10 giugno 2023
Mi chiamo Stefano e oggi voglio mettere nero su bianco una giornata di quelle che ti insegnano qualcosa. Da anni ormai sono insegnante di matematica al liceo di Firenze, e questa mattina mi sono svegliato con un grande entusiasmo: dovevo festeggiare il compleanno di una cara collega, Bianca, amica fedele con la quale ho condiviso non solo laula, ma anche chilometri percorsi a piedi lungo i marciapiedi davanti alla scuola, giorno dopo giorno, per oltre quarantanni.
Appena sveglio, mi sono preparato con cura: camicia stirata, pantaloni eleganti, scarpe lucide. Nonostante la pioggia della notte avesse lasciato grosse pozzanghere per strada, ho stretto i denti e sono uscito presto, deciso a passare dal forno e dal fioraio per prendere una bella torta alla crema e un mazzo di fresie, le preferite di Bianca.
Mentre attraversavo via dei Servi, una macchina grigia è sfrecciata a tutta velocità, guidata da una donna bionda dal viso tirato. Lauto ha preso una pozzanghera talmente grande che fango e acqua mi hanno sommerso, rovinando la torta, le mie scarpe e i fiori. La donna si è sporta fuori dal finestrino e ha commentato con tono sprezzante: Ma dove va vestito così, nonno? È ora che la gente della tua età stia a casa!
Mi sono infuriato. Ho risposto subito: Signora, stia più attenta! Ho cose importanti da fare e non accetto certe mancanze di rispetto! Lei ha iniziato a criticarmi, dicendo che non avrei dovuto camminare accanto alle pozzanghere e che la colpa era solo mia. Proprio in quel momento dalla porta di una villa accanto è uscito Giacomo, un uomo robusto e ben vestito, un imprenditore conosciuto in città.
Che fosse richiamato dalle urla, Giacomo si è avvicinato chiedendo: Ma che succede qui? La donna bionda ha subito cambiato tono e si è difesa: È tutto colpa di questuomo anziano, mi sta creando solo fastidi! Ma nello stesso istante, Giacomo mi ha riconosciuto e il suo volto si è aperto in un sorriso sincero: Stefano! Che piacere rivederti, professore mio! Mi ha abbracciato calorosamente, ricordando i tempi del liceo.
Quando ha capito che la donna, che in realtà era la sua segretaria, aveva mancato di rispetto a me, Giacomo si è mostrato molto imbarazzato. Le ha ordinato subito di chiedermi scusa, e lei ha borbottato qualcosa di poco convinto: Mi dispiace… Giacomo, però, ha deciso di licenziarla seduta stante per il suo comportamento imperdonabile.
Non solo mi ha dato una mano a tornare a casa, ma ha anche fatto chiamare la sua collaboratrice affinché mi portasse una nuova torta e nuovi fiori, ancora più belli e freschi dei precedenti. Così la festa per Bianca si è salvata.
Oggi ho capito che leducazione e il rispetto non si comprano con gli euro né si misurano in titoli o potere. Restare gentili e solidali è ciò che ci rende davvero italiani, e fa la differenza nelle relazioni quotidiane. Non si è mai troppo vecchi per ricevere rispetto e per insegnare qualcosa agli altri.



