Alla Ricerca dell’Amante: cronaca irresistibile di una moglie italiana che, tra scaramucce mattutine…

IN CERCA DELLAMANTE

Giulia, ma che ti prende? sbarrò gli occhi Marco mentre la moglie gli infilava in mano dei pantaloncini da ginnastica e una maglietta spiegazzata.
Niente. Troppo niente… Mentre tu ronfi qui come un ghiro, si portano via tutte le amanti! Lei gli scoperchiò la trapunta, e un esercito di brividi assaltò il corpo indifeso di Marco, che sussultò.
Ma che dici?
Dopo quello che hai detto ieri sera che presto ti troveresti unamante la decisione lho presa io. Lora è giunta, Marco. Sono le cinque e mezza: sveglia, forza, bisogna andare al fronte del tradimento.
Ma era una battuta! Abbiamo litigato, o te lo sei scordata? Scusa, sono stato uno scemo.
No no no, avevi ragione tu. È colpa mia, lo ammetto. Ho lasciato che il fuoco tra noi si spegnesse, e ho sprecato tutta la benzina per me. È rimasta solo cenere e su quella non puoi neanche arrostire delle patate, figurati bruciarti dentro. Ora rimedio. Su, alzati!
Mi stai cacciando via?
Ti ci sto mandando! Ogni giorno ti farai un po’ di fatica per smaltire quella pancia. Unamante non è una moglie: non si tiene in casa un portafortuna della Michelin. Dai, forza, quando te lo dicono!
Capendo che Giulia non avrebbe mollato, Marco scivolò dal letto e con pena riuscì a infilarsi i pantaloncini sopra le mutande grandi da casa.
Ricordamelo, che dobbiamo comprarti un costume vero per la piscina. In questi qui sembri un paracadutista rischi che lamante ti voli via dal letto col primo spiffero.
Dopo dieci minuti corsi attorno al palazzo sotto lo sguardo implacabile della “coach”, Marco, mezzo morto, rientrò, si lasciò cadere e, mordendo il pavimento con i denti, cercò di trascinarsi verso il letto.
Dove pensi di andare? lo bloccò Giulia.
Voglio spirare tra le lenzuola, sognando
Macché morire! Abbiamo da trovare unamante, non un patologo. Vai a farti la doccia, e da ora almeno due volte al giorno. Magari a me poteva star bene, ma a unestranea i tuoi aromi naturali no! E denti, ora, mattina e sera! ordinò dalla porta. E lava bene la testa, oggi si va in studio fotografico.
Perché?
Per una foto nuova. Serve bella, per il sito dincontri. Io non te la posso fare: ti conosco troppo bene, e nellobiettivo vedrei solo un magazziniere, il re della birra e il fanatico degli spaghetti burro e salvia. Qui invece serve immortalare il vero maschio alfa.
Giulia, non starai esagerando?
Taci e conserva la parlantina per le ragazzine. Scegliamo la candidata.
Marco si rianimò: adorava, nei momenti di noia, sbirciare le foto dei siti dincontri ora aveva il permesso ufficiale! Cominciò a scorrere col dito.
Che dici di questa?
Ma sei matto?
Che c’è che non va?
Marco, a vedere la tua amante, dovrei vergognarmi di me, non di te. Osserva meglio! La tua vecchia Panda era messa meglio prima della rottamazione. Andrebbe appeso un cartello: “Attenzione, rischio cedimento del rivestimento!”
Allora questa.
QUESTO, vorrai dire? Mio Dio, Marco E come guarderò in faccia le amiche se mi tradisci con “acchiappatutto”? Guarda qui, questa sì che è una signora!
Sei fuori, questa a me non risponderebbe mai
Oh Signore E io che ho trovato in te, Pinocchio timido? Come hai fatto a trattenermi per quindici anni?
Lumorismo? tentò Marco.
Marco, onestamente: se il tuo umorismo allungasse la vita, sarai rimasto vedovo già durante la luna di miele. Forse evitiamo di indagare oltre, meglio andarti a vestire come si deve e pescare le amanti come si pesca la trota.
Dai, Giulia, facciamola finita, pace
Ma chi ti ha detto che si litiga? Lamante è lo status symbol delluomo di successo. E la moglie di un uomo così altro status! Una non basta neanche…
Al centro commerciale, Giulia lo trascinò nel negozio più costoso e svuotarono di vestiti tutti i manichini.
Giulia, questi pantaloni e questa giacca costano come un treno di gomme invernali, protestò Marco, mentre lo spingevano nel camerino.
Non preoccuparti, le gomme te le compriamo pure in farmacia: estivi, invernali, doppia sicurezza per forza. Bouquet estranei in casa mia non ne voglio!
Giulia!!!
Che cè? La sicurezza prima di tutto. Non stiamo scegliendo un monopattino, ma lipotenusa del nostro triangolo ottuso. Hai già chiamato il tuo capo?
E che centra? chiese Marco, infilando la mano nella giacca nuova.
Per la promozione, ovvio. Credi di mantenere due donne con quello che porti a casa? Io mi arrangio con un piattino di minestrone, ma lamante lamante è come un cemento: una cena, tre calici di vino, notte in hotel a cinque stelle sbagli una formula, ti crolla tutto il palazzo.
Alla fine Marco sistemò bene la cravatta.
Gigante, come il giorno del matrimonio! si asciugò la lacrima Giulia.
Stà benissimo, annuì la signora del camerino accanto.
Lo vuole prendere? Sa, lui sta cercando unamante, sussurrò Giulia.
No no, io ne ho già tre! rise spudorata quella.
Marco, una così non va bene di ancora Giulia severa. Serve fedele come una carta di credito di banca svizzera, dove puoi trasferire senza paura i risparmi. Adesso si va in profumeria, un colpo di colonia e sei pronto a spiccare il volo.
Vagarono ancora nel centro commerciale per unora, finché Giulia annuì soddisfatta.
Bene, Marco, ora sei pronto. Anche senza foto. Vai, e ricordati: sii tenace, elegante e sicuro di te, come quando hai venduto la nostra Panda rotta.
Mentre lei tornava a casa a preparare il minestrone, Marco si lanciava nella ricerca dellamante, dopo una giornata daddestramento degna del Giro dItalia.
Unora dopo, il citofono in casa Giulia suonò.
Buongiorno, bellissima signora. Mi dica, suo marito è a casa? Una voce tutta velluto, grave e torbida di promesse, che faceva salire il cuore, e anche il citofono sfrigolando sembrava più sexy.
Ah! esclamò Giulia, lasciando cadere il mestolo, sopraffatta dallemozione. No, è andato dallamante…
Forse può farmi entrare, ho qualcosa da offrirle.
Allimprovviso unondata di calore e brividi la travolse, stava per bersi la camomilla ma cambiò idea, premendo il citofono tre volte di fila. Marco si presentò alla porta tre minuti dopo. Stringeva un gigantesco mazzo di rose rosse, e passò Giulia per la vita. Lingresso si fece bollente.
Hai pianto? Marco la fissò stupito sugli occhi lucidi.
Un poco. Pensavo di aver fatto danni, ma ora mi accorgo che servivano per accendere il fuoco.
Allora, le andrebbe di passare questa serata con un gentiluomo affascinante e interessante? Negli occhi di Marco ardeva passione e anche cinquanta grammi di grappa appena trangugiati. La invito a cena: le racconterò la storia incredibile della sua bellezza. Prosa vera, ma le piacerà.
V-v-voglio, balbettò Giulia, entrando nel gioco. Tolgo giusto il minestrone dal fuoco e metto un po di mascara.
Io intanto chiamo il taxi, fece Marco.
Dove si va? La bocca di Giulia sembrava una fetta di panettone da tanto che sorrideva.
In un ristorante a cinque stelle!
Ma qui da noi non esistono. Al massimo pizzerie Cinque Formaggi.
Allora lì. Alla mia amante, solo il meglio.
E sua moglie non si ingelosisce?
Faremo di tutto, tesoro, per farla morire di invidia, Marco strizzò locchio complice.

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