Un uomo non deve comportarsi come una donna!

Sono uscita con un ragazzo di nome Giorgio. Un tipo a modo, di quelli con i valori all’antica, ancora innamorati dellidea dellamore vero. Sembrava San Francesco: accompagnava tutti a scuola, dava da mangiare ai gattini randagi, sempre il primo a offrire una mano. Era anche piuttosto carino, aveva un appartamento tutto suo vicino a Porta Romana, una Fiat sbrilluccicante, e un posto fisso ben pagato in una ditta di Milano.

Mi sentivo quasi in colpa per aver avuto così tanta fortuna: ero finita tra le braccia del principe azzurro, con tanto di approvazione universale da parte delle amiche. Ogni volta che uscivamo insieme, loro scuotevano la testa e dicevano allunisono: Giulia, attenta a non fartelo scappare uno così!

Così, con la concentrazione di una secchiona sotto esame, mi sono impegnata a non perderlo. Lui, dal canto suo, sembrava appeso a me come una cozza allo scoglio. Peccato che la felicità nella realtà duri meno di una mozzarella nella calura di Ferragosto.

Un giorno, Giorgio è rientrato a casa visibilmente contrariato, nemmeno un ciao guardandomi in faccia. Dopo mille domande sembrava di intervistare un attaccante dopo una finale persa ha finalmente confessato. Aveva incontrato, per puro caso (crede lui), il mio ex marito. Ora, ci tengo a precisare che io non ho più nessun rapporto con quel fenomeno, nemmeno una foto sperduta nel telefono, e a Giorgio non avevo mai nemmeno descritto comera. Insomma, questa coincidenza saprà anche di made in Italy, ma puzzava di premeditato come la Nutella sulle fette biscottate la mattina.

Comunque, Giorgio non si è limitato a salutarlo con un cenno: gli si è proprio avvicinato, gli ha offerto una sigaretta, e tra una boccata e laltra sono arrivati a parlare di me: carattere, motivi della separazione, pregi e soprattutto difetti. Immaginatevi la scena, io intanto in salotto che aggiornavo la lista della spesa, ignara che il mio curriculum sentimentale stava venendo sezionato come la bresaola dal salumiere.

Quando Giorgio ha iniziato a farmi domande indirette, come uno chef che vuole sapere il segreto del tuo sugo, mi sono sentita tradita. Ma perché preferire le chiacchiere di un ex invece di parlarmi direttamente? Una situazione surreale: io protagonista di una telenovela napoletana, costretta a giustificarmi per invenzioni che manco le commedie di De Sica.

Mi sono messa a piangere. Tradimento su tutta la linea: parlare alle mie spalle, raccogliere pettegolezzi dal passato, e poi venire a interrogarli con la faccia di chi non ha fatto niente. Il peggio? Che io invece ero sempre stata sincera, mai dato motivi per dubitare di me. Da che pulpito, Giorgio!

Allimprovviso, lammirazione che avevo per lui si è sciolta come un gelato sotto il sole siciliano. Le chiacchiere da bar sono roba da pensionate sedute davanti al circolo con la coperta sulle ginocchia e vabbè, loro hanno almeno 80 anni e la scusa delletà. Ma tu, Giorgio, sei un uomo fatto e finito! Perché investigare alle mie spalle come un Maigret in versione low-cost? Vivi con me, non sono mai stata ambigua. Quel gesto, così pusillanime e viscido, mi ha tolto per sempre la voglia di stare con lui. Non cerano scuse, non cera ritorno possibile, nessun perdono in saldo.

Ho sempre pensato che se qualcuno avesse provato a parlare male della fidanzata di un uomo vero, lui al massimo si sarebbe inalberato, difendendola. Nel peggiore dei casi avrebbe mandato tutti a stendere, senza passare dal via. Ma andare a cercare i pettegolezzi direttamente dagli ex: questa roba è da festival della vergogna.

Così il mio perfetto principe azzurro, Giorgio, nel mio cuore è scivolato in fondo alla classifica come una squadra retrocessa in Serie B… E ho finalmente capito le perle di saggezza che ripetono le nonne: in una coppia, prima di tutto, ci vuole rispetto. Io non sarò mai una da melodrammi, ma le chiacchiere degli uomini, ecco, quelle non le sopporto proprio. Un uomo potrà anche permettersi debolezze, lacrime, follie, qualche errore e, perché no, anche una dose di sana imprevedibilità. Ma diventare la versione maschile della vicina che spia dalla finestra mai nella vita!

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