Gli amici risparmiatori mi hanno invitato a una festa di compleanno. Sono tornata a casa affamata

Ho degli amici che chiamo parsimoniosi. Risparmiano davvero su tutto: cibo, vestiti, anche piccoli lussi quotidiani. Non sono certo poveri, anzi, stanno economicamente piuttosto bene: hanno sempre qualche euro da parte e se vorrebbero, potrebbero permettersi quasi qualsiasi cosa.

Io da loro ci vado solo per delle occasioni particolari; negli altri casi ci sentiamo semplicemente al telefono, e va bene così. Un mese fa, mi hanno invitata per il mio compleanno. Sono andata e sono tornata a casa che avevo una fame!

Quella mattina avevo infilato in borsa il regalo comprato il giorno prima e sono uscita di corsa per andare al lavoro. Alle quattro del pomeriggio, i miei amici mi mandano un messaggio: Vieni che facciamo una festicciola!. Così, a pranzo mi sono limitata alla solita tazzina di caffè al bar con due frollini. Non avevo mangiato altro, tanto mi avevano invitato a una festa.

Insomma, arrivo a casa loro con dieci minuti di anticipo, regalo in mano e il sorriso sulle labbra. Faccio i miei auguri, raccomando salute e fortuna, e scherzando confesso che sono affamatissima, proprio per lasciar spazio alle loro bontà. Ovviamente rido mentre lo dico. Il mio amico mi assicura: Tranquilla, cè tutto pronto!.

Eravamo in sei, più loro due. Quando sono entrata in soggiorno, ho capito subito: niente tavola apparecchiata, ma una specie di buffet allitaliana. Pochi sgabelli qua e là, e un piccolo divano dove pigiarsi in otto non era proprio lideale… Avrei giurato che dopo una giornata di lavoro una cena allantica, a tavola con piatti caldi, sarebbe stata la scelta migliore. Ma tantè, ci si adatta. Unamica intanto aveva tirato fuori dalla cucina un tavolino rotondo con qualche vassoietto.

E qui ho iniziato a pentirmi di aver saltato il pranzo. Su ogni piattino otto fettine minuscole di salame ma proprio sottili, eh otto di prosciutto, otto di formaggio. Pomodori e cetrioli? Sì, otto fette per ciascuno, tagliate che più sottili non si poteva. Tutto ordinato, tutto in fila. Ah, cerano anche due insalate in ciotole microscopiche e la frutta razionata, anche lei per otto. Il tutto annaffiato da una sola bottiglia di vino. Insomma: che si mangi e si beva, cari invitati!

Io ho masticato lenta una fettina di salame e una di formaggio… e, sinceramente, la fame restava lì, in agguato! Avevo pure paura di bere il vino senza niente da mettere sotto i denti… A un certo punto il mio amico mi dice: Arriva qualcosa di caldo. Io penso: Ecco, adesso mi rifaccio. La padrona di casa porta un piattino con delle patatine fritte e delle coscette di pollo, fritte pure quelle. Sapete quante? Uno per ciascuno! Mi è venuto quasi da ridere per lassurdità della cosa. Lunica salvezza: la torta, almeno quella era di dimensioni normali!

Alla fine la serata è stata anche carina, per carità ma dopo unora e mezza sono rincasata con una fame da lupi. Mi sono fermata al supermercato, ho comprato un po di roba; appena a casa, mi sono preparata una cenetta come Dio comanda.

Così, i miei cari amici hanno fatto economia… però mi chiedo: ma che senso ha invitare la gente a una festa di compleanno se poi non vuoi o non puoi accoglierli come si deve?

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