Il micio tradito e abbandonato al freddo dell’inverno per colpa di un’analisi: nessuno gli ha più voltato uno sguardo

Il gattino è stato abbandonato, tradito e rifiutato per colpa di unanalisi. In pieno inverno, al freddo

Un gatto di nome Ettore viene trovato davanti allingresso del suo stesso condominio a Milano. È disperato, si agita avanti e indietro, miagola tristemente, graffia la porticina di metallo gelato e arriva persino a provare a morderla. Ha una paura tremenda della strada non ci era mai stato prima dora. Cresciuto in casa, viziato dal calore e dalle coccole, un micio dal cuore grande e dalla fiducia cieca verso gli umani: corre incontro a chiunque passi, sia che si tratti di vicini o di estranei. Si struscia sulle gambe di chi incontra, trema tutto e guarda negli occhi come se chiedesse disperatamente aiuto, come se volesse scappare da quel mondo spaventoso in cui è stato scaraventato via dal suo cuscino caldo vicino al termosifone. Lasciato lì, sotto la neve, nel vento gelido.

La ragione di tutto ciò è assurda nella sua semplicità. La padrona aveva deciso di adottare un secondo animale: aveva visto un annuncio per un gattino di razza in omaggio e si era subito entusiasmata. La volontaria che gestiva ladozione chiese di fare degli esami al gatto già presente in casa. Fatti i test, risultò che Ettore era portatore del virus dellimmunodeficienza felina. La malattia, però, non si manifestava affatto e non era in alcun modo pericolosa per persone o cani, dato che il virus si trasmette esclusivamente tra i felini.

Anche perché, nel caso di Ettore, il virus era assolutamente sotto controllo da parte delle sue difese immunitarie; non si sarebbe mai attivato. Ma la padrona scelse diversamente: Un gatto malato in casa non lo voglio, magari contagia anche laltro. Non si prese nemmeno la briga dinformarsi meglio e capire che non ci sarebbe stato pericolo per nessuno lha solo preso e portato fuori, sotto il gelo milanese, senza un briciolo di rimorso.

È stata la portinaia a dare lallarme. Sè accorta che il piccolo, invece di agitarsi vicino alla porta, era sdraiato sulla neve, raggomitolato e completamente esausto. Infreddolito al punto che riusciva appena a tenere gli occhi aperti. E, si sa, il sonno al freddo è spesso fatale. Fortunatamente la donna non è rimasta indifferente: lo prende, lo porta con sé nella sua guardiola, lo avvolge nella sua giacca vicino alla stufetta e divide con lui il pranzo che aveva portato da casa. Un semplice piatto di riso bollito, che per Ettore si trasforma in un vero toccasana il calore e il cibo lo riportano letteralmente alla vita.

Più tardi Ettore viene affidato ad un gattile. Ha sofferto molto per il freddo, ha preso anche un brutto raffreddore, ma le cure riescono a salvarlo. Ora Ettore sta bene, si è ripreso del tutto e ha ritrovato fiducia negli esseri umani. È sterilizzato, vaccinato e munito di libretto veterinario.

È ancora un ragazzino, ha solo tre anni. Dolce come il pane, ama il contatto umano: si aggrappa con le zampine, fa le fusa vicino allorecchio come per cantare le sue canzoncine da gatto, strusciarsi e baciare sono i suoi passatempi preferiti. Ogni volta, lasciare i volontari e tornare in gabbia è una sofferenza. È indiscutibilmente un gatto di casa, nato per stare in appartamento, circondato da calore e mani amorevoli.

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