Non cercavo il mio “primo amore” a 62 anni… ma quando una delle mie ex allieve mi ha intervistata, ho scoperto che lui mi aveva cercato per ben 40 anni… E questo era solo l’inizio: col tempo, scavando nel suo vero passato, ho scoperto cose incredibili…

Avevo già compiuto sessantadue anni e da quasi quarantanni insegnavo letteratura al liceo di Firenze. La vita, a quel tempo, scorreva monotona e consueta tra il vociare nei corridoi, le opere di Dante, il tè mai troppo caldo e una montagna di temi da correggere.

Ogni dicembre davo ai miei alunni un compito: «Intervista a una persona anziana sul ricordo di una festa speciale». E, come sempre, vedevo espressioni contrariate: non amavano questo tipo di attività.

Questanno, però, la riservata Elisabetta si avvicinò a me dopo la campanella. Teneva tra le mani il foglio con il compito e una strana luce negli occhi. «Professoressa Giulia, posso intervistare proprio lei?» mi chiese.

Scoppiai a ridere: «Oh, cara, i miei ricordi non hanno nulla di straordinario. Chiedi a tua nonna, o magari a qualche vicino che ha avuto una vita più rocambolesca!»

Non si arrese. Mi guardò con determinazione e ripeté: «Vorrei proprio intervistare lei, professoressa». Capii che non ci sarebbe stato verso di convincerla altrimenti.

Le sorrisi: «Va bene, domani dopo le lezioni. Ma se mi chiedi del panettone, ti avverto: lo distruggo!». Lei annuì divertita: «Affare fatto».

La nostalgia del passato

Il giorno seguente, ci ritrovammo da sole nellaula silenziosa. Lei tamburellava le dita sul quaderno aperto, dondolandosi sulla sedia.

Iniziò con una domanda semplice: «Come si festeggiava quando era bambina, professoressa?»

Allora mi trovai a raccontarle del panettone che nessuno sapeva fare in casa, delle canzoni natalizie che mio padre faceva partire sul vecchio giradischi e dellanno in cui lalbero di Natale si inclinò come un vecchio stanco.

Poi venne la domanda personale: «Posso chiederle qualcosa di più intimo?» E mi domandò se avessi mai provato unemozione romantica durante quelle festività.

Una piccola ferita nel cuore riprese a pulsare. «Cera lui, si chiamava Matteo.» Eravamo giovani e sognavamo un avvenire che allora ci sembrava quasi irreale.

Quarantanni a cercarmi

Passarono alcuni giorni e un pomeriggio trovai Elisabetta eccitata, che mi mostrava il cellulare: «Professoressa, credo di averlo trovato!»

Non capivo: «Trovato chi?»

Lei mi girò lo schermo sotto il naso e vidi un annuncio: Cerco la ragazza che ho amato quarantanni fa. Sentii il battito accelerare.

Quella foto ero proprio io, a diciassette anni, avvolta nel mio cappotto blu, col sorriso imperfetto da ragazzina.

«Vuole che gli scriva?» mi chiese sottovoce, scrutandomi dentro. Restai senza parole.

Sapere che, dopo tutto quel tempo, lui non aveva mai smesso di cercarmi, mi scaldò lanima. Lidea che il tempo potesse ricucire ciò che la gioventù aveva strappato mi sembrava a tratti irreale.

Alla fine decidemmo di scriverci e ci accordammo per un incontro in una caffetteria sotto i portici di Piazza della Repubblica. Scelsi un vestito sobrio, quello giusto per sentirmi me stessa, oggi.

Lincontro che cambiò tutto

Quando arrivò, Matteo era diverso, segnato dalla vita, ma i suoi occhi avevano la stessa dolcezza di un tempo. «Giulia», sussurrò e per un attimo il passato e il presente si fusero in ununica emozione.

Parlammo a lungo. Ridemmo e ci commuovemmo, rivangando vecchi episodi e confidandoci i percorsi diversi che avevamo intrapreso, ma senza mai dimenticarci del tutto.

«Sei rimasta comunque una persona speciale per me, attraverso tutti questi anni», confessò, e io mi accorsi che la speranza aveva trovato il modo di tornare a vivere nel mio cuore.

Compresi che la vita sa sorprenderti quando meno te lo aspetti: avevamo una seconda occasione per raccontare la nostra storia. Non fummo pronti allora, ma forse ora sì.

Conclusione

Nonostante le fatiche, quellincontro con Matteo mi dimostrò che la speranza non ha età. Forse, in fondo, questo è il senso dellesistenza: avere sempre la possibilità di ricominciare. Ora guardo avanti con fiducia, e aspetto curiosa cosa il domani riserverà per noi.

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Non cercavo il mio “primo amore” a 62 anni… ma quando una delle mie ex allieve mi ha intervistata, ho scoperto che lui mi aveva cercato per ben 40 anni… E questo era solo l’inizio: col tempo, scavando nel suo vero passato, ho scoperto cose incredibili…