Mio marito, Massimo, quarantacinquenne fiorentino doc, ha una memoria straordinaria per le cose davvero fondamentali della vita, tipo quando cambiare lolio alla macchina, in quale weekend si parte per il lago con la combriccola di pesca e soprattutto quando le trote abboccano meglio. Ma per le date di famiglia, sembra che il suo cervello abbia inventato lopzione cancella eventi ricorrenti.
Di solito, per evitare danni irreparabili, mettevo post-it dappertutto, lasciavo la data evidenziata in agenda, facevo domande indirette ma inequivocabili. Però per i miei gloriosi 45 anni volevo provarci in modo diverso. Venticinque anni di matrimonio dovevano pur avergli lasciato in eredità almeno la capacità di ricordarsi un anniversario, o no?
E invece, quel venerdì mattina, Massimo saltellava per casa nervoso come unadolescente prima della gita:
Serenella, hai visto il mio thermos? I ragazzi mi aspettano sotto. Si va sullArno, cè il periodo migliore! Rientro domenica, guarda che probabilmente non prendo neanche campo.
Non mi degna di uno sguardo, mi stampa un bacio affrettato sulla guancia.
Non ti abbattere, eh. Regalati qualcosa di buono.
Sbam, porta chiusa dietro di lui. Mi avvicino al calendario: 27 febbraio, cerchietto rosso. Il mio compleanno. Non solo aveva dimenticato, ma aveva pure avuto la geniale idea di festeggiare la ricorrenza andando a pescare con gli amici.
Allinizio ci sono rimasta malissimo, poi un freddo calmo è sceso dentro di me. Ho avuto unilluminazione su come far pesare a Massimo la sua amnesia con eleganza tutta italiana. Così, mentre lui filava lenze sullArno, io ho dato vita al piano compleanno indimenticabile. Al suo ritorno, avrebbe avuto una sorpresa impossibile da scordare.
Ora vi racconto. Massimo aveva una cassaforte segreta neanche tanto, perché il codice lo conoscevo pure io a furia di ci provo a memoria, ma se sbaglio aiutami tu. Dentro, un bel gruzzoletto in euro che con sacro rispetto stava mettendo via per il motore nuovo della barca: quasi trentamila euro sonanti.
Ho aperto la cassaforte con nonchalance e scelto il destino di quei risparmi.
Quello che è venuto dopo me lo sognerò per mesi: catering stellato, casa piena di fiori, tavolata di amiche sparlate e risate, musica, prosecco e dolci. Il giorno dopo, cena chic con vista su Firenze illuminata e, giusto per non farci mancare niente, pomeriggio alla spa.
Per concludere, mi sono regalata quella spilla raffinata su cui sbavavo da almeno tre anni ma che no, aspettiamo, cè la barca.
La domenica sera Massimo rientra con il secchio di pesci, soddisfatto come un bambino con la prima bici.
Serenella, guarda qui che pescata! Siamo stati da dio!
Fa un passo verso il salotto e si blocca. Sul tavolo bottiglie vuote, mazzi di fiori ovunque, sacchetti e scatole luccicanti di boutique esclusive.
Ma che è successo qua? Abbiamo avuto ospiti?
Ospiti sì, rispondo serena era il mio compleanno. Quarantacinque primavere. Ti dice niente?
Lo vedo impallidire come davanti al conto del ristorante. Poi respira profondo.
Cavolo Serenella, ho completamente scordato. Le trote, la smania mi è proprio passato di mente
Immagino, lo interrompo, ma stavolta ho organizzato tutto da sola. Anche il regalo. Sai comè.
A quel punto locchio gli scatta verso lo studio. Spalanca la porta, nota la cassaforte semiaperta. Torna indietro con lo sguardo allucinato.
Ma i soldi? Non cè rimasto niente! Dove stanno?
Eccoli qua, sorrido mostrando la casa festaiola li hai visti passare in fiori, divertimenti, champagne e una spilla meravigliosa.
Tutto? Ma era il motore nuovo! Ci lavoravo da due anni!
E io resisto da venticinque, lo dico piano ma decisa. Hai dimenticato il mio compleanno. Ti ho dato un motivo per ricordartelo per sempre.
Si siede sul divano, alterna lo sguardo tra il secchio di pesci, la cassaforte vuota e me. Non dice una parola, daltronde quei soldi erano nostri.
Ha pulito e fritto il pesce in silenzio.
Sono passati sei mesi. Ora colleziona promemoria sulliPhone: un mese, una settimana e un giorno prima di ogni ricorrenza, manco dovesse vincere Sanremo. Alcune lezioni costano care, ma certe date non si scordano più.




