Il Grande Divorzio
Esattamente quattro anni resistettero i Redini nel matrimonio. Ma, nonostante tutti i tentativi di fingere un amore eterno, non riuscirono a mettere radici nel fertile terreno della felicità familiare. Allorizzonte appariva nitido il divorzio.
E quindi, vi separerete così, semplicemente? chiese la sua amica a Donatella Redini, quando fu invitata a soffocare lo stress con croccanti tramezzini e panzerotti.
Sì. Che altro ci resta? Ne abbiamo parlato. È davvero meglio per entrambi
Ma no, non parlo del divorzio in sé, parlo dellevento! Bisogna pur celebrarlo in maniera degna, mettere davvero un punto anzi, una bella virgola, proclamò lamica con aria saggia.
Ultimamente sono già abbastanza agitata, non è necessario infierire su ciò che fa male, replicò Donatella, offesa, mordendo rumorosamente una pizza ai frutti di mare, e lasciando perdere quella allananas che stava per ordinare.
Ma figurati se parlo di te, cara, che sei langelo della compagnia! Parlo del divorzio! Vi siete sposati col botto e io sto ancora pagando la rata per il vostro sontuoso tiramisù nuziale. E ora? Perché non fare lo stesso per la separazione? Con tanto di ristorante, corteo, musica dal vivo, magari la cerimonia simbolica del ponte bruciato? Io ci starei
Si può fare una cosa così?
Si deve!
Ma non ho quasi euro da parte. E poi dovremo spartire tutto, pure i cuscini e i copripiumoni
Ho una conoscente che può organizzare tutto per una cassa di limoncello. Il resto lo recuperiamo coi regali. Intanto, pensiamo alladdio al nubilato. Ci serve qualcosa di familiare, di morale, che ti permetta di salutare degnamente la vita coniugale.
Quindi, come sempre: ci accordiamo per una serata tra ragazze e poi nessuna si presenta perché tutte hanno mariti e figli?
Perfetto!
Il giorno dopo, Donatella e la sua amica si presentarono nellangusta bottega di Francesca, lorganizzatrice, che casualmente si trovava dietro il banco di una creperia del centro commerciale, tra una crepe e un cappuccino.
Allora, ci aiuti? spiegò rapidamente lamica il loro desiderio.
Facilissimo! Lo vedo già tutto Francesca roteò gli occhi e si perse nellimmaginazione: La sposa in un elegante abito nero da lutto, giura solennemente mai più e poi mai. Lo sposo, con i suoi pantaloni della tuta preferiti, finalmente libero di indossarli notte e giorno, pronuncia il fatidico no. Poi tutti insieme si va al Monte dei Pegni e si lascia lanello. Gli invitati scandiscono: Dolce!, Mezzo dolce! Insomma, poi ci penso, tagliò corto Francesca, per poi gridare a squarciagola piena dentusiasmo: Ordinazione sessantaquattro, pronta!
Il marito di Donatella, incredibilmente, accolse lidea con entusiasmo. I genitori invece si dichiararono contrari.
Sono tutte queste mode moderne. Ai nostri tempi si divorziava in silenzio e ci si odiava per il resto della vita, borbottavano le due famiglie. Un euro per questa sceneggiata non lo diamo.
Una settimana dopo, tutto era pronto. Seguendo la sceneggiatura di Francesca, la cerimonia iniziava con il riscatto. Lo sposo doveva lasciare casa superando dodici piani di prove, quiz, canzoni gli amici dovevano suggerire le risposte oppure pagare pegni perché si sbrigasse. Visto che il palazzo era alto, a Simone fu permesso di usare lascensore; vi entrarono stipando bagagli e il testimone.
Per immortalare ogni momento, Francesca aveva chiamato suo cugino, maresciallo dei carabinieri, che scattava foto stile scena del crimine: neanche un dettaglio sfuggiva. Dopo quel divorzio, nove persone furono segnate nellarchivio degli eventi più strani della città.
Ora in Comune! proclamò Francesca quando tutti si ritrovarono giù.
Per tradizione, i Redini si sedettero in macchina insieme, pronti però a dividersi subito dopo; agli amici furono distribuiti biglietti per lautobus, monete per il tram e nellauto del fotografo-carabiniere si svolgevano gare assurde: impronte digitali e interrogatori per gioco. Davanti al municipio, il gruppo marciò cantando Sono Libero! di Vasco Rossi.
Alla fine, con i timbri apposti e la famiglia sciolta, tutti uscirono tra risate. Francesca tirò fuori una grande gabbietta e propose di catturare due piccioni. Canti, battute, lallegria; gli uomini abbracciavano Simone col tipico Invidia! Ora sì che ricominci a vivere!, le mogli borbottavano, e poco dopo si lanciava il bouquet fatto di bollette fra le amiche.
Che festa! Certo si vede che lattendevano da tempo, notò uno dagli invitati di un matrimonio lì vicino.
Macché, questi si stanno separando! arrivò la spiegazione.
Dopo aver visto gli allegri Redini, non poche coppie rimandarono la loro cerimonia.
Tagliato il lucchetto sul ponte, gli anelli furono portati al Monte dei Pegni a coprire parte delle spese e la processione si mosse verso il ristorante. Qui li attendeva unorchestrina assunta da Francesca per il rito, un pranzo di lavoro e crêpes al miele. Sponsor ufficiale: La Creperia del centro commerciale, la stessa dove Francesca lavorava. Il dolce era naturalmente una monumentale torta di crêpes.
Sembra quasi un funerale… sospirò malinconica Donatella, guardando latmosfera attorno.
Beh, oggi accompagniamo a sepoltura la vita di coppia, sentenziò la cassiera-presentatrice, invitando i già non più sposi a ballare lultimo valzer.
Parte Chopin.
Sai, è venuto fuori niente male, sussurrò Donatella a Simone, mentre ruotavano al centro della sala.
Concordo, annuì lui. Non ho mai visto i nostri genitori andare così daccordo.
Durante il ballo, Donatella vide suo padre e quello di Simone abbracciati come vecchi amici, che canticchiavano piangendo, pur essendo sempre stati acerrimi rivali.
Il tavolo strabordava di regali: set di lenzuola singole, biglietti per concerti, pesi, stoviglie per uno, buoni per lo yoga, palestra, perfino per striptease Alla fine, gli ex sposi ricevettero chiavi di stanze dalbergo in diverse zone della città, buoni sconto per La Creperia e linvito a due passaggi nella volante dei carabinieri.
Finale con fuochi dartificio e vendita promozionale di torta. Gli invitati se ne tornarono a casa alle rispettive mogli, mariti e figli e i Redini ciascuno verso il proprio destino.
Tre settimane dopo, fu pronto lalbum delle foto: Simone passò da Donatella per recuperare la tronchesina per le unghie.
Davvero belle, commentò Donatella sfogliando con lui le foto in bianco e nero, pieni di sorrisi e prove fotografiche.
Ottimo lavoro, annuì Simone, poi aggiunse: Cambierai cognome?
No. Ormai mi sono abituata. E Redini non suona peggio.
Giusto, sorrise lui. Allora? Vado?
Sì Anzi, aspetta!
Simone la guardò interrogativo.
Ti va di andare a cena in creperia? Oggi scadono i nostri buoni, sarebbe un peccato sprecarli…
Hai ragione, disse Simone, e poi sai che la crêpe in Italia è simbolo di nuova vita? Che sia il nostro segno del destino Quindi, possiamo chiamarlo un appuntamento?
Pensi esitò Donatella, pensi non sia una follia, dopo un divorzio così rumoroso? Dicono che ne abbiano parlato pure in tv
Chi vuoi che ci giudichi? Adesso siamo liberi. Possiamo frequentare chi ci pare e quando ci pare. Tra laltro, la prossima settimana anche il testimone e la testimone divorziano e ci hanno invitati. Vieni con me?
Ci penso, sorrise Donatella. Ho appena ricevuto da loro un set di lenzuola singole; so già cosa regalare.




