Ho letto la storia di una mamma sola qui che diceva di non sapere cosa fare e di non vedere una via d’uscita. Mi è venuto voglia di raccontare anche la mia, non per giudicare nessuno, ma perché quando hai dei figli e sei in difficoltà, non puoi restare a guardare aspettando che i soldi piovano dal cielo. A me nessuno ha regalato niente. Me lo sono conquistato tutto da sola.

Ho letto la storia di una mamma single qui, che diceva di non sapere cosa fare e di non vedere una via duscita. E mi è venuta voglia di raccontare la mia. Non per giudicare nessuno, ma perché quando hai dei figli e hai bisogno, non puoi restare lì a sperare che i soldi cadano dal cielo. Nessuno mi ha regalato niente. Ho costruito tutto con le mie mani.

Sono andata via di casa che avevo appena compiuto sedici anni. Un po per orgoglio, un po per ingenuità, pensavo di essere cresciuta e che insieme al mio ragazzo avremmo vissuto meglio. Siamo finiti in una piccola mansarda a Bologna, con la cucina che praticamente era il soggiorno, la camera separata da una parete sottile e il bagno fuori, in un piccolo cortile. Non era certo una villa, ma era nostro. Dopo due anni, appena sono diventata maggiorenne, aspettavo il mio primo figlio. Allinizio tutto filava liscio: lui guidava il taxi, portava i soldi per la spesa, pagavamo laffitto. Non avanzava niente, ma riuscivamo a mangiare e stare a galla.

Quando mio figlio aveva quasi un anno, ho iniziato a notare che le entrate diminuivano. Ogni volta cera una scusa: stagione bassa, troppe auto in giro, la macchina rotta. E io gli credevo. Poi sono rimasta di nuovo incinta stavolta di mia figlia. Ero al quarto mese, quando lui se nè andato. Così, senza preavviso. Un giorno è arrivato, ha preso un po di roba e si è trasferito a casa di unaltra donna.

La cosa più dolorosa non è stata solo che mi abbia lasciata. Ma anche sentire tutti parlare vicini, parenti, gente del quartiere. Dicevano che era da tempo che lo vedevano con lei, che lo aspettava sotto casa, che ormai dormiva da lei. Nessuno mi aveva mai detto nulla mentre stavamo insieme. Ho scoperto tutto a cose fatte, sola, incinta e con un bimbo piccolo.

Lui è sparito del tutto. Non si è fatto vivo per i figli. Non mi ha passato nemmeno un euro per i pannolini. Mi sono seduta per terra e ho pianto tutto il giorno. A guardare il frigo quasi vuoto, il latte che finiva, il secondo bambino in arrivo, laffitto da pagare, niente vestiti, neanche una culla. Ho pianto, sì. Ma il giorno dopo mi sono alzata e mi sono detta: così non posso stare.

Ho ricominciato proprio da quel piccolo appartamento. Ho chiesto i prodotti alimentari sulla fiducia. Preparavo gelatine, dolci in bicchiere, ciambelle. Li fotografavo col cellulare e li postavo negli status su WhatsApp e Instagram. Non mentivo: scrivevo la verità. “Vendo dolci per poter comprare pannolini e latte.” La gente ha iniziato a comprare. Qualcuno per compassione, qualcuno perché davvero gli piacevano. Con quei soldi facevo la spesa, mettevo da parte per laffitto, compravo lindispensabile.

Poi ho cominciato a cucinare anche piatti su ordinazione risotto, lenticchie, pollo in umido, polpette. Un signore del quartiere mi portava i piatti in giro col suo scooter, io gli pagavo la corsa. Mi alzavo alle cinque del mattino per cucinare, con la pancia enorme e il mio piccolo che mi girava intorno. Cerano giorni che ero così stanca che mi sedevo e piangevo piano. Ma il giorno dopo, riaccendevo i fornelli.

Risparmiavo centesimo dopo centesimo. Quando stava per arrivare la nascita, mia madre mi ha chiamato e mi ha detto di andare da loro, che non dovevo restare sola. Mia figlia è nata lì, a casa dei miei. Da quel giorno i miei genitori sono la mia forza. Non mi mantengono, ma non mi fanno crollare mi aiutano con i bambini quando ho tante ordinazioni.

Oggi mio figlio ha sei anni. Mia figlia cresce in fretta. Con mia mamma abbiamo messo in piedi una piccola pasticceria casalinga. Non siamo unimpresa grande, abbiamo solo un piccolo laboratorio, facciamo torte per compleanni, tavoli di dolci, piatti per eventi. Non siamo ricche, ma vado a letto senza fame e senza la paura che domani non avrò niente da dare ai miei figli.

So quanto fa male quando un uomo lascia una donna coi figli. Non è giusto. Ma so anche che non puoi aspettare che qualcuno venga a salvarti. Nessuno è venuto a salvare me. Quando hai dei figli, non puoi permetterti il lusso di mollare.

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Ho letto la storia di una mamma sola qui che diceva di non sapere cosa fare e di non vedere una via d’uscita. Mi è venuto voglia di raccontare anche la mia, non per giudicare nessuno, ma perché quando hai dei figli e sei in difficoltà, non puoi restare a guardare aspettando che i soldi piovano dal cielo. A me nessuno ha regalato niente. Me lo sono conquistato tutto da sola.