Una Sorpresa dal Marito: Quando la Famiglia Chiama, Fedya Propone di Trasferirsi Tutti Insieme dalla…

Non me lo sarei mai aspettato da mio marito

Antonella, dobbiamo fare qualcosa… sospirò Maria al telefono, la voce grave di chi porta un peso nel cuore.

Che succede? rispose preoccupata Lucia, la sorella minore, avvertendo già a pelle un certo disagio.

Di solito si scambiavano solo qualche messaggio veloce su WhatsApp, ma stavolta Maria aveva insistito per una telefonata vera, di quelle che da adulte sembrano sempre più difficili.

La mamma non può più vivere da sola, Lucia. Se tu la sentissi più spesso, te ne saresti accorta disse Maria con tono velatamente rimproverante.

Oh, dai! Non cominciare! Dimmi chiaramente che succede. Cosa mi sfugge?

Maria sospirò di nuovo sapeva bene che la sorella minore era diventata via via più indipendente e non accettava mai critiche senza alzare la voce.

Ti ricordo che la mamma ha già 73 anni. Ha la pressione che va su e giù, si sente sempre debole. Fa fatica persino a cucinarsi qualcosa e a tenere la casa più o meno in ordine, elencò con pazienza la maggiore. Per andare al panificio a prendere il pane deve farsi aiutare dalla vicina, la signora Giovanna.

Vuoi dire che sta morendo di fame? domandò subito Lucia, più allarmata.

Ma no! Ogni due settimane vado io a trovarla e le porto tutto. Non è questo il punto: è che la mamma da sola non ce la fa più. E se cadesse? Se si fratturasse qualcosa? Tenendo conto del suo peso, prendersi cura di lei sarebbe unimpresa.

Le sorelle tacquero. Giovanna Rossi, la loro madre, era stata sempre una donna rotonda anche da giovane; col tempo era ingrassata ancor di più. Amava mangiare, nonostante i piccoli acciacchi, e si offendeva molto se le figlie osavano solo accennare alla dieta.

E poi si sente sola come non mai; quasi piange quando me ne vado. Si lamenta che labbiamo abbandonata tutti… riprese Maria Non ce la faccio più, Lucia.

Quindi cosa vuoi da me, alla fine?

Maria prese fiato: litigare con Lucia ogni anno era più difficile.

Vorrei che tu venissi a vivere con lei.

Eccezionale! E perché non ci vai tu? Fammi indovinare! Tu hai Riccardo, il marito doro, e il figliastro, il piccolo Simone che ormai piccolo non è, ha 25 anni sulle spalle, giusto?

Lucia, non serve essere polemica…

La faccio io la fatica, vero? Come sempre! E tu te ne lavi le mani! era ormai quasi unurlo.

Anche Maria perse la pazienza:

E quando la mamma correva come una matta tra papà malato e voi due con Martina?! E quando portava la spesa dal paese, badava a Martina, così tu, la figlia preferita, potevi lavorare e riposare come ti pareva! Allora andava bene, vero? Niente lamentele?

Per un attimo Lucia tacque. Era tutto vero. Finito il suo matrimonio lampo con il padre di Martina, la suocera donna cortese e generosa aveva permesso a lei e alla nipotina di restare nella piccola casa di Milano fino alla maggiore età della bambina.

Già allora la nonna non si interessava troppo a Martina; il padre pagava una miseria in alimenti. Così Lucia si era dovuta arrangiare in tutti i modi per non far mancare nulla a sé e a sua figlia.

L’aiuto dei suoi genitori allora era stata fondamentale, ma adesso non aveva voglia di sentirsi in debito per sempre.

La suocera aveva rispettato la parola, non le aveva disturbate fino a ventanni della nipote. Martina stava già frequentando listituto alberghiero a Bergamo e aveva il fidanzato. Lucia aveva pensato, ora posso, finalmente, cambiare vita. Era corsa a lavorare a Milano.

Vivendo in affitto in uno dei paesi dell’hinterland da anni, cambiando un lavoro dopo laltro alla sua età nessun impiego era sicuro in fondo si sentiva soddisfatta, e certo non aveva nessuna intenzione di tornare a vivere in paese.

Ma che vuoi saperne tu cosa significa crescere un figlio da sola?! replicò Lucia velenosa, colpendo dove sapeva di far più male. Vivici tu, poi parli!

Adesso fu Maria a chiudersi nel silenzio.

Lei, invece, aveva fatto tutto secondo copione: dopo luniversità era rimasta a Bergamo, si era sistemata come ragioniera e puntava a sposarsi bene.

Ma con gli uomini le cose erano sempre andate storte: quello bevitore, quel altro mammoncino, quellaltro ancora un approfittatore.

Solo a trentanove anni aveva conosciuto Riccardotre anni più grande, rimasto vedovo con un figlio di dieci anni, Simone.

Faceva lelettricista per una ditta locale, sapeva far tutto, aiutava chiunque gli chiedesse un favore. Non beveva, era riservato, preciso fino alleccesso. Ma Maria si era innamorata perdutamente; dopo un anno si sposarono, e Maria fece di tutto per conquistare anche Simone.

Non era riuscita ad avere un figlio suo, così sia Riccardo che Simone erano diventati anche la sua famiglia. E non voleva perderli per nulla al mondo.

Io avrei portato la mamma qui da me disse ora Maria a bassa voce, che la commozione già la tradiva ma lei non ne vuole sapere.

Davvero? E Riccardo il tuo adorato, sarebbe contento di ospitare la suocera a casa, in due stanze? ironizzò Lucia. O hai dato per scontato che mamma dicesse no?

Lucia! Smettila! Stavolta ci vuole serietà!

Si è detto quel che si doveva dire, borbottò la più giovane, interrompendo la chiamata.

Mai parole furono più vere.

Maria strinse il telefono, fissando il vuoto. Lunica soluzione sarebbe stato proprio il trasferimento di Lucia dalla mamma. Maria avrebbe continuato ad aiutare, portare soldi, cibo, magari la sorella avrebbe trovato un lavoro da casa la connessione internet in paese cera, miracolosamente.

Ma Lucia sembrava decisa a non agevolare affatto la vita di Maria. Viziata da piccola, viziata a cinquantanni! E non la si poteva più comandare.

«Ho parlato io con la mamma. Dice che sta benissimo, non ha bisogno di nessun aiuto. Smettila di fare tragedie!» scrisse secca Lucia il giorno dopo.

Maria nemmeno rispose: a cosa servirebbe? La più giovane chiamava la mamma sì e no una volta al mese, qualche messaggino e via. E la mamma, pur di non perderla, di litigi non ne voleva.

Tutta la fatica, tutta lansia restavano sulle spalle di Maria, che almeno una volta a settimana ascoltava i lamenti della madre e poi non dormiva la notte. Persino Riccardo, di solito disattento allumore della moglie, iniziò a chiederle se fosse successo qualcosa.

Lei non gli aveva detto nulla. Perché caricarlo anche di questo? Ma Maria non sapeva davvero cosa fare. Prendere una badante? Impossibile, non ci sarebbero bastati tutti gli euro risparmiati.

Basta! Riccardo posò sul tavolo il bicchiere di tè. Sono tre mesi che non sei te stessa. Ora mi dici che succede?

Maria si lasciò andare in lacrime, ma si ricompose subito (gli uomini non sopportano le lacrime) e raccontò il problema.

E perché non mi hai detto che la signora Giovanna non sta bene? domandò Riccardo scrutandola negli occhi.

Non volevo preoccuparti biascicò lei, abbassando lo sguardo.

Forse aveva sbagliato. Forse a lui non importava? O voleva solo una moglie senza problemi?

Va bene fece Riccardo alzandosi dal tavolo. Grazie per la cena. Vado a letto.

Nemmeno il telegiornale si guardò quella sera. Che cosa sarebbe successo ora?

Maria si rigirò nel letto fino a notte fonda e la mattina dopo non sentì neanche la sveglia.

Il sabato non si andava al lavoro, ma per Riccardo preparava sempre puntuale la colazione. Ora aveva sbagliato anche quello.

Ma il marito, serenamente, stava già bevendosi il caffè in cucina e leggeva qualcosa sul cellulare.

Sei sveglia? le domandò, serio ma con voce ferma.

Sì, Riccardo! Arrivo subito, ti preparo…

Siediti, dobbiamo parlare.

Maria si sedette su uno sgabello, tesa.

Ho pensato che dobbiamo aiutare tua madre. Non si lasciano soli gli anziani, Maria. La mia, purtroppo, non ce lha fatta ad arrivare fino alla vecchiaia Insomma, ci trasferiamo in paese da tua mamma.

Ho già chiesto in giro: posso lavorare dal contadino, e qualcosa da fare lo trovi anche tu.

Maria quasi cadde dallo sgabello.

Riccardo… Sei sicuro?

Certo. O pensavi che avessi scordato come Giovanna trattava Simone destate, e come mi coccolava quando venivo io? No, Maria, io non scordo. E comunque io da anni sogno la campagna.

Se la suocera è daccordo, partiamo.

Maria guardava il marito a occhi spalancati. Da lui non se lo sarebbe mai aspettato. Era incredula: stava sognando?

E Simone? chiese quasi per riflesso.

Simone? si stupì lui. È un uomo ormai, ha una laurea, un lavoro: sarà felice di avere la casa tutta per sé.

Riccardo! gridò Maria gettandogli le braccia al collo, dimenticandosi che lui alle effusioni non era abituato.

Ma non la fermò. La accarezzò soltanto sulla spalla:

Su, tranquilla. Andrà tutto bene.

Lei voleva crederci davvero.

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