Un’amica ha invitato ospiti nella nostra casa di villeggiatura per il suo compleanno senza chiederci…

Ti racconto questa storia, ascolta bene che davvero non mi era mai întâmplat așa ceva.

Allora, da sei anni io e mio marito abbiamo una casa in campagna vicino a Orvieto. Ce la siamo presa tutta vecchia, labbiamo sistemata con fatica, sudore e tante domeniche mattina spese in ferramenta. Il terreno labbiamo sistemato passo dopo passo: niente orto vero e proprio, solo unaiuola di cetrioli, pomodori, basilico, cipolle, zucchine, peperoni. Sai, giusto il minimo indispensabile, ma sempre qualcosa di fresco per la tavola.

Quando labbiamo comprata, cerano già dei cespugli di more, un po di ribes, ma soprattutto tante piantine di fragole che venivano su ogni anno senza fatica. Spesso portavo queste fragole in ufficio e le offrivo ai colleghi, così per gentilezza. Ti dico, tutti super contenti, sembrava di regalargli oro.

Questanno in ufficio è arrivata una nuova collega, si chiama Giulia, trasferita da una filiale di Napoli. Sembrava gentile davvero, molto educata. Un giorno le porto anche a lei qualche fragola. Ovviamente le sono piaciute da morire e ha subito iniziato a chiedermi dove abitassi, come fosse la casa, che meraviglia il giardino insomma, una raffica di domande. Io felice di raccontare tutto, come sempre.

Dopo pochi giorni, ti giuro, Giulia si presenta alla mia scrivania e senza troppi giri di parole mi chiede le chiavi della nostra casa in campagna. Dice che sua figlia voleva starci con i bambini per qualche settimana, per prendere un po daria buona, sai, lontani dal caos di Roma, e che tanto noi non ci saremmo andati per una settimana, quindi a noi non cambiava nulla! Perché la figlia è in maternità e avrebbe avuto bisogno di relax. Ho riso e le ho detto no, ovviamentema con garbo eh! Lei però si è offesa, aveva la faccia lunga tutta la giornata, ma per fortuna non ha insistito.

Passano un paio di settimane e si avvicina Laura, unaltra del mio ufficio, collega di Giulia: Oh, Anna, sai dirmi come si arriva alla tua casa fuori città? Io: Ma perché mai? E lei tutta tranquilla: Perché Giulia ci ha invitati tutti, voleva fare da te una festa per il suo compleanno. Ha detto però che dobbiamo arrangiarci coi mezzi, perché la strada è tortuosa

Sono rimasta basita, davvero scioccata.

Così sono andata subito da Giulia: Ma che succede? E lei, con un sorrisetto da gatta che ha mangiato il topo, mi fa: Ma dai, che vuoi che sia se festeggiamo il mio compleanno nella VOSTRA casa in campagna? Stiamo solo un giorno, non ci viviamo! Non ti dispiace, vero?

Altroché se mi dispiaceva. Mi dispiaceva per tutta la fatica fatta, per il giardino, per le aiuole, per le piante che trattiamo come figli, e per la mia casa dove vado a rilassarmi, mica in albergo E poi, ti rendi conto, non mi ha nemmeno invitata alla sua festa! Né tantomeno chiesto il permesso prima di annunciarlo agli altri.

Ho detto di no secco. Lei di nuovo offesa, ma ehi chissenefrega! Ho sempre condiviso frutta e verdura con tutti, ma una faccia tosta come la sua onestamente non lavevo mai incontrata.

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Un’amica ha invitato ospiti nella nostra casa di villeggiatura per il suo compleanno senza chiederci…