Gattino tradito, abbandonato e ignorato a causa delle analisi. In pieno inverno, al gelo…

Il gattone fu tradito, abbandonato e dimenticato per colpa di unanalisi! In pieno inverno, al freddo gelido.

Un certo Romeo, magnifico micio tigrato, fu trovato proprio sul portone del suo palazzo a Bologna. Il poveretto non sapeva più dove mettersi: andava avanti e indietro, miagolava disperatamente, graffiava la porta metallica e addirittura tentava di addentarla con i dentini. Aveva un vero e proprio terrore della vita allaperto: non aveva mai dormito fuori dalle comode quattro mura di casa. Gatto di appartamento, vezzeggiato da carezze e caloriferi fumanti, si attaccava a ogni passante che si azzardava a entrare nellandrone: dai vicini alla tipa che passava di lì per caso. Si strofinava alle gambe, tremava in modo teatrale, guardava dritto negli occhi ed era come se supplicasse: “Ma salvami da questa tragedia greca, per favore!” Buttato giù dal divano direttamente sulle strade ghiacciate di un inverno emiliano.

Tutto era successo per una ragione quasi ridicola. La sua ex umana aveva deciso di prendere un secondo animale aveva visto un post su Facebook per adottare gratis un gatto di razza ed era partita in quarta. Ma la volontaria le aveva chiesto di sottoporre Romeo agli esami. Gli fecero le analisi e risultò portatore del virus dell’immunodeficienza felina (insomma, lHIV dei gatti, niente panico!). Malattia silente, nessun sintomo, nessun rischio per esseri umani o cani: quel virus colpisce solo i felini, parola di veterinario.

A dirla tutta, il virus in Romeo era solo nei laboratori: il suo sistema immunitario reggeva benissimo, niente grattacapi. Ma la signora si era spaventata: “Malato? E se contagia qualcuno? No, no, via da casa!” Ovviamente non si era nemmeno presa il disturbo di capire che a lei non poteva succedere nulla: lo ha portato fuori, lasciato in strada sotto la neve e tanti saluti.

La prima ad accorgersene è stata la portinaia, la signora Lucia. Lei si è resa conto che il gattone non sbatteva più contro la porta: ormai era acciambellato sulla neve, ridotto a un ghiacciolo con le vibrisse. Semisvenuto, pronto a mollare tutto: e tutti sappiamo che, col freddo di dicembre, addormentarsi vuol dire non svegliarsi più. Lucia non ha fatto finta di nulla: lo ha raccolto, portato nel suo minuscolo gabbiotto, adagiato sulla sua stessa giacca vicino alla stufetta elettrica, poi gli ha offerto il pranzo da vera mamma italiana un piattone di pasta avanzata. In quel momento, gli spaghetti erano cibo per re: il calore e il pasto gli hanno fatto tornare il colore ehm, il pelo in viso!

Poi è arrivato al gattile comunale. Il gelo aveva lasciato il segno, un brutto raffreddore si era aggiunto, ma con le cure di routine si è ripreso alla grande. Oggi Romeo è tornato in forma smagliante, e contro ogni pronostico si fida ancora degli umani. È sterilizzato, vaccinato e ha pure il passaporto veterinario.

Ha solo tre anni, un ragazzotto in piena forma. Di unaffettuosità disarmante: si aggrappa alle persone come se fossero la sua coperta, ronfa forte abbastanza da farti perdere la puntata di Sanremo, e per lui i colpetti e i “bacetti” sono uno stile di vita. Ogni volta che i volontari lo rimettono nel box, è una piccola tragedia shakespeariana. Ma lui è un principe da salotto, tagliato su misura per un appartamento italiano, il calore di una famiglia e una buona razione di coccole.

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