All’improvviso in ufficio la segretaria si è sentita male e per riprendersi è uscita in strada: seduta su una panchina, ha chiuso gli occhi, ma quando si è svegliata ha visto un anziano cercare di toglierle il braccialetto dal polso

Sai che è successo qualcosa di incredibile in ufficio oggi? La segretaria, Lucia, si è sentita male proprio durante una riunione importante. Era seduta vicino al direttore, come sempre precisa nel prendere appunti, cercando di non mostrare quanto fosse stanca. Ma laria nella sala riunioni era pesante, sembrava davvero impossibile respirare. Le pulsava la testa, il cuore andava a mille. Lucia ha provato a fare un respiro profondo, ma non ha servito a nulla, quel peso nel petto era sempre più opprimente, come se qualcuno le avesse messo addosso un macigno.

A un certo punto, ha visto tutto annebbiato, si è aggrappata al bordo del tavolo per non cadere e, con un filo di voce, si è scusata. Si è alzata tremando, i piedi le cedevano. Il direttore le ha chiesto qualcosa, ma lei ormai non capiva nemmeno le parole.

Appena fuori, laria fresca di Milano le ha colpito il viso, ma il sollievo non è arrivato. La debolezza era sempre più forte. Ha camminato qualche passo e poi si è lasciata cadere su una panchina nel piccolo parco davanti allufficio, sperando che chiudendo gli occhi tutto passasse.

Il cuore le batteva in modo assurdo.

Quando Lucia ha riaperto gli occhi, ha visto un anziano chino su di lei. Sarà stato sui settantanni, indossava una giacca semplice, un cappello di lana vecchio, lo sguardo tranquillo ma attento. Le teneva il polso, osservando la sua mano con molta cura.

Che sta facendo? gli ha chiesto quasi senza voce, cercando di tirare indietro la mano. Non tocchi! Quel bracciale è un regalo di mio marito.

Luomo non ha discusso. Si è solo avvicinato e con tono sommesso ha detto:

Sta male proprio per quel bracciale. Guardi meglio.

Lucia ha guardato loggetto un bracciale doro spesso che non si era mai tolta nemmeno per dormire. E si è bloccata dalla paura. Loro, proprio dove toccava la pelle, si era annerito a chiazze, come se qualcuno ci avesse passato sopra una pennellata oscura.

Chi è lei? ha sussurrato Lucia, sentendo la paura che le stringeva lo stomaco.

Un ex orafo, ha risposto lanziano senza agitarsi. Ho lavorato con loro quaranta anni. Quando ho visto che stava male, mi son accorto per caso della sua mano. È una cosa che non tutti notano.

E cosa significa? ha chiesto Lucia, la voce tremava.

Sono tracce di tallio, ha spiegato lui piano. È un veleno molto subdolo. Non si vede a occhio nudo, viene steso in strati sottilissimi. Si assorbe tramite la pelle e lentamente avvelena. Ma loro reagisce, si scurisce.

Vuol dire che…

Lanziano ha annuito.

Chi le ha regalato questo bracciale sapeva benissimo cosa stava facendo. Voleva farla stare male, indebolirla e, un giorno, non farla più rialzare.

Lucia ha guardato il bracciale, poi le sue mani. Le è venuto subito in mente il marito, con quegli occhi freddi, le attenzioni strane degli ultimi tempi e quella frase insistente: «Tienilo, non toglierlo mai. È il mio regalo.»

In quel momento ha capito tutto.

Luomo ha tolto il bracciale con molta delicatezza, lo ha avvolto in un fazzoletto.

Deve andare subito dal medico e dai carabinieri, le ha detto. E non lo indossi mai più.

Lucia ha annuito, silenziosa. È rimasta sulla panchina con le mani che tremavano, realizzando che era ancora viva per miracolo.

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All’improvviso in ufficio la segretaria si è sentita male e per riprendersi è uscita in strada: seduta su una panchina, ha chiuso gli occhi, ma quando si è svegliata ha visto un anziano cercare di toglierle il braccialetto dal polso