Mio marito, 45 anni, si è dimenticato del mio compleanno il 27 febbraio e proprio quel giorno è andato a pescare con gli amici: durante la sua assenza ho preparato una “sorpresa” tutta italiana

Mio marito, quarantacinque anni, dimenticò il mio compleanno il 27 febbraio e quello stesso giorno se ne andò a pescare con gli amici: mentre lui era via, ho preparato una “sorpresa” tale che ora di certo non dimenticherà mai più quella data

Cera una volta una casa tra le colline che svanivano nella nebbia della Val dOrcia. Lì vivevo con mio marito, Achille, uomo di memoria selettiva come solo gli italiani sanno essere. Fino a cinquantanni la sua testa era come un calendario di appuntamenti per il cambio dellolio, le sagre del paese e le grandi battute di pesca col gruppo della seppia fritta. Ma tutte le date importanti della famiglia sembravano svanire tra le crepe del pavimento antico, come i chicchi di riso caduti durante la festa della Madonna di settembre.

Sempre, io salvavo la situazione: lasciavo bigliettini, allusioni, domande come fulmini lanciati con grazia. Ma per i miei quarantacinque anni volevo qualcosa di diverso. Nessun accenno, nessun promemoria. Speravo che venticinque anni di matrimonio avessero una voce interna.

Venerdì mattina. Achille girava per casa come un temporale estivo, infilando canne e mulinelli nella vecchia borsa.

Delfina, hai visto il mio thermos? I ragazzi sono già giù col Pandino. Oggi lArno promette miracoli. Rientro domenica, chissà se avrò campo…

Un bacio svelto sulla guancia, lo sguardo sospeso altrove.

Non essere triste, eh? Prenditi qualcosa di buono. Ciao!

La porta si richiuse con leco. Mi avvicinai al calendario: il 27 febbraio cerchiato con il rossetto. Il mio compleanno. Non solo aveva dimenticato. Aveva scelto proprio quel giorno per svanire in mezzo alle acque.

Allinizio sentii una pugnalata. Poi, il freddo limpido dei sogni quando si accende la luna sopra il campo. Lidea mi piovve in testa come i coriandoli in carnevale: gli avrei dato una lezione. Così, mentre la vecchia casa si riempiva di silenzi, misi in moto il mio piano. Quando sarebbe rientrato, una sorpresa lo attendeva. Non avrebbe mai più confuso quella data.

Cera, a casa, una piccola cassaforte: il nido segreto di Achille. Da anni accumulava lì euro su euro per comprarsi un nuovo motore per il suo gommone. Il codice lo conoscevo pure io: la sua memoria infallibile” spesso si inceppava.

Erano tanti soldi, quasi tremila euro. Aprii il forziere e sentii che quellazione riecheggiava come un urlo in sogno.

Il fine settimana fu unopera barocca. Ordinai catering, invitai amiche care, la casa si vestì di fiori freschi e lucine dorate. Musica, risate, prosecco che zampillava. La sera dopo, cena in terrazza con vista su Firenze, le luci tremolanti come lucciole. E poi, spa; mia pelle riscaldata da vapori come nebbia sul Lago di Garda.

Il finale? Una spilla doro che puntavo da tempo, sempre rimandata per progetti comuni.

Domenica sera, quando il buio stava per sciogliersi nei corridoi, Achille tornò. Portava un secchio colmo di pesci e lodore acre del fiume.

Delfina, guarda qui che bottino! È stata una gran mangiata dai gamberi!

Varcò il salotto e si fermò, smarrito. Bottiglie vuote come soldatini, ceste di fiori in un tripudio caotico, buste dai negozi più costosi appoggiate sul divano.

Ma che è successo qui? Abbiamo avuto ospiti?

Sì, risposi, calma come il mare di ottobre. Era il mio compleanno. Quarantacinque. Ti ricordi?

Si congelò; lo vidi inghiottire laria.

Cavolo Delfina, è vero… Sono un disastro Mi sono fatto prendere dal vortice. Tu capisci, vero?

Capisco, lo interruppi. E infatti non mi sono rovinata la festa. Ho organizzato tutto da sola. E il regalo me lo sono scelta io.

Il suo sguardo si spostò rapido verso studio. Il blindato era socchiuso. In un baleno corse là, e ne uscì svuotato nel volto.

E i soldi? Non cè più nulla. Dove sono i miei risparmi?

Sono qui, indicai la stanza con un gesto teatrale.

Hai speso tutto? Ma era il motore! Due anni a risparmiare…

E io sono venticinque anni che sopporto, risposi bassa, ma decisa. Hai dimenticato il mio compleanno speciale. Ho fatto in modo che lo ricorderai per sempre.

Si lasciò cadere sul divano, strinsi il secchio di pesce tra le mani. Silenzio, tranne le squame che sfioravano le sue dita. Un litigio era difficile: i soldi, in fondo, erano nostri.

Pulì i pesci muto, come nei sogni dove le voci si dissolvono nellaria.

È passato mezzo anno. Il motore lo ricomincia a sognare e a raccogliere, centesimo su centesimo. Ma ora sul suo cellulare brillano promemoria a un mese, una settimana e un giorno da ogni data importante. Certi insegnamenti costano cari, ma quelli che si pagano profumano di eternità.

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Mio marito, 45 anni, si è dimenticato del mio compleanno il 27 febbraio e proprio quel giorno è andato a pescare con gli amici: durante la sua assenza ho preparato una “sorpresa” tutta italiana