La lettera perduta di Alessandro: un incontro sotto la neve, un desiderio per Babbo Natale e la magi…

Lettera

Daniele rientrava dal lavoro. Sotto i piedi la neve scricchiolava dolcemente, riportandolo indietro ai giorni dellinfanzia. Le discese in slitta sul portapranzo, le battaglie di palle di neve, mordicchiare gli icicli: era davvero unepoca doro…

Allimprovviso, udì un pianto di bambino. Si guardò intorno e notò su una panchina un ragazzino con un cappottino marrone e un berretto grigio. Piangeva forte, le lacrime che rigavano le guance.

Daniele si avvicinò, inclinando la testa con dolcezza.

Piccolo, ti sei perso? Perché piangi così?

Ho perso la lettera La tenevo nella tasca, poi ho guardato e non cera più e ricominciò a singhiozzare.

Dai, non piangere. Cerchiamola insieme. Che lettera era? La mamma te lha data da portare in posta?

No Lavevo scritta io. A Babbo Natale La mamma non lo sa

Accidenti Beh, ne scriverai unaltra

Ma non arriverà in tempo

Ascolta, corri a casa, che ormai è buio. Io cercherò la tua lettera, va bene? Te lo prometto.

Davvero? E se la trovate, la spedite?

Ma certo, te lo giuro! E poi Babbo Natale sa tutto quello che gli scrivono i bambini! Anche se non la trovassi, sono sicuro che riceverai comunque qualcosa di bello.

Il piccolo si asciugò il volto con la manica e corse via.

Daniele rimase un momento a guardarlo, intenerito. Aveva scritto con tanto impegno quella lettera e ora, tutto rovinato Gli fece venire in mente le mattine in cui scopriva i regali sotto lalbero, credendo davvero che Babbo Natale avesse letto la sua lettera. Quanto tempo era passato Ora tra poco anche il suo piccolo, Leonardo, avrebbe scritto la sua prima letterina, anche se per ora aveva solo quattro anni e non sapeva ancora scrivere.

Proseguì la sua strada, scrutando attentamente la neve ai suoi piedi. Gli dispiaceva per il bimbo, chissà cosa avrà chiesto

Allimprovviso, qualcosa attirò la sua attenzione. Langolo di una busta sbucava da una montagna di neve. La tirò piano: era la lettera! La carta era un po umida, Daniele la ripose con cura nella borsa per non rovinarla.

A casa, la moglie Valeria stava preparando la cena, il piccolo Leonardo giocava con le macchinine. Daniele adorava il calore della sua famiglia e si sentiva fortunato appena varcava la porta del loro accogliente appartamento.

Vale, senti che storia! Stavo tornando ora e ho trovato un ragazzino su una panchina, piangeva come un disperato Aveva perso la letterina per Babbo Natale. Pensa, lho ritrovata proprio io! Dai, leggiamola insieme

Daniele estrasse la busta dalla borsa. Sopra, scritto in stampatello infantile: “Per Babbo Natale, da Alessandro Leone”.

Che facciamo Vale, la apriamo? Vediamo cosa ha chiesto

Apriamo! Tanto la lettera non sarebbe mai partita

Daniele la aprì lentamente, svelando il foglio a quadretti piegato in due. Lesse ad alta voce:

Caro Babbo Natale! Ti scrive Alessandro Leone, abito in via Garibaldi 97. Ho nove anni, frequento la terza elementare. Mi piace giocare a calcio e correre coi miei amici.

Vivo con la mamma Lucia e la nonna Lidia. Da poco ci hanno dato il permesso di abitare in una casetta vecchia, grazie a delle persone molto gentili.

Prima stavamo con papà in unaltra città. Ma papà beveva vino e poi picchiava la mamma. A volte anche a me. La mamma e la nonna la nonna Lidia è la mamma di papà piangevano spesso, e anchio con loro. Stavamo male con papà. Così siamo scappati tutti insieme, portando anche la nonna.

Babbo Natale, vorrei chiederti di aiutare la mamma a trovare un nuovo lavoro. Ora fa le pulizie, ma non può piegarsi, si è fatta male alla schiena. Vorrei che le portassi anche un vestito nuovo perché il suo si è rotto. La mamma è alta e snella, ed è la più bella!

Per la nonna, porta per favore delle medicine per le ginocchia, così non le fanno più male. Fa fatica a camminare, anche se non è poi così anziana. E sogna tanto un accappatoio caldo, perché d’inverno ha sempre freddo. La nonna è piccolina e magra.

Io invece sogno un bellalbero di Natale con le luci e tante decorazioni colorate. Una volta la mamma ne metteva uno, e si faceva festa Poi però papà si ubriacava e faceva cadere tutto

Ti aspetto tanto, caro Babbo Natale.

Alessandro Leone.

Quando Daniele finì di leggere, Valeria era in lacrime.

Che commovente Povero piccolo Scappati da un uomo violento, ora non hanno nemmeno i soldi È raro che un bambino chieda cose solo per la mamma e la nonna. E per sé solo lalberello niente altro

Devono averne passate tante E la donna si è portata dietro anche la suocera, non lha lasciata. Saranno proprio brave persone. Senti, Vale, cosa dici se provassimo noi a realizzare i desideri di questo bimbo? Che ne pensi?

Sarebbe bellissimo, Daniele. Sai bene come sono cresciuta anchio Mio padre ci terrorizzava coi suoi sbalzi, ma la mamma non è mai riuscita ad andarsene Non ha mai avuto pace fino alla morte di papà

Al lavoro cercano un amministratore, potrei proporre il posto a questa Lucia. È un lavoro dignitoso e non deve pulire pavimenti, ricordò Daniele.

Possiamo chiedere ai Rocchi i costumi da Babbo Natale e la Befana, e presentarci a casa di Alessandro? Che il bambino creda davvero nei miracoli! Organizziamo una piccola festa!

Posso comprare anche le medicine per la nonna, quelle per lartrosi, come prendeva mia madre. E un accappatoio caldo e un vestito per la mamma abbiamo la stessa statura, a giudicare dalla descrizione. Trovo qualcosa di bello ma economico, ora ci sono i saldi di Natale.

Abbiamo abbastanza soldi. Perché non fare una buona azione, Daniele?

Sono daccordo. Sei davvero unanima buona, mia Valeria

Daniele abbracciò la moglie. Che felicità sentirsi in sintonia, capirsi davvero fino in fondo.

Il giorno dopo Valeria comprò un abito verde scuro semplice ma elegante, un accappatoio rosa morbidissimo, le medicine, cioccolatini, mandarini, addobbi per lalbero. Daniele aggiunse anche uno smartphone economico per Alessandro, di sicuro non ne aveva uno.

Chiesero ai loro amici i costumi di Babbo Natale e Befana per la sera. Daniele prese una piccola abete artificiale da portare con sé.

Si travestirono, prepararono gli abiti nel grande sacco rosso, sistemarono tutto nel bagagliaio e si misero in viaggio verso via Garibaldi, lasciando il piccolo Leonardo dalla nonna.

Arrivarono davanti ad una vecchia casetta con la recinzione che cadeva quasi a pezzi. La luce calda filtrava dalle finestre.

Daniele prese lalbero, Valeria il sacco, bussarono alla porta.

Chi è? una donna alta, dai capelli chiari, sulla trentina, aprì la porta: sicuramente Lucia, la mamma di Alessandro.

Alla vista di Babbo Natale rimase interdetta.

Oh, forse avete sbagliato casa. Non abbiamo richiesto nessuna animazione

Abita qui un bambino di nome Alessandro Leone?

Sì, è mio figlio

Mamma, chi cè? Alessandro emerse dal corridoio, in pantaloni e maglioncino.

Ma Babbo Natale!

Ciao, Alessandro! Ho ricevuto la tua lettera, eccomi con la Befana in persona. Possiamo entrare?

Mamma, mamma, lui ha davvero ricevuto la mia lettera! Quel signore lha trovata e spedita proprio come aveva promesso! Che bello! Venite! gridò il bambino, raggiante.

Lucia sorrise e li fece accomodare. Dalla stanza venne fuori la nonna, piccolina e magra. Alla vista dellalbero gli occhi di Alessandro si illuminarono di gioia.

È per noi quellalbero? Che bello e profuma proprio di Natale

Certo, Alessandro! Ogni bambino dovrebbe avere il suo alberello. Qui ci sono anche decorazioni e lucine: poi lo addobberete tutti insieme. E non finisce qui: i regali sono pronti. Ma prima mi devi raccontare qualcosa, magari una poesia o una canzoncina. Così vuole la tradizione dei Babbi Natale

Daniele provò a parlare con voce grossa e calorosa.

Alessandro, emozionato, non ricordava più neanche una filastrocca. Restava a bocca aperta davanti a Babbo Natale, vestito di rosso con la barba bianca e il grande cappello imbottito.

Alessandro, so che sei un bravo bambino: un piccolo uccellino me lha riferito! Ami la tua mamma, aiuti la nonna, vai bene a scuola. Adesso, prova tu a tirare fuori quel che cè qui dentro

Guardò la mamma in cerca di approvazione. Lucia annuì.

Timidamente, Alessandro aprì il sacco. Primo, un accappatoio soffice con un grande fiocco. Lo srotolò piano.

Nonna, questo è per te! Lavevo scritto nella lettera, ricordi?

Per me? Ma davvero? la nonna, incredula, strinse il regalo tra le mani, se lo avvolse addosso: perfetto!

Non ho mai avuto nulla di così bello grazie, Babbo Natale, grazie a tutti voi

Poi Alessandro consegnò alla mamma il vestito e le medicine alla nonna. Le due donne guardavano i regali senza parole, increduli.

Poi tirò fuori un sacchetto pieno di dolci e mandarini, sopra cera la scatola dello smartphone.

Ma è per me? Un telefono?! Davvero? Che meraviglia Babbo Natale, grazie grazie di cuore! Sapevo che esistevi mi hai ascoltato sul serio! esclamò Alessandro scoppiando in lacrime di gioia.

Salute e felicità per la vostra famiglia! Ora però dobbiamo andare

Daniele e Valeria raccolsero il sacco ormai vuoto e si avviarono alla porta, mentre Alessandro tentava già di scartare il telefono.

Lucia e la nonna li seguirono nel corridoio.

Scusate ma voi chi siete? Come avete fatto a sapere di noi?

Ho trovato la letterina, così con mia moglie abbiamo voluto regalare un pizzico di gioia. Vostro figlio è davvero straordinario.

Consegnò la lettera e un biglietto da visita.

Il nostro ufficio sta cercando un amministratore, e secondo me lei sarebbe perfetta. Se le interessa, chiami pure.

Grazie di cuore Non so come ringraziarvi Alessandro non avrebbe potuto desiderare un Natale più bello Avete realizzato il suo sogno.

In macchina, sulla via del ritorno, Daniele e Valeria rimasero in silenzio. Erano felici di aver regalato un pezzo di magia a una famiglia speciale.

Certe volte donare regali è molto più bello che riceverli, soprattutto quando negli occhi dei bambini brilla una gioia vera, che nessun euro potrà mai comprare. I soldi spesi per quei doni non pesavano affatto: i momenti così, invece, restano nel cuore per sempre.

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