchina.

Lho aggiustata io, funziona, vieni ti faccio fare un giro e la fece salire al volo. Deve solo essere verniciata e poi addio corse col pullman! la rassicurava lui. È quasi nuova! Mi è costata un niente.

In effetti la macchina andava, anche se Aurelia aveva paura che si sfaldasse in corsa. Tornata a casa, vide nonna Fina colla piccola Chiara. Emanuele prese la bimba e la fece volare, mentre Aurelia corse in casa, attraversò la soglia e scoppiò a piangere. Piangeva come una fontana, troppe cose accumulate.

Aureliuccia, cosa cè tesoro la voce preoccupata di nonna Fina. Che succede, dimmi

Tutti i soldi che avevamo messo da parte per la casa li ha buttati in quella ferraglia! Sognavamo un appartamento e lui e lui

Su via, la abbracciò nonna Fina sei la ragazza più brava e intelligente del mondo, sei solo stanca, ecco perché piangi. Queste sono sciocchezze, il vero valore è che siamo vivi e insieme, i soldi sono niente. Contano amore e comprensione.

Aurelia ascoltò le parole sagge di nonna Fina e si calmò. Poi si vergognò pure un po, per essersi lasciata andare. Si alzò e uscì sul portico dove il marito sedeva, accanto correva il cane peloso, Chiara lo rincorreva cercando di afferrargli la coda. Si sedette piano vicino a Emanuele.

Perché non ti sei consultato con me, Emanuele chiese piano.

Volevo farti una sorpresa eh, ti ho sorpreso

Aurelia lo osservò, gli guardò gli occhi e scoprì una dolcezza infinita, e capì tutto. Lui la ama, ha comprato la macchina per facilitarle la strada alluniversità, si è preoccupato per lei. Ha cercato di risolvere il problema di cui si lamentava. Solo, non aveva capito che lei pensava a tuttaltro

Va bene, Manu, macchina sia disse conciliata ma promettimi che dora in poi decideremo tutto insieme.

Daccordo rispose felice il marito sai, sono sempre stato abituato a agire da solo, scusami, da ora in avanti decideremo insieme.

Benissimo. Sono solo piccole cose della vita ripeté solenne le parole di nonna Fina limportante è essere insieme, e che la nostra bimba sia felice.

Dal vetro nonna Fina li guardava, sorridendo:

Prima lite di famiglia e come si fa senza? Ne verranno altre. Limportante è capirsi e volersi bene. Su questo, che Aurelia e Emanuele si amino, ho pochi dubbi Come due piccioncini hanno già fatto pace li benedisse e sorrise.

Emanuele verniciò la macchina, nonna Fina cucì i coprisedili, non cera molto da festeggiare. La macchina aveva visto di tutto. Ma almeno Aurelia, seduta accanto al marito sul sedile, partiva verso la città.

Non voleva chiedere aiuto ai genitori.
Il tempo passava. Chiara cresceva, ormai era tempo di mandarla allasilo, la nonna era stanca, ci voleva pace. Aurelia si laureò e trovò lavoro in città. Emanuele lavorava ancora fino a tardi, impegnato a guadagnare. Il problema casa tornava sempre, ma i soldi per lanticipo non bastavano ancora. Aurelia non voleva chiedere aiuto ai genitori, la madre non si interessava né della figlia né della nipote.

Ma la tanto sospirata soluzione arrivò, e da dove non se laspettava. Una domenica, il cane fece un casino nel cortile. Aurelia pensò fosse la vicina, che portava il latte fresco per Chiara.

Toto! gridò felice Emanuele, vedendo il fratello dal vetro, correndo subito fuori Oh, fratello, da dove sbuchi?

Ciao, Manu, ciao!

I fratelli si abbracciarono forte, era evidente la gioia. Chiara curiosa spiava dalla porta.

Che brava la mia nipotina esclamò Antonio vieni qui, ti ho portato un regalo.

Dal sacchetto tolse un grande coniglio con orecchie lunghe e fiocco. Chiara, entusiasta, prese il coniglio, lo esaminò e andò a mostrarlo alla nonna.

Nonna Fina e Aurelia accolsero Antonio calorosamente.

Non ti si vede mai, Antonio, come va Emanuele dice che affitti casa chiedeva nonna mentre già serviva il tè.

Tutto ok, rispondeva sereno con Marilena ci siamo lasciati, ha trovato un altro e si è trasferita chissà dove vicino Milano. Pago gli alimenti puntualmente. E questo, per te Manu sfilò dalla tracolla una busta cicciotta a voi due, regalo di nozze, non cero alla vostra nozze, ero in trasferta.

Che cosè? si irrigidì Emanuele.

Soldi

Che soldi?

Per lanticipo dellappartamento spiegò Antonio, mettendo la busta nelle mani del fratello Marilena è partita, mi ha lasciato lappartamento, ora abito da solo. Li ho risparmiati, volevo comprare una nuova casa, ma non potevo togliere la casa alla ex moglie e al figlio. Consideratelo il mio regalo di nozze ripeté lui.

Tutti si fermarono un secondo zitti. Poi scoppiarono a ridere felici.

Grazie fratello, grazie Antonio. Arrivi proprio a fagiolo

Aurelia quasi piangeva dalla felicità, nonna Fina abbracciò il nipote maggiore. I due fratelli si abbracciarono in silenzio, nessuna parola necessaria.

In autunno Emanuele, Aurelia e Chiara si trasferirono nel nuovo appartamento in città. Chiara iniziò lasilo vicino casa. La scuola era lì vicino, scelta apposta pensando al futuro, quando Chiara andrà a scuola.

Emanuele sempre allofficina. Così la vita mise alla prova questa giovane famiglia. Aveva ragione nonna Fina: sono solo le piccole cose della vita. La cosa più importante è lamore, la felicità e la salute.

Grazie per aver letto, per il vostro sostegno e le vostre risate. In bocca al lupo a tutti!

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

seventeen − 14 =

Piccole gioie della vita