Non voglio vivere con la famiglia di mia figlia! Ora vi spiego perché ho scelto di non condividere l…

Non voglio vivere con la famiglia di mia figlia! Adesso vi spiego perché.

Caro diario,

Qualche settimana fa, la casa di mia figlia è stata colpita da unalluvione. Immagina la scena nel loro appartamento a Milano, completamente allagato e ormai inagibile, tanto che dovranno rifare quasi tutto. Non avevano assolutamente un altro posto dove andare, così, per forza di cose, li ho accolti a casa mia. Con loro, ovviamente, anche il genero e la loro piccola Laura.

Dopo aver discusso sinceramente con mia figlia Paola e il genero Marco, siamo stati tutti d’accordo: questa è solo una soluzione temporanea, il tempo necessario perché casa loro torni abitabile. Per fortuna siamo persone ragionevoli e ci comprendiamo, ma confesso che la convivenza forzata non è affatto facile, neanche tra parenti così stretti.

Ho sempre desiderato che mia figlia avesse la sua indipendenza, e così anche io. La famiglia è un nucleo separato, e chi non ne fa parte direttamente, come nel mio caso col genero, rimane comunque un ospite. Certo, Paola la sopporto benissimo intorno a me, anzi, a volte mi fa piacere, ma Marco per me è pur sempre una presenza estranea. Lui ha tutto il diritto di farsi la sua vita privata e anche io ho bisogno dei miei spazi.

Ci sono inevitabilmente abitudini che cozzano: io non posso rinunciare al mio rito di addormentarmi con la televisione accesa, mentre loro preferiscono il silenzio assoluto. Loro, invece, adorano avere amici a cena anche durante la settimana, cosa che a me crea ansia. Ognuno ha i suoi standard di ordine e pulizia; io preferisco sistemare la cucina subito dopo cena, mentre loro lasciano tutto lì tanto ci pensa la mattina. Sono dettagli, certo, ma col tempo questi dettagli possono sciupare anche i rapporti più buoni.

Poi cè il capitolo cibo: io sono affezionata a certi piatti della tradizione, loro preferiscono qualcosa di più moderno, o addirittura ordinano una pizza quando io preparo il ragù. E non parliamo delle volte che arrivano ospiti inattesi: il frigorifero sembra un terreno di battaglia, e a volte sparisce qualcosa che mi sarei voluta gustare il giorno dopo. Ovviamente non posso mettere il lucchetto al frigo, anche se a tratti ne avrei quasi voglia

Anche i nostri orari ormai sono completamente sfasati. Io sono mattiniera, loro tirano tardi e si svegliano verso mezzogiorno nei weekend. Per non disturbare, cammini in punta di piedi in casa, attenta a non far rumore, ma è snervante vivere così. E quando sei stanca e non dormi abbastanza, rischi davvero di perdere la pazienza per nulla.

Non voglio giudicare le scelte di mia figlia e di suo marito. Le ho già insegnato tutto quello che potevo, ora voglio vedere solo ciò che loro scelgono di mostrarmi. Ma quando vivi insieme sotto lo stesso tetto, alcune cose ti vengono spiattellate davanti, anche quelle che preferiresti non sapere. E questa è la verità più difficile da accettare.

La cosa per me più importante, però, è aiutare sì, ma quando lo scelgo io e perché lo desidero, non per obbligo. Voglio poter continuare a vivere i miei spazi, le mie giornate, i miei momenti di pace e di tranquillità. Voglio pensare anche a me stessa, finalmente.

Ecco perché ho bisogno che questa situazione finisca presto. Glielho spiegato anche a Paola e a Marco, e fortunatamente mi hanno capita. Spero solo che i lavori, pagati tra laltro profumatamente (ormai tra muratori e idraulici qui a Milano si parla di migliaia di euro), finiscano in fretta, così che tutti potremo tornare alle nostre vite, ognuno con i propri ritmi e la propria serenità.

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