Quando Non C’è Nessuno Con Cui Parlare: Racconto di Nina, Ricordi di Gioventù, Telefonate Inattese e…

Non ho davvero nessuno con cui parlare. Diario

Mamma, cosa stai dicendo? Come puoi dire che non hai nessuno con cui parlare? Ti chiamo due volte al giorno! mi ha chiesto mia figlia con tono stanco.

Non è quello che intendo, Elena cara ho sospirato, triste. È solo che ormai non mi sono rimasti amici o conoscenti della mia età, del mio tempo.

Su, mamma, non dire sciocchezze. Hai la tua compagna di scuola, Patrizia. E, sinceramente, sei molto moderna e porti gli anni benissimo, sembri molto più giovane! Dai, mamma, forza, che ti prende? ha risposto Elena, un po delusa.

Ma lo sai che Patrizia soffre dasma e al telefono non riesce a parlare, inizia subito a tossire. Abita pure lontano, dallaltra parte della città. Eravamo in tre a frequentarci tanto, te lho raccontato. Ma Carla non cè più da tanto tempo. Ieri invece è passata Teresa, la vicina. Le ho offerto un tè, è una brava donna, viene spesso a trovarmi. È corsa giù a prendere dei biscotti che aveva appena sfornato per i suoi. Mi ha raccontato di figli, nipoti anche lei è nonna, anche se ha almeno quindici anni meno di me. Ma i suoi ricordi dinfanzia e di scuola sono diversi, appartengono a un altro tempo.

A me invece manca parlare con qualcuno dei miei anni, qualcuno che mi capisca davvero tutto questo lo dicevo a Elena, ma dentro sapevo bene che non può capire. È ancora giovane. Il suo tempo è ancora presente, è là fuori. Non sente ancora il richiamo dei ricordi. Elena è speciale, amorevole, non è colpa sua.

Mamma, martedì ho preso i biglietti per la serata di canzoni dautore. Ricordi che avevi detto che ci volevi andare? E basta con questa malinconia, metti quel vestito bordeaux che ti sta dincanto!

Va bene, Elena, tutto a posto. Chissà cosa mi è preso oggi Buonanotte, ci sentiamo domani. Vai a letto presto, così magari riposi meglio ho cambiato discorso.

Sì, mamma, buonanotte e ha chiuso la chiamata.

Sono rimasta in silenzio a guardare fuori dalla finestra le luci della città che si accendevano nel crepuscolo

Quinta ginnasio, anche allora era primavera. Quanti sogni Sembra ieri! La mia amica Patrizia aveva una cotta per Luca Bianchi della nostra classe. Ma a Luca piacevo io, Nina. Mi telefonava la sera, mi invitava a fare una passeggiata. Ma io lo vedevo solo come un amico, non volevo dargli false speranze.

Poi Luca partì per il servizio militare. Tornò, si sposò. Abitava nel vecchio quartiere di Patrizia. Aveva ancora il telefono fisso. Il numero Dimpulso, oggi ho composto quel numero antico. Il segnale è partito in ritardo, poi qualcuno ha risposto. Prima un fruscio, poi una voce maschile, pacata:

Pronto, chi parla?

Forse era tardi? Ma perché ho chiamato? Magari Luca non si ricorda nemmeno di me, o non era lui!

Buonasera la mia voce era un po roca per lemozione.

Ancora un fruscio, e poi sorpreso:

Nina? Ma sei proprio tu? Certo che sei tu. La tua voce me la ricorderò sempre. Ma come mi hai trovata? Sono qui per caso

Luca! unondata di ricordi felici mi ha travolta. Era tanto che nessuno mi chiamava Nina, solo mamma, nonna o Signora Ninfa. Solo Patrizia, forse.

Ma sentirsi chiamare semplicemente Nina era qualcosa di magico, primaverile, come se gli anni vissuti non esistessero.

Nina, come stai? Mi fa piacere sentirti! queste parole mi hanno davvero scaldato il cuore. Temevo non mi avrebbe riconosciuto, o peggio, che la mia chiamata fosse fuori luogo.

Ti ricordi la quinta ginnasio? Le volte che con Vittorio vi portavamo sulle barchette al laghetto? Si consumò le mani coi remi, ma faceva finta di nulla. Poi mangiavamo il gelato sul lungofiume, con la musica in sottofondo la voce di Luca era bassa, vaga.

Certo che ricordo! ho riso felice E la gita con tutta la classe nei boschi, a dormire sotto le stelle? Che fame quella volta, e le scatolette che nessuno riusciva ad aprire!

Appunto! Luca ha riso con me Poi Vittorio cè riuscito e dopo tutti intorno al fuoco, a cantare con la chitarra! Da lì decisi di imparare a suonarla, lo sapevi?

E hai imparato? la mia voce suonava giovane, sospinta da quei ricordi. Luca sembrava aver fatto rivivere un passato condiviso, raccontando ogni dettaglio.

E tu adesso, come stai? ha chiesto, poi si è risposto da solo Ma che chiedo, a sentirti sembri proprio felice. Hai figli? Nipoti? E scrivi ancora poesie? Me lo ricordo! Svanire nella notte, rinascere allalba! Sempre piena di vita!

Sei sempre stata come il sole, Nina! Stare accanto a te scaldava il cuore, era impossibile sentirsi soli. I tuoi cari sono proprio fortunati: come mamma e nonna sei un tesoro.

Suvvia, Luca, adesso esageri! Il mio tempo è passato, ormai

Mi ha interrotta:

Ma dai, la tua energia passa persino dal telefono! Non ci credo che tu abbia perso il gusto per la vita. Il tuo tempo non è finito, Nina, devi vivere e gioire! Il sole splende per te.

E il vento spinge le nuvole in cielo per te.

E gli uccellini cantano per te!

Luca, sei rimasto un romantico! Ma tu, invece, come stai? Io parlo solo di me ma poi un fruscio improvviso e la linea è caduta.

Sono rimasta lì col telefono in mano, avrei voluto richiamare ma ormai era tardi, forse era meglio rimandare. Unaltra volta.

Quanta felicità in quella telefonata Quanti ricordi condivisi! Un trillo improvviso mi ha scossa: era mia nipote.

Sì, Gaia, ciao, non dormivo ancora Cosa ha detto la mamma? No, sto bene, di buon umore. Andiamo a quel concerto, sì! Domani passi da me? Ti aspetto, cara. Ciao ciao!

Con il sorriso sulle labbra mi sono infilata a letto. Quante idee e progetti in testa! Addormentandomi, pensavo già a nuovi versi di una poesia

La mattina dopo ho deciso di andare a trovare Patrizia. Un paio di fermate di tram, dopotutto non sono mica decrepita.

Patrizia mi ha accolto con gioia:

Finalmente ce lhai fatta! Oh, hai preso la torta di albicocche? La mia preferita! Dai, raccontami ha tossito, portando una mano al petto. Ma subito dopo ha fatto un gesto come a dire non preoccuparti.

Va tutto bene, nuovo inalatore, mi sento meglio. Vieni a bere il tè. Nina, sembri ringiovanita. Dai, cosè successo?

Non lo so, sarà la quinta giovinezza! ho riso, tagliando la torta Ieri, per caso, ho chiamato Luca Bianchi, te lo ricordi, il tuo amore ai tempi della scuola? Mi ha fatto ricordare un sacco di cose! Perché fai quella faccia, Patty, ti senti male?

Patrizia era di colpo pallida, mi guardava in silenzio. Poi, quasi sussurrando:

Nina, non sapevi che Luca non cè più? È mancato da un anno. E aveva cambiato pure quartiere, non abitava più lì.

Ma comè possibile? Eppure ero sicura di aver parlato con lui! Mi ha ricordato tutto della nostra giovinezza, mi ha rimessa al mondo

Ero triste prima del suo richiamo, ma dopo ho capito che la vita continua, che ho ancora forza e voglia Ma come può essere?, non riuscivo a credere che Luca non ci fosse più.

Ma la sua voce! Lho sentita! E mi ha detto: Il sole splende per te. E il vento porta le nuvole in cielo per te. E gli uccellini cantano per te!

Patrizia sembrava scettica, ma poi, dopo avermi studiata, ha detto:

Nina, non so come sia possibile, ma pare proprio fosse lui. Le sue parole, il suo stile Luca ti ha sempre amata. Secondo me, ha voluto consolarti di là. E direi che cè riuscito. Non ti vedevo così allegra da uneternità.

Forse un giorno qualcuno raccoglierà i pezzi del tuo cuore stanco. E allora ti ricorderai che sei ancora felice.

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