Stamattina mia moglie, con la sua solita ironia, mi fa: Prepara il fiocco, perché arriva il quarto bimbo. E poi, con quel sorrisetto: Soldi per comprare casa non ne abbiamo, quindi dobbiamo puntare a una casa popolare. Tu non sei capace di fare pressioni, quindi ho deciso: ogni anno faccio un figlio, così se non vinciamo per qualità del padre, vinciamo per quantità di figli!
Arrivato in ufficio al Dipartimento, apro con cautela la porta della Direzione. Dentro cera già pieno di gente: il direttore Bellinati e il suo vice Carlucci erano immersi in una riunione concitata.
Ragazzi, il prestigio è tutto! Dobbiamo superare tutti gli altri dipartimenti in qualsiasi gara sportiva questanno E a un tratto Bellinati mi vede e si illumina: Oh, ma guarda chi è arrivato, la nostra speranza! Mi sono sentito un po a disagio.
Macché speranza, a dire il vero sono venuto per la questione casa
Tra una settimana consegnano il nuovo condominio, annuncia solenne Carlucci. Tu sei il primo in graduatoria. Basta partecipare e poi, via col trasloco.
Partecipare a cosa? chiedo, con la bocca già che sorrideva per la buona notizia.
Al lancio col paracadute. Domani ci sono i campionati.
Un sorriso congelato sul volto.
Paracadute? Dove dovrei lanciarmi?
Sulla terra, ovvio, fa Carlucci.
E perché dovrei farlo?
Bellinati mi lancia unocchiata, come se spiegasse lovvio a un marziano: Dai, è di moda adesso! Avrai visto: attori che ballano sul ghiaccio, cantanti che si esibiscono al circo Oggi tocca agli scienziati che fanno record sportivi. Il professor Brambilla ieri boxava sul ring, indica Brambilla, seduto in un angolo col naso gonfio e un paio di cerotti in faccia, il dottor Greco sabato era alla lotta greco-romana, ora sta in rianimazione Ora tocca a te. Abbiamo sorteggiato gli sport rimasti: ti è toccato il paracadute.
Sorteggiato mi sentivo già mancare le gambe.
Quando si salta? balbetto.
Domani. È la Giornata degli Uccelli Migratori, annuncia Carlucci, come fosse la cosa più logica del mondo.
Cerco comprensione negli occhi di Bellinati.
Perché mai agli uccelli interesserebbe vedermi uno spiaccicarsi? chiedo disperato.
Lui mi mette una mano pesante sulla spalla. La casa come famiglia numerosa la prendi lo stesso, però ci sono appartamenti con terrazzo e panorama sul parco, altri danno sulla fabbrica di cemento Per decidere, guardiamo anche alla partecipazione alla vita del dipartimento
Silenzio. Mi infilo in bocca una pastiglia e chiedo: E se non arrivo a terra? O sbaglio mira? La mia famiglia prende lo stesso quella con affaccio sul parco?
Carlucci si fa una grande risata: Lo sai il regolamento: le vedove e gli orfani hanno la precedenza! E mi dà una pacca sulla schiena. E comunque non sarai da solo, avrai con te un assistente esperto! Indica un ragazzo esile in fondo, dietro agli occhiali, che si stava già nascondendo sotto una sedia. Lui è il tuo compagnoè un dottorando, tanto a breve lo licenziano per i tagli.
Ho sempre avuto il terrore delle altezze. Ho le vertigini anche solo a salire su una sedia per cambiare la lampadina. Solo a sentire la parola aereo, mi viene la nausea. Quella sera, a casa, ho pensato di allenarmi: ho fatto un po di salti dalla poltrona al tappeto.
Il giorno dopo, mi caricano insieme al dottorando su un furgone nero, più simile a un carro funebre che a un mezzo per sportivi. Dietro di noi Bellinati in macchina, e poi tutti gli altri sul tram: trenta colleghi tra professori, ricercatori e aspiranti docenti, una vera claque.
Arrivati allaeroporto, ci accoglie Carlucci e una banda musicale che ci suona una marcia daddio. Vabbè, era una banda di quelle delle pompe funebri, e quindi laddio suonava davvero da addio. Anche il pilota si è commosso. Tre musicisti li imbarcano con noi, così ci fanno un pezzo allegro quando usciamo dallaereo.
Listruttore, un tipo pacato e gentile, ci guarda con uno sguardo di compassione. Dà unocchiata alla mia pancetta e mi fa dare un paracadute di scorta. Se il dottorando pareva un dromedario, io ormai ero un bue a due gobbe.
In volo, listruttore ci ripete tutte le cose che possono andare storte, e ci bacia uno a uno come in una scena da film. Poi apre lo sportello, mi guarda e bisbiglia: “È il momento.” Gli passo una busta.
Dalla a mia moglie. Se nasce un maschio, chiamalo come me.
Listruttore cerca di rassicurarmi: Dai, la paura allinizio è normale, dopo non senti più nulla!
Forza kamikaze! urla il pilota.
I musicisti attaccano con Non ci arrenderemo mai! a tutto volume. Chiudo gli occhi e salto o quasi. Quando li riapro, sono ancora metà dentro laereo e metà fuori: la parte sopra di me era già in cabina, la sotto svolazzava fuori, incastrato come una valigia gigante. Listruttore e il dottorando cercano di spingermi giù, ma niente.
Bisogna insaponarlo! propone il dottorando.
Listruttore comincia a perdere la calma: Libera il varco! Blocchi tutto!
Come faccio?
Espira tutto il fiato!
Faccio Uhhh e, svuotando i polmoni, cado nel vuoto. Ho tirato la cordicella ancora in aereo, così il paracadute si impiglia nel carrello ed eccomi penzolare sotto la pancia dellaereo.
Il pilota fa manovre pazze per scrollarmi, ma resto appeso come uno stendino al vento.
Basta scherzare! urla listruttore. Molla!
Io niente, mi attaccavo.
Allora listruttore mezza fuori dal portellone, il dottorando che gli tiene le gambe, tenta di tagliare le fettucce. Ma laereo sobbalza, e tutti e dueistruttore e dottorandovolano fuori insieme. In qualche modo listruttore mi afferra per la giacca, e il dottorando si aggrappa alle sue gambe.
Ora volavamo tutti, uno appeso allaltro, come un gruppo di acrobati da circo.
I musicisti dentro attaccano con Volare, oh, oh!
Mi blocchi la circolazione! urla listruttore.
Per dargli respiro, offro le mie gambe al dottorando, ma lui preferiva tenersi quelle più magre dellistruttore.
Atterrare con un aereo che trascina tre persone sospese è impossibile, così il pilota si abbassa sopra la pista, sperando che piano piano si molli la presa. Ma il dottorando, anche quando toccava terra, non mollava le gambe. Così, risalivamo di nuovo in cielo ogni fine pista.
Listruttore imprecava, i musicisti suonavano Il cielo è sempre più blu!
Finisce il carburante. Dal portellone spunta fuori un bastone con un cappio, pescano il dottorando per i piedi e ci riportano su, uno alla volta: prima lui, poi listruttore, poi io incastrato di nuovo metà dentro e metà fuori, ma ormai si atterrava, quindi dovevo solo correre mezzo chilometro appeso allaereo.
Alla fine, siamo vivi e tutti contenti.
La banda suona la marcia più allegra che avevano.
Solo listruttore rimane immobile perché il dottorando ancora gli stringeva le gambe come una morsa, alla fine hanno dovuto aprirgli le dita con le pinze.
Quando finalmente lhanno liberato e messo in piedi, abbiamo visto che i suoi pantaloni erano corti: non si erano accorciati, era che gli si erano allungate le gambe, sembrava uno struzzo!
Domani si ripete la gara! annuncia Carlucci.
Listruttore è diventato bianco come il mio paracadute mai aperto e, con le sue gambe da struzzo, è corso via a chiamare qualcuno. Non so chi, né se ha parlato. Ma alla fine mi hanno attribuito la vittoria: in questa gara, e in tutte per i prossimi dieci anni. Hanno pure registrato il mio record di corsa: io viaggiavo alla velocità dellaereo! Ma, siccome correvano solo le mie gambe e il resto volava, il tempo lhanno diviso per due.
Comunque, resta record!






