— Giura, questi gatti vivevano qui da prima che noi ci conoscessimo. Per quale motivo dovrei improvvisamente mandarli via? — chiese Anna con voce gelida. — Quello che mi proponi si chiama tradimento…

Luca, questi gatti abitano qui da prima che tu ed io ci conoscessimo. Per quale motivo dovrei sbarazzarmene? chiede Anna con la voce gelida. Quello che chiedi si chiama tradimento

Anna vive in un paesino immerso nella vegetazione rigogliosa. In estate le strade sono nascoste sotto le fronde degli alberi e le aiuole fioriscono dalla primavera fino al tardo autunno, riempiendo laria di profumo dolce. In un posto così è facile riflettere sulla vita, sulla felicità e su ciò che davvero conta

La mamma di Anna se nè andata tanto tempo fa e la piccola Annuccia è cresciuta con la zia di secondo grado Nina Serra. La vita sentimentale di Nina non è mai decollata: per una donna timida e un po claudicante non è stato facile trovare qualcuno che la amasse davvero. Ma tutto lamore che non aveva dato a nessuno, lo ha riversato sulla nipote. Anna la adorava, le era immensamente grata e la chiamava semplicemente mamma Nina.

Mamma Nina, sono a casa! riecheggiava la voce squillante di Anna nellingresso dopo la scuola, dopo le passeggiate, più tardi dopo luniversità.

Ben tornata, tesoro mio! Comè andata oggi?

Anna ha imparato presto a leggere mamma Nina trascorreva molte ore con lei, leggendo storie ad alta voce, soprattutto libri sugli animali, gli uccellini e gli insetti. Quelle serate tra le pagine dei libri sono diventate il loro piccolo rito.

Quando Anna aveva circa dodici anni, una volta portò a casa un gattino che piangeva.

Mamma Nina, guarda che sfortuna Piccolissimo, abbandonato, nessuno lo vuole, la voce tremava sotto le lacrime.

Annina, prendiamolo con noi la zia la strinse tra le braccia.

Così arrivò in famiglia Minù. Dopo qualche anno fu la stessa Nina a portare a casa un altro micetto trovato per caso sul lavoro.

Immagina, Anna, qualcuno ci ha lasciato una scatola di gattini davanti alla porta dingresso. Ma come si fa, dico io! Noi ragazze ce li siamo divisi, raccontava stanca nellingresso.

Mamma Nina, adesso abbiamo due micine! Ma che meraviglia!

Anna accolse subito il nuovo arrivo con gioia. Minù dapprima guardò la piccola indifferente, poi le si avvicinò, la annusò, la prese delicatamente per la collottola e la portò sul divano. Lì cominciò a leccarle il pelo, come una vera mamma.

Il tempo è passato. Anna si è presa sempre più cura della zia: puliva casa, cucinava, faceva la spesa. Sapeva quali farmaci servissero a mamma Nina, ricordava i nomi di tutti i medici e la accompagnava sempre alle visite. Stavano bene insieme: leggevano, commentavano film e spettacoli, parlavano di tutto.

Quando Luca è entrato nella vita di Anna si sono conosciuti a una mostra lei non ha nascosto nulla. Mamma Nina, quando lo vide per la prima volta, provò un briciolo dinquietudine: le sembrò che il ragazzo non fosse del tutto sincero. Ma poi si convinse che si trattava solo di ansia e, forse, di un po di gelosia.

La felicità di Anna veniva prima di tutto, così la lasciò andare per la sua strada. Anna e Luca affittarono un piccolo appartamento e iniziarono a convivere.

Ora Anna va da mamma Nina due volte a settimana: il martedì e il sabato. Il sabato chiama sempre Luca, ma lui trova ogni volta una scusa per non andare.

Anna, ma ci sono quei gatti Capiscimi lodore, i peli, le ciotole. Ma come facevi a viverci in quel appartamento?

Luca si rabbuia, stringe le labbra; Anna ride e scherza sul discorso per alleggerire la tensione.

Luca, se sapessi che allegria mi danno!

Ah sì, e in che modo?

Luca, sono buffissimi! Gonfiano la coda quando giocano, miagolano, rincorrono le pantofole, giocano con il topolino finto e i nastri, e quando si sdraiano sul petto sai come fanno le fusa?

No, Anna, i gatti non li sopporto. Non prendertela, afferma burbero lui. Lì siete tutte donne, fate le vostre pulizie, chiacchierate Meglio se resto a casa. Preparami solo qualcosa di buono, che mi mancherai

Col tempo, mamma Nina ha iniziato a stare peggio. Anna la vede quasi ogni giorno dopo il lavoro. Le propone di trasferirsi nella casa della zia, ma Luca si rifiuta categoricamente. Così Anna si divide tra due persone care, senza un attimo di tregua.

Le faccende si moltiplicano: il bucato ogni giorno, i pavimenti disinfettati con candeggina. Lodore della malattia e della vecchiaia si fa più intenso. Anna è in ansia, ma sa che la fine è inevitabile

Mamma Nina se ne va in silenzio, allalba. Quella notte Anna rimane accanto a lei. Parlottano a lungo, poi la ragazza le legge un libro ad alta voce. Lasciando la luce accesa, Anna si addormenta.

La sveglia il canto degli uccelli fuori dalla finestra. Si stiracchia, va in bagno, poi entra nella stanza:

Mamma Nina oh mamma

Afferra subito il telefono.

Luca, mamma non cè più dice con la voce spezzata dalle lacrime, svegliandolo di colpo.

Dopo il funerale, Anna sente un vuoto immenso. Se nè andata lunica persona che aveva davvero la sua famiglia. Quella stessa mattina, quando trova la zia ormai senza vita, vede una busta sul pavimento. Dentro cè il testamento della casa e una lettera.

«Mia cara Annina,

So quanto dolore provi. Non cè nessuno ad abbracciarti e baciarti adesso. La tua mamma è partita quando eri piccola. Tuo padre non era con te. Solo io.

Piccola mia, ti voglio un bene infinito! Non dimenticarlo mai. In qualsiasi momento, che tu sia felice o triste, io sarò accanto a te.

La casa è tua. Lè sempre stata, ma adesso è davvero tua. È importante che una ragazza abbia un suo angolo nel mondo. Anche se vecchio, anche se non perfetto, ma è tuo.

Annina, ho solo una richiesta: prenditi cura delle mie vecchiette. Minù e Cloe, ora hanno solo te.

E sii felice! Ti amo.

La tua mamma Nina»

Anna piange, rilegge la lettera mille volte. Accarezza le gatte, le abbraccia, sussurra loro parole calde. Sono la sua famiglia, come mamma Nina.

Decide di trasferirsi nella casa della zia. Deve sistemare tutto, prendersi cura delle gatte, ricominciare daccapo.

Luca rifiuta di andare con lei.

Anna, meglio se per ora viviamo separati. Non posso stare con i tuoi gatti. E poi cè ancora quellodore di vecchia i suoi occhi azzurri si fanno scuri.

Ad Anna fa male, ma il dolore per la perdita copre ogni altra cosa.

Pian piano torna a vivere. Gioca con le gatte, rilegge i libri preferiti, cambia le tende, lava tutti i tappeti. Con Luca si vedono sempre meno. E con il passare dei giorni Anna si sente più leggera.

Un giorno sentì bussare alla porta.

Luca? Ciao! Entra, dice con un sorriso.

Anna, quanto mi sei mancata! lui la stringe forte. Ma che bellezza qui, che profumo! Finalmente ti sei sbarazzata di loro?

Anna si scosta bruscamente.

Cosa vuoi dire con te ne sei sbarazzata?

I gatti della zia, no? Sono vecchi e puzzolenti! Ricordo che qui si sentiva un odore peli e ciotole dappertutto

Luca entra in salotto.

Ma che sono ancora qui?

Minù gioca tranquilla con la coda, Cloe si lecca pigramente la zampina.

Luca, questi gatti vivevano qui molto prima che tu ed io ci conoscessimo. Perché dovrei mandarli via? dice Anna, fredda.

Anna, non fare la testarda. La casa è bella! Basta un bel restauro, mobili nuovi, sanitari E via anche i gatti!

Si avvicina e la guarda fisso negli occhi. Anna sostiene lo sguardo.

Luca, quello che chiedi è tradimento.

Anna, non è tradimento, è buonsenso. Non ti chiedo di buttarli per strada. Troviamo un rifugio. Ti do anche i soldi per mantenerli lì, basta che li portino via!

Addirittura i soldi! Non hai capito nulla di me. Non posso lasciarli. Mi servono almeno quanto io servo a loro. Loro sono la mia famiglia!

Anna, piantala. Devi pensare al futuro. Carriera, matrimonio, figli. Il tempo passa

Pensa bene. Io con i gatti non ci sto. O scegli me, o loro.

Luca parla sicuro, quasi paternalistico, convinto che la scelta sia ovvia. Nella sua testa è tutto logico. Ma il silenzio di Anna lo insospettisce. Lei non si lascia abbindolare dalle sue promesse di matrimonio e famiglia. Nei suoi occhi cè solo stanchezza e distanza.

Lui proprio non capisce: per lui sono solo animali vecchi, inutili, un peso. Non riesce a vedere che, per Anna, sono il filo che la lega a mamma Nina, una parte della casa, del cuore, del passato.

E in quel momento Anna capisce con chiarezza: non può vivere sotto la pressione, tra richieste e freddezze. La tensione che si è creata pesa più dellamore che ormai sente per lui. Lamore non sopravvive ai ricatti.

Come si può pensare a dei figli con chi chiede di sbarazzarsi delle creature che hai salvato e cresciuto assieme alla persona che più hai amato?

Luca, ascolta. Vai via, per favore. Ho bisogno di ritrovare me stessa. Non mi sono ancora ripresa dalla morte di mamma Nina, e tu mi metti davanti a certi ultimatum. Esci.

Me ne vado, eccome. Ma pensa su quello che ti ho detto! Non correrò dietro a te, non ne vale la pena!

Sbatté la porta così forte che il cristallo nella vetrina tremò. Le gatte saltarono spaventate sul divano, e Anna sentì un nodo stringerle il petto.

Era tutto insieme doloroso e stranamente liberatorio. Si sedette sul divano, stringendo a sé le sue vecchie gatte morbide, affondando il viso nel loro pelo caldo.

Piccole mie, ragazze mie! Non vi lascio a nessuno! Voi siete la mia famiglia! Mamma Nina, mi senti? Non le darò via mai!

Qualche giorno dopo, rientrando dal lavoro, Anna vide Luca davanti al palazzo. Scrutava le finestre della casa dei gatti, quasi sperando di trovare qualcosa di diverso.

Quando la vide, si fece avanti. Ma Anna, alzando una mano in segno di stop, passò oltre:

No, Luca, no! Io resto con le gatte! dichiarò, scomparendo nellandrone.

La porta si richiuse alle sue spalle, segnando la fine della storia tra una brava ragazza e un giovane insensibile.

Le gatte vissero quanto il destino aveva deciso. Ogni passo, ogni fusa, ogni ciocca di pelo ricordava ad Anna la dolcezza di mamma Nina, linfanzia luminosa, i pomeriggi felici.

Perché la famiglia non è solo chi ti lega nel sangue, ma chi abita nel tuo cuore. Famiglia è chi si prende cura, chi rimane accanto, chi ama senza condizioni o mercanteggiamenti.

E non ammette il tradimento. Dove cè il vero amore, cè solo fedeltà e comprensione.

Perché la casa è pulita dove nessuno sporca. È calda dove si scalda il cuore.

E quando hai accanto una palla di pelo che fa le fusa piano allora sì che la casa è davvero calda.

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