Nel momento in cui sono andato in pensione, vivevo da solo in un ampio appartamento di due stanze nel centro di Firenze. Tanti altri pensionati nel mio stabile occupavano spazi ben più grandi di quanto necessitassero. Quando hai una famiglia numerosa e figli in casa, un grande appartamento è fondamentale, ma una volta che ognuno prende la propria strada, tutto quel vuoto tra le pareti riempie la testa di malinconia e solitudine. Non è decisamente la soluzione migliore. Inoltre, dal punto di vista pratico, era ora di fare dei lavori, ma né le forze né i soldi la pensione non basta mai mi permettevano di affrontare le migliorie.
Pagare le bollette mi portava via quasi metà della pensione INPS, pur usando meno della metà dei metri quadri della casa. Anche le pulizie iniziavano a diventare troppo impegnative: lavare i vetri, i pavimenti e tenere a lucido ogni angolo delle stanze mi lasciava senza energie prima ancora di finire.
Ho compreso che dovevo cambiare aria, ma ho esitato a lungo. Mi ero affezionato allappartamento e al quartiere, ormai facevano parte della mia vita; il solo pensiero di lasciare tutto mi riempiva di dubbi. Tutti i miei amici erano lì, insieme ai ricordi di una vita intera. La decisione definitiva è arrivata quando ho realizzato che non riuscivo più a gestire un appartamento così grande: letà, si sa, presenta il conto.
Sono stati i miei parenti ad aiutarmi a organizzare il trasloco da solo non ce lavrei mai fatta. Mia figlia Francesca, insieme a suo marito Carlo, hanno trovato per me un bel bilocale e si sono occupati persino dei piccoli lavori necessari. Nonostante la metratura ridotta, non ho mai rimpianto questa scelta.
Per un pensionato che vive da solo, un appartamento con una sola stanza è la soluzione ideale. Adesso risparmio parecchio sulle spese di luce, acqua e gas; riesco a pulire tutto per bene in meno di unora, e poi tenere il necessario ordine richiede solo pochi minuti al giorno.
Non mi sento limitato dalla casa: tutto quello che mi serve trova tranquillamente il suo posto, inclusi mobili, elettrodomestici e persino qualche piccolo lusso. I vecchi proprietari mi hanno lasciato un armadio angolare spazioso, che ormai sostituisce la mia dispensa; il terrazzo ospita qualche pianta e una poltroncina dove mi godo il tramonto. In soggiorno ho solo lessenziale: divano, parete attrezzata e un tavolino.
Molti oggetti e mobili che avevo accumulato negli anni e che non usavo mai li ho regalati o buttati via qui non avevano posto, e non avevano mai avuto davvero utilità. Solo adesso mi sono accorto di quanto si accumuli vivendo in uno spazio troppo grande.
Tanti pensano che vivere in un bilocale sia troppo sacrificato, che non ci sia spazio a sufficienza per vivere comodi. Certo, se qualcuno volesse fermarsi a dormire non saprei dove farlo accomodare, ma la verità è che non ricevo mai ospiti per la notte, né ne sento il bisogno. Ho ormai le mie abitudini e il mio ritmo, e dividere lo spazio con altre persone anche solo per poco mi infastidirebbe.
Mia figlia con la sua famiglia vive poco distante: quando passano a trovarmi, dopo alcune ore tornano a casa. Anche le mie amiche vengono spesso per un caffè o una partita a carte, ma ciascuna dorme nel proprio letto. Probabilmente qualcuna resterebbe volentieri, ma non voglio accogliere nessuno di notte; convivere nello stesso piccolo spazio toglierebbe la libertà e la tranquillità che mi sono conquistato.
Tutti abbiamo la nostra idea su dove trascorrere la vecchiaia: cè chi non rinuncerebbe mai al proprio grande appartamento pieno di ricordi e chi, come me, preferisce qualcosa di più pratico e intimo. Personalmente, non necessito più di ampi spazi; se salute e portafoglio me lo permetteranno, potrò continuare benissimo da solo qui.
Sono convinto che, quando arriva il momento di scegliere se restare o trasferirsi, i pensionati dovrebbero considerare non solo la metratura, ma anche fattori come:
una buona posizione vicino a farmacia, supermercato, ospedale; non troppo lontano dalla famiglia, così da potersi vedere senza difficoltà; e, se possibile, la presenza di un parco o di una piazza dove passeggiare e ritrovarsi.
Questa esperienza mi ha insegnato che spesso la comodità, la vicinanza agli affetti e la facilità nella gestione della vita quotidiana valgono più di qualunque stanza in più.





