Ascolta, ti racconto una cosa che mi è successa qui a casa mia, dove abito da più di ventanni. E pensa, il mio vicino vive qui quasi da altrettanto tempo. Mi ricordo ancora quando lui ha iniziato a costruire la sua casa, proprio mentre io finivo gli interni della mia.
Ci conosciamo ormai veramente bene, ci sentiamo spesso e ci siamo anche fatti qualche visita di cortesia, sai comè da buoni vicini. Però, sinceramente, non siamo mai diventati amici stretti.
Questanno, durante linverno, sono stata un po lontana da casa: ho abitato dalla mia figlia, perché tra salute acciaccata e freddo non riuscivo proprio a gestire tutto da sola. Poi, con la primavera, appena è tornato il caldo, mi sono organizzata per rientrare.
Sono tornata tra la fine di aprile, quando la neve anzi la pioggia qui da noi era ormai sparita. Casa era a posto, anche se avevo qualche pensiero. Così mi sono subito messa allopera: ho sistemato il giardino davanti casa e lorticello dietro. Adoro mettermi a lavorare tra le piante, riordinare e vedere tutto bello pulito.
Ho due piccole serre, sai? In una ho piantato cetrioli e peperoni, nellaltra invece i pomodori. Poi, nelle aiuole, ho messo le fragole, carote, cipolle e il mio adorato finocchio selvatico. Ai bordi, lungo il recinto che divide la mia proprietà da quella del vicino, ho piantato dei cespugli di ribes e uva spina.
Insomma, mi sono data da fare. Però questa energia ha avuto un prezzo: ancora una volta mi sono sentita un po affaticata. Mia figlia mi ha portata a Firenze, così mi sono rilassata un po in città. E in estate mi ha spedita in un centro termale in Toscana per un mese: te lo raccomando!
Finalmente, a settembre mi sono rimessa. Sono tornata a casa, tutta contenta di riaffrontare il mio orto. Ma che sorpresa quando sono andata al terreno: il mio vecchio recinto di legno era rotto proprio dove confina col vicino, in modo che si poteva attraversare facilmente e arrivare dallorto alla sua parte.
E si vedeva che il vicino aveva usato le mie serre e le aiuole, mi son detta. E nemmeno una telefonata e lui il mio numero lo ha!
Capirai, non mi è proprio piaciuto. Così lho chiamato, gli ho chiesto chiaramente come mai il recinto fosse stato danneggiato. Ammette subito: Ah, ma è più comodo passare di qui, così arrivo meglio alle tue serre e aiuole. Gli ho fatto capire che non ero contenta di questa cosa e lui, figurati, tranquillissimo, quasi come se non fosse niente!
Io invece gli ho detto senza giri di parole che non voglio che si entri nel mio giardino senza permesso. E che, visto che era stato lui a rompere, riparasse lui stesso il pezzo di recinto. E gli ho anche suggerito che sarebbe giusto dividere i raccolti non che io ne avessi bisogno, ma volevo insegnargli una lezione che secondo me gli sarebbe rimasta impressa.
Come si dice da noi: Chi fa da sé fa per tre ma a volte bisogna dare una tirata dorecchi anche al vicino!E così è andata: il vicino, con un po di broncio sulle labbra, ha riparato il recinto proprio davanti a me. Non ha detto tante parole, ma si vedeva che gli fosse rimasta la lezione. Da allora, ogni volta che passo vicino alla recinzione e lui è fuori che lavora nel suo orto, ci scambiamo un cenno, a volte una battuta. E sapete che cosa è successo il mese dopo, proprio in pieno autunno? Una mattina trovo una ciotola di ribes freschi e una cesta di uva spina davanti alla mia porta, con un biglietto: Grazie per lorticello condiviso e per la pazienza. Firmato: il vicino.
Ho sorriso, capendo che a volte basta parlare chiaro. Adesso, tra i cespugli e la nuova staccionata, non cè più solo un confine: cè una piccola amicizia fatta di rispetto, raccolti e qualche frutto lasciato davanti casa. E mentre taglio il ribes per la marmellata, penso che dopo ventanni, finalmente, si può davvero respirare quellaria genuina di vicinato che avevo sempre sognato.



