Tutto è iniziato quando mi ha chiamato la vicina di mia madre.
Ciao Matteo, come stai?
Buongiorno, signora Carmela, ho risposto, un po sorpreso.
Come va la vita? E tuoi figli? continuava lei, gentile.
Tutto bene, grazie, ho detto, cominciando a preoccuparmi.
Dubito che la vicina chiamasse solo per fare due chiacchiere. La mia intuizione non mi ha tradito.
Matteo, ma da quanto non vai a trovare tua madre?
Mi sono sentito assalire dal senso di colpa. Ho sospirato. Da tempo viviamo in case separate. Da quando mio figlio ha iniziato la scuola, mi sembra di correre tutto il giorno come una trottola.
Al mattino preparo la colazione, accompagno i figli a scuola, poi via di corsa al lavoro. E dopo il lavoro, tra spesa e casa, arrivo sfinito. Poi la cena da preparare, sistemare tutto, controllare i compiti. La sera sono proprio spremuto come un limone, e il pensiero di fare visite mi sfinisce. Nel fine settimana poi, altre incombenze: pulire casa, lavare, stirare, trovare qualche minuto per riposarmi Diciamolo pure, da mamma ci andiamo molto di rado.
Da tanto, signora Carmela, ho ammesso pentito. Continuo a rimandare, non trovo mai il tempo. Sabato ci volevo andare
Hai notato cose strane in tua madre ultimamente? ha chiesto lei cautamente.
In che senso? ho domandato nervoso.
Nulla di particolare nel suo comportamento? Qualcosa di insolito?
No, ho risposto, irrigidendomi, niente di strano. Perché?
Ah, Matteo, non so come dirtelo ha farfugliato Carmela, titubante. Forse non dovrei dirlo
Ma insomma, cosa succede?! ho quasi gridato al telefono. E la mia mente già dipingeva scenari terribili.
Tua madre si è rimbambita in vecchiaia, ha sbottato la vicina.
Ma per favore! mi sono inalberato. Da dove le viene questa idea?
Si è trovata un uomo! Sta avendo una storia!
Impossibile! ho riso di cuore. Ma mamma ha più di settantanni, non è tempo di avventure amorose!
Non dire così, caro, si è risentita Carmela. Lo dico sul serio! Ho visto tutto con i miei occhi!
Un amante?!
No, tua madre! Mi ha raccontato tutto lei! ha iniziato a parlottare Carmela con voce concitata. Senti questa: ieri lho incontrata per strada. Andava di fretta, neanche mi aveva vista. Lho chiamata, e lei: «Scusa, Carmela, vado di corsa a comprare del pesce. Secondo te, meglio merluzzo o nasello?» Io sono rimasta di sasso. «Ma Teresa, le ho detto, tu non mangi neanche il pesce». Mi ha risposto: «Non lo prendo per me, è per Vittorio. Gli piace così tanto che lo divora!» E aveva un sorriso stampato sul volto. Capisci ora?
Magari è solo un conoscente ho abbozzato, cercando mentalmente qualche Vittorio tra gli amici di mamma. Nemmeno uno, naturalmente.
Ma che conoscente! Sii serio, Matteo! È proprio un amante, ti assicuro, ha detto con convinzione la vicina.
E pensa, lo ha trovato per strada! Ora vive da lei, nel suo appartamento! Poteva essere un barbone, un ex detenuto, un alcolizzato, un pazzo! Non si rende conto che il mondo non è più sicuro, è pieno di gente poco raccomandabile!
E poi, dove sè mai visto che gli uomini perbene giacciano per strada?!
Ero così sconvolto che sono rimasto senza parole. Ma Carmela non si fermava.
Proprio così! Teresa me lha raccontato! «Passeggiavo, dice, e lho visto bagnato fradicio in una pozzanghera, che mi guardava sgranando gli occhi. Appena mi ha visto, si è tirato su, ha raddrizzato la schiena come un gentiluomo. Mi ha fatto troppa tenerezza. Lho portato a casa, lho lavato, ripulito È bellissimo!». Insomma, Matteo, io fossi in te andrei subito a vedere cosa succede.
Grazie comunque, sono riuscito a sussurrare, riattaccando.
Sconvolto da questa notizia, ho perso la lucidità. Tremavo per la tensione. Continuavo a immaginare mia madre trascinare a casa un barbone fradicio. Brr Non vedevo lora che mia moglie tornasse per convocare un consiglio di famiglia.
Mia madre si è trovata un amante, ho detto secco.
Si chiama Vittorio, ho raccontato tutto quello che mi aveva detto Carmela.
Mia moglie aveva gli occhi fuori dalle orbite. Poi, con una punta di speranza, ha detto:
Magari quella vecchia pettegola si è inventata tutto! Hai chiamato tua mamma?
No, ho ammesso mortificato.
Allora chiama, magari non cè alcun motivo di agitarsi. Vedrai che si chiarisce tutto.
Col cuore in gola ho preso il telefono, composto il numero, attivando il vivavoce.
Ciao, ho detto, sentendo la voce di mamma.
Matteo, carissimo! Come va?
Mamma, ho domandato con cautela, sei sola in casa?
No, ho sentito la sua risata felice, sono con Vittorio.
Il cuore mi è colato a picco. Quindi era tutto vero!
E da dove viene? ho chiesto, tentando di non tremare.
Oh, questa è una storia da raccontare ha cominciato lei, senza alcun imbarazzo. Lho trovato per strada, tutto bagnato, poverino. Non potevo lasciarlo lì. Mi ha fatto una pena tremenda. Adesso però non mi annoio più. Finalmente ho di nuovo un uomo in casa! Fa delle cose incredibili, dovresti vedere! ha riso soddisfatta.
Mi sono accasciato sulla sedia, esausto. Mia madre ha perso davvero la testa?
Mamma, così non va! Non puoi raccogliere chiunque per strada e portartelo in casa! Mandalo via!
Matteo, non dire sciocchezze! Siamo responsabili di chi amiamo, ricordi? Poi mi venite a trovare così raramente Mi sento sola. Con lui ho ritrovato una ragione per vivere. Non sono più sola. Vittorio resta qui, e basta! e ha messo giù la cornetta.
Mia moglie si è alzata decisa:
Questa cosa va affrontata! Vestiti subito, andiamo da tua madre!
Ho iniziato a girare per casa nervoso mentre mi vestivo. Mia moglie mi aiutava, agitata anche lei.
Tua madre è troppo buona e troppo ingenua! Qualcuno potrebbe approfittarne. Se questo Vittorio è un truffatore? Magari aspira al suo appartamento! Adesso gliela dico io a questo Vittorio!
Dopo una corsa folle per tutta Roma, ci siamo finalmente fermati sotto casa di mamma. Mia moglie ha aperto il bagagliaio, ha preso un ombrello pesante come un randello e lo ha guardato minacciosa.
E questo a cosa serve?! mi sono spaventato.
Non si sa mai, ha borbottato cupamente. Magari Vittorio non vorrà andarsene tanto facilmente
Ti prego, niente violenza, lho implorata immaginando scene orrende.
Appena varcata la soglia, mia moglie ha gridato:
Allora, dovè questo Vittorio?!
In salotto, sul divano. Che succede? Non vi aspettavo ha risposto mamma, sorpresa.
Ma mia moglie era già in salotto, io dietro di lei.
Sul divano, con unaria spavalda, stava un grosso gatto rosso! Appena ci ha visti entrare precipitosamente, si è stiracchiato, ha avvolto le zampe attorno alla coda e ha miagolato con voce possente.
Vi presento il mio Vittorio, ha detto mamma, entrando con un sorrisetto.
Ma è un gatto! abbiamo esclamato insieme.
Certo che è un gatto! Cosa pensavate? ha riso mamma fissando le nostre facce sbigottite.





