“Da oggi metà della tua proprietà è mia”, dichiarò la donna misteriosa.

5 maggio 2023

Oggi mi perdo nei pensieri, rivedendo la mia vita come se fosse un film italiano, ambientato tra Roma e un paesino della Toscana. Mi sembra passato un attimo da quando io ed Enzo ci siamo sposati, proprio al compimento dei nostri trentanni, nel cuore della primavera romana. La nostra famiglia era tutto quello che desideravo: un figlio adorabile, una casa piena di calore, serenità economica. Dopo aver comprato un ampio appartamento in città, abbiamo trasformato la vecchia casa dei miei genitori sulle colline toscane in un piccolo gioiello, moderno ma con il fascino rustico delle sue origini. Ogni estate ce ne andavamo in vacanza allestero, in Francia o in Grecia, immergendoci in nuove culture e sapori. Enzo mi è sempre stato fedele, mai uno sguardo rivolto altrove, né io ho mai desiderato nessuno allinfuori di lui.

Nostro figlio, Matteo, crescendo si è innamorato di una ragazza dal sorriso sincero, Ilaria. Poco più che ventenni, si sono sposati e noi, da bravi genitori italiani, gli abbiamo comprato un piccolo appartamento a Firenze. Mi pareva di rivedere me ed Enzo, solo dieci anni prima, con le stesse speranze, gli stessi sogni.

Ero felice, davvero. Eppure, col passare degli anni, una sottile inquietudine ha cominciato a farsi strada nellanimo mio. Forse letà, o magari qualche superstizione ereditata da mia nonnatroppo destino perfetto non può durare, diceva sempre lei. In fondo, la vita è come il tempo di marzo: basta un lampo a cambiare tutto.

Poi è successo. Enzo se nè andato allimprovviso.

Il dolore mi ha paralizzata a lungo. Ma piano piano ho ricominciato a respirare, a vivere, mi sono reinventata: dopo ventanni da casalinga mi sono rimessa a lavorare, tra la biblioteca comunale e una piccola libreria romana.

Tutti mi dicevano che dovevo aprire la successione. Così, con Matteo, sono andata dal notaio. In fondo metà di tutto spettava a me, e laltra metà a lui perlomeno questo credevo. Senza altri parenti, i genitori di Enzo erano morti da tempo.

Ma varcando la porta dello studio notarile, ho trovato una donna seduta, una sconosciuta, che fissava il tavolo con aria austera. Aveva forse cinquantanni: né giovane né particolarmente piacevole. Il notaio mi ha spiegato che una parte delleredità di Enzo era destinata a lei. Ventisette anni fa avevano fatto insieme testamento: siccome non era mai stato revocato, era ancora valido.

Un groviglio nella testa. Chi era costei? Passato e presente si sono intrecciati.

Ho immaginato: saranno stati innamorati, proprio come si vedrebbe in un film di Ettore Scola. Due ragazzi, forse freschi di laurea nella Città Eterna, pieni solo di sogni e promesse. Lui era stato il suo primo ragazzo, lei per lui una compagna importante, tanto da chiamarlacon affetto bonariobambina mia, benché avessero la stessa età. Immagino le loro risate di cuore.

Poi, un giorno, guardando un film in cui gli innamorati lasciano tutto in eredità luno allaltra per sempre, si saranno messi a ridere e, per gioco, avranno scritto un testamento. Ma lei, con la concretezza delle donne italiane, avrà trascinato il suo Enzo dal notaio. Poi, forse, avranno brindato con una bottiglia di Prosecco e fatto lamore.

Ma la vita cambia tutto. Poco dopo, il padre di lui si ammalò, e lui dovette partire con la madre per la Svizzera per curarlo. Lei, la ragazza, vide il suo vecchio ragazzo solo qualche volta e, sentendosi sola, si innamorò di un altro. Questuomo la sposò quando lei rimase incinta. La madre di lei le disse di sistemarsi, di costruirsi una sicurezza. Il vecchio amore non le rispose più. Così la vita la portò altrove, fino a Milano, dove il marito trovò lavoro. Nacque una figlia, ma il loro matrimonio naufragò.

Tempo dopo, certo, la donna ricordò quel vecchio testamento, ma ormai la sua attenzione era rivolta solo alla figlia.

Un giorno, ricevette una raccomandata: il passato che ritorna come certe canzoni italiane che non dimentichi mai. Vide il nome di Enzo. Di colpo, tutto il sentimento mai sopito le tornò in petto.

Anche per Enzo, la vita non era stata semplice. Dopo aver perso il padre e affrontato la malattia della madre, aveva saputo che la donna che aveva tanto amato si era sposata. Provò a dimenticarla, trovando conforto in una donna seria, concreta, anche se non fu mai vero amore.

E ora? La donna mi chiedeva la metà. Cosa potevo fare? La legge era dalla sua parte, benché la questione odiasse il cuore.

Adesso la metà di ciò che possiedi è mio, mi disse pacatalappartamento a Roma, la casa toscana, lauto, lintero conto in banca. Sentii crollare il mondo: prima la morte di Enzo, poi questa cosa che sembrava un tradimento, dopo tanti anni vissuti luno per laltro.

Lho portata in tribunale, ma non è cambiato nulla. Solo il mio cuore si è inasprito.

Le versarono la sua parte in euro. Lei si comprò un nuovo appartamento nella Riviera Ligure, dove è andata a vivere con la figlia.

Grazie, ripete, dicono, ogni giorno.

Io? Ho imparato di nuovo a ingoiare il dolore. Continuo a vivere, a riempire la mia agenda di piccole cose, a custodire Enzo nei miei ricordiil nostro passato, una dolce melodia suonata da un vecchio carillon italiano.

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