Mi ricordo ancora di una sera di molti anni fa, quando andai dal mio vicino, Marco Bellini, per chiedergli in prestito un trapano. Marco, uomo di cinquantuno anni, mi aprì la porta indossando pantaloni di casa e una maglietta:
Vieni pure, stavo proprio finendo di cenare.
Entrai. Lappartamento era in perfetto ordine; dalla cucina proveniva il profumo invitante del pollo arrosto. Sul tavolo, oltre ad un computer portatile acceso, cera anche un bicchiere di vino rosso, probabilmente un buon Chianti.
Marco viveva solo da dodici anni. Lavorava come ingegnere e aveva un buon stipendio, intorno ai 2.500 euro al mese. Lo conoscevo ormai da cinque anni, cioè da quando mi ero trasferito nello stesso palazzo a Firenze. Non lavevo mai visto in compagnia di una donna, neppure tra gli amici che venivano ogni tanto a cena.
Mi prestò il trapano, poi mi versò del whisky:
Siediti, dai, è tanto che non ci vediamo.
Ci accomodammo in cucina. Chiacchierando, mi sono fatto coraggio e gli ho chiesto:
Marco, ma perché sei da solo? Non cerchi compagnia?
Lui sorrise tra sé e sé:
Non la cerco di proposito, Filippo. Dopo dodici anni da solo, ho capito che così sto meglio.
Perché? chiesi io, curioso.
Prese fiato, si versò ancora un po di whisky e si lasciò andare sulla sedia:
Te lo spiego. Sei ragioni, ben precise. Che ho imparato a mie spese.
** La prima ragione: il rischio di rovinarsi col divorzio **
Marco iniziò:
Mi sono separato dodici anni fa. Ero stato sposato con Paola per diciotto anni. Abbiamo una figlia, adesso ha ventotto anni e vive per conto suo.
Sorseggiò il suo bicchiere:
Ho chiesto io la separazione, perché lei mi tradiva con un collega. Il tribunale ha diviso la casa a metà, anche se io avevo pagato la maggior parte del mutuo. Alla fine abbiamo venduto la casa, ci siamo divisi i soldi e mi sono comprato questo bilocale.
Mi guardò negli occhi:
Ho perso la metà dei miei risparmi per causa sua, per legge. Tu capisci? Io lavoravo, pagavo il mutuo e lei mi tradiva. Ma ha preso comunque la metà.
Eh, il matrimonio sospirai.
Già. E ora dimmi, perché dovrei rischiare di nuovo? Metti che trovo unaltra donna, andiamo a vivere insieme, ci sposiamo, magari compriamo una macchina. Poi lei decide di lasciarmi. Per quale motivo dovrei rischiare ancora?
Rimasi in silenzio. Lui continuò.
** La seconda ragione: nessuno sostiene i sogni di un uomo **
Sai, Filippo, ho un sogno. Voglio comprarmi una vecchia Moto Guzzi e restaurarla. Andarci in giro la domenica.
Una bella passione! risposi.
Ci sto mettendo da parte i soldi da un anno. Ancora sei mesi e realizzo questo piccolo sogno. Quando ero sposato, avevo altri desideri: volevo imparare a suonare la chitarra. Mi sono comprato la chitarra, mi sono iscritto a un corso. Paola mi diceva: A quarantanni vuoi fare il Vasco Rossi? Lasciai perdere. Volevo fare un viaggio in barca in Sardegna con degli amici. Sei impazzito, abbiamo il mutuo e tu pensi alle vacanze! Non ci sono andato.
Guardò fuori dalla finestra:
Le donne spesso non capiscono i sogni degli uomini. Li reputano stupidaggini. Ora vivo da solo e faccio ciò che voglio. Nessuno mi dice che sono un pazzo solo perché voglio una moto.
** Terza ragione: aspettative troppo alte **
Marco si accese una sigaretta:
Tre anni fa ho provato con i siti dincontri. Mi sono iscritto, ho scritto tutto onestamente: età, professione, hobby.
E comè andata?
Ho scambiato qualche messaggio con diverse donne. Una, Alessandra, quarantasei anni, faceva lestetista. Guadagnava circa 900 euro al mese. Mi scrisse: Lei è interessante. Però cerco un uomo che guadagni almeno 4.000 euro al mese.
Rise amaro:
Le ho chiesto: E tu, quanto guadagni? Si è offesa e mi ha bloccato. Filippo, molte donne oggi vivono ancora col mito del principe azzurro: lavorano part-time, hanno poco più che una stanza in affitto, ma vogliono luomo con la macchina, la casa di proprietà e un buon conto corrente. E in cambio offrono solo il loro femminile.
Bevve lultimo sorso di whisky:
Prendo 2.500 euro al mese, ho casa mia, una macchina. E per molte donne sono un fallito, solo perché non sono milionario. Ma chi me lo fa fare di farmi giudicare così?
** Quarta ragione: la gestione della casa **
Chiesi:
E la routine? Vivere da solo non ti pesa?
Marco scoppiò a ridere:
Filippo, guarda qua: non è pulito? Tutto in ordine. Una volta alla settimana dedico unora alle pulizie. Oggi ho cucinato pollo coi peperoni. Mezzora ed è pronto. Anche il bucato lo faccio io con la lavatrice, ci vuole un attimo.
Si alzò e indicò la cucina lucida:
Non ho bisogno di una donna per mandare avanti la casa. E sai quante ragazze oggi non sanno nemmeno cucinare? Una su due, secondo me. Ordinano la cena o vivono di cibo pronto.
Però ci sono anche brave massaie
Poche. E quelle, in cambio, pretendono che tu le mantenga completamente. Preferisco essere indipendente.
** Quinta ragione: paura della manipolazione **
Versò ancora whisky, a me e a sé stesso.
Dopo il divorzio ho avuto solo due relazioni, entrambe brevi. Tutte e due hanno mentito.
In che senso?
La prima, Martina, diceva che era separata. Dopo un mese ho scoperto che era ancora sposata. Cercava solo un amante, perché il marito non guadagnava abbastanza. La seconda, Laura, mi aveva detto che non aveva figli. Siamo usciti due mesi. Poi vengo a sapere che ne aveva due: non voleva dirmelo per non spaventarmi.
Che storie
Ecco. Mi sono stancato di bugie e segreti. Le donne spesso pensano sia normale nascondere certe cose; poi si stupiscono se non abbiamo più fiducia.
** Sesta ragione: essere fraintesi **
Marco si rilassò sulla sedia:
Lultima volta che ho provato a fare conoscenza, un anno fa in una libreria. Una donna, sui quarantacinque, stava scegliendo libri di Calvino. Simpatica. Mi sono avvicinato: Buonasera, se le piace la letteratura italiana, posso consigliarle qualcosa. Mi ha guardato malissimo, come fossi un maniaco. Ha detto fredda: Grazie, mi arrangio da sola. E se nè andata.
Sorrise amaro:
Ormai ogni iniziativa viene percepita come uninvadenza. Se scrivi su Facebook, sei uno stalker. Se inviti a prendere un caffè, sei un mantenuto. Mi sono stufato di rifiuti e occhiatacce. Adesso non mi espongo più. Se una donna davvero è interessata, tocchi a lei dimostrarlo. Io non mi umilierò più.
** Cosa ho capito ascoltandolo **
Marco bevve lultimo goccio di whisky e mi guardò:
Filippo, non dico che tutte le donne siano uguali. Ce ne sono di brave. Ma trovarne una è come cercare un ago in un pagliaio. E una scelta sbagliata ti costa cara: soldi, salute, anni di vita.
Si alzò:
Ormai ho cinquantuno anni. Ho un buon lavoro, un appartamento, una macchina, tanti amici, le mie passioni. Sono felice così. Perché dovrei rischiare questa felicità per un rapporto che probabilmente finirà di nuovo in una separazione dolorosa e costosa?
Tornai a casa con la testa piena di pensieri. Mi sdraiai, ripensando alle sue parole.
Io ho quarantanove anni. Sono sposato da ventitré. Tutto bene con mia moglie. Ma se fossi rimasto solo avrei fatto le sue stesse scelte?
Probabilmente sì.
Il suo ragionamento, per quanto amaro, aveva una logica. Vive solo da dodici anni e preferisce evitare nuovi legami per paura di perdere tutto. È davvero così la nostra società? È lui un codardo, oppure solo un uomo che ha imparato a proteggere la sua serenità?
Davvero un divorzio ti rovina anche se hai subito un tradimento? O ci stiamo solo raccontando che la colpa è degli altri?
È giusto, superati i cinquantanni, rinunciare a cercare lamore solo perché non vuoi più rischiare, o significa vivere con paura?
E poi, davvero le donne non sostengono i sogni degli uomini, o siamo noi uomini a scegliere chi non ci ascolta mai?




