E poi capì che la suocera non era poi così cattiva come aveva pensato per tutti quegli anni – Una st…

E poi ho capito che mia suocera non era poi così terribile come avevo sempre pensato

La mattina del trenta dicembre era identica a tutte le altre da dodici anni a questa parte, da quando io e Dario stiamo insieme. Come sempre, lui allalba era già partito per andare a caccia, e sarebbe tornato soltanto il trentuno per pranzo. Nostro figlio era dalla nonna materna, e io, Caterina, mi ritrovavo di nuovo sola in casa.

In tutti questi anni ci ho fatto labitudine: Dario è pescatore e cacciatore incallito, passa tutti i fine settimana e le feste nei boschi, col sole o con la pioggia, e io resto a casa ad aspettarlo. Ma oggi, chissà perché, mi sentivo particolarmente triste e sola.

Di solito riempivo queste giornate di pulizie, cucina e mille incombenze domestiche. Capodanno era solo domani, come da tradizione lo avremmo passato a casa di mia suocera, tutti e dodici gli anni sempre uguale, niente di nuovo. Ma oggi non avevo voglia di fare nulla, ogni cosa mi cadeva dalle mani.

Perciò la telefonata della mia amica storica la mia migliore amica dai tempi delle scuole, Ilaria fu davvero un sollievo. Non perdeva mai il sorriso, era divorziata e spesso organizzava delle serate a casa sua. Anche stavolta mi chiamò:

Allora, sei di nuovo sola a casa constatò senza nemmeno chiedermelo Dario è sparito nei boschi per la sua solita caccia? Vieni da me stasera, ci sarà una bella compagnia, che ci stai a fare da sola?

Non promisi niente, non avevo voglia di uscire, ma col calar della sera la tristezza si fece insopportabile. Mi ritrovai a pensare a tante cose e, proprio stasera, mi dispiaceva particolarmente che mio marito non fosse con me.

Tutti questi anni sono stati casa, lavoro, nostro figlio, nientaltro. Non uscivamo mai: a Dario annoiava andare ospite da qualcuno, aveva solo la pesca e la caccia nella testa, e io da sola non volevo. Per questo nemmeno in vacanza siamo andati, trascorrevamo sempre tutto in campagna da mia madre. Era bello che lui andasse daccordo con la suocera, ma a me sarebbe piaciuto andare anche al mare o vedere un po il mondo.

La sera mi sono detta: Perché non andare da Ilaria, almeno non resto sola?. Mi sono preparata e sono andata. Erano tutti allegri, vecchi compagni di scuola e amici, e anchio mi sono trovata benissimo.

E poi cera Gianluca, il mio primo amore dei tempi delle medie. Non so come sia successo, ma ci siamo ritrovati a passare la notte insieme. Non ho nemmeno bevuto tanto, ma tra una risata e laltra mi sono lasciata andare ai ricordi e ho perso la testa.

La mattina dopo ero a disagio, mi vergognavo da morire e sarei voluta sparire. Scappai letteralmente da casa di Gianluca.

Appena rientrata a casa, mi aspettava una sorpresa: la prima cosa che vidi furono i vestiti di Dario, segno che era già tornato, in anticipo rispetto al solito.

Mi tremavano le gambe per la paura che scoprisse che non avevo dormito a casa. Già immaginavo la scenata, la separazione Lo conoscevo bene, non avrebbe perdonato. E nemmeno io lo avrei fatto, al suo posto.

Mi odiavo per aver rischiato di distruggere la nostra famiglia in un momento di debolezza, proprio io che lo amavo così tanto. Ma una telefonata di casa mi riportò alla realtà.

Era mia suocera, la signora Rosa. Caterina, non so cosa sia successo lì da voi, ma stanotte Dario ha chiamato qui, non ti trovava. Gli ho detto che eri da zia Lucia, che non stava bene, che sei stata con lei. Mi raccomando, non smentirmi.

Dalla suocera non mi sarei mai aspettata un aiuto. I nostri rapporti erano sempre stati freddi: non litigavamo, ma Rosa non mi ha mai amata. Allinizio era contraria al nostro matrimonio, pensava ci fossimo sposati troppo presto, e mi ha fatto parecchio penare durante i primi anni quando vivevamo insieme sotto lo stesso tetto.

Poi, andando ciascuno per conto proprio, i rapporti si erano ridotti al minimo indispensabile, vedevamo Rosa solo alle feste comandate. Ma stavolta le sono stata immensamente grata, e la paura che succedesse altro mi passò: limportante era che Dario non sapesse dovero stata davvero.

La sera stessa andammo da lei, e mentre eravamo in cucina io e Rosa da sole, trovai il coraggio di parlarle, ringraziandola e scusandomi per quanto successo. Ma lei non volle neppure ascoltare.

Ma dai, credi che io sia fatta di pietra? Credi che non sappia cosa significa vivere con un uomo che non vede altro che i suoi hobby? Nemmeno io sono una santa… Guarda tuo suocero Paolo fece cenno verso di lui tutta la vita nei boschi. E pensi che non mi sia pesato? Limportante è che queste cose non diventino unabitudine, mi capisci, vero?

Sì, capivo benissimo. E soprattutto ho capito che Rosa non era poi quella strega che credevo. Capiva eccome. Così è andata a finire bene, e io mi sono promessa che senza mio marito non sarei mai più uscita da sola.

Trovato su internet.

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