La moglie che non conquista con la bellezza

Lufficio era immerso nel solito brusio. Entrò la responsabile, accompagnata da una ragazza dal viso spento e quasi anonimo.
Fate conoscenza, ragazze disse la signora Tamara Puglisi. Si chiama Ginevra, da oggi lavora con voi al posto di Costantino, che è stato promosso. Sono sicura che vi troverete bene insieme.
Detto questo, lasciò la stanza.

Ginevra si accomodò dove prima sedeva Costantino. Tirò fuori una tazza elegante e una piccola foto in cornice di un uomo, poi si lanciò subito nel lavoro come se fosse lì da anni.

Scattò la campanella che segnava la pausa pranzo: tutte, quasi in sincronia, si alzarono e uscirono per il pranzo daffari. Rimase solo Marina, divorata dalla curiosità di scoprire chi fosse quelluomo nella foto sulla nuova collega.

Lo guardava la foto di un uomo bellissimo, con un sorriso aperto e denti perfetti.
Sarà qualche attore? Un cantante famoso? si domandava Marina.
Scattò una foto di nascosto con il cellulare, poi raggiunse le altre.

Le ragazze pranzavano tutte insieme, sedute attorno a Ginevra, rapite dal suo racconto.
Io e Sergio ci siamo conosciuti tre anni fa, in circostanze così strane che fatico a crederci anchio.

Dai, racconta, raccontaci! la incalzavano le colleghe.

Ginevra raccontò: era il ricordo di tre anni prima, quando lavorava in una grande azienda. Poco chiaro se per errore suo o del responsabile logistica, avevano inviato la merce sbagliata proprio allazienda di quello che sarebbe diventato suo marito. Per chiarire, mandarono proprio lei.

Ginevra era sveglia, preparata, una vera professionista nelle trattative. Il suo aspetto non diceva nulla, trasandata, senza trucco, una topolina grigia come la chiamavano. Ma durante le trattative si trasformava: avvolgeva linterlocutore con parole gentili, ma decise, e otteneva sempre ciò che voleva.

Il capo, conoscendo il suo talento, la scelse senza esitazioni.

La receptionist la indirizzò:
Secondo piano, ufficio 312, Sergio Egidi.

Entra senza bussare, si presenta.
Sono Ginevra, riguarda la spedizione. I nostri logistici hanno fatto un pasticcio

Segue la spiegazione. Sergio la ascolta incredulo: I suoi capelli ramati ondeggiano, due occhi verdi lo fissano sinceri. Sembrava la donna che aveva visto in sogno anni prima Parla decisa, tranquilla.

Ginevra si prepara alla battaglia dialettica, ma Sergio la sorprende:
Ginevra, non presenteremo nessun reclamo. Sono certo che non si ripeterà.

Lei ringrazia con un leggero inchino e se ne va. Due giorni dopo, Sergio la aspetta alluscita del palazzo. Ginevra esce per ultima.

Ginevrina! la chiama agitando la mano. Ci siamo visti due giorni fa!

Buonasera, Sergio, certo che ricordo, risponde lei, neutra.

Ho due biglietti per la Scala, ti va di accompagnarmi? Mia madre non sta bene mente Sergio.

Va bene, ci vengo volentieri. A che ora?

Tra due ore, cè tempo se vuoi cambiarti, passo a prenderti.

Che astuto! pensa lei, ma accetta.

Sergio la attende sotto casa. Quando Ginevra scende, lui fatica a riconoscerla: vestito nero aderente che esalta la sua figura sottile, tacchi medi. È semplicemente elegante. Il trucco è discreto, raffinato. Durante lo spettacolo lui la osserva: si capisce subito che Ginevra conosce la pièce, capisce il teatro.

A fine serata lui propone cena al ristorante, ma Ginevra declina con cortesia domani la attendono trattative impegnative. Sergio la accompagna a casa.

Alla fine della settimana lui la invita a passeggiare sui Navigli. Cominciano a vedersi sempre più spesso.

Due mesi dopo, tutte le sere lui la aspetta fuori dallufficio.

Mia madre vorrebbe conoscerti, sei daccordo?
Lo desideravo anchio.

La mamma, la signora Vera, li accoglie a braccia aperte. Servono tè, confettura di mele cotogne, crostata di albicocche, dolci tipici. La conversazione è serena. Ginevra racconta della ricetta della sua nonna per la confettura, del padre che ha perso durante una missione di lavoro, della madre insegnante di storia.

Sergio riaccompagna Ginevra.
Sei piaciuta tantissimo a mia mamma, sono felice.

Da quel giorno cominciano a vedersi ogni giorno. Un anno dopo si sposano.

Ginevra tacque. Le ragazze la guardavano rapite, un po invidiose. Solo Marina pensava:
Ma cosa ci trova in questa topolina insipida? Né bella né sensuale. Perché a certe va sempre tutto bene? Io invece, con queste gambe e questo aspetto incontro solo uomini che dopo poco spariscono, o sono già sposati.

Suona la campanella, tutte tornano in ufficio. Marina sussurra a Sveva:
Guarda che figo quello nella sua foto. Tu credi sia davvero suo marito? Per me è tutta una storia inventata Uno così non la degnerebbe di uno sguardo!

A fine giornata, quando tutte escono, Ginevra viene a chiamarla una macchina. Scende proprio lui, Sergio, quello della foto.
Ginevrina, sono qui! la chiama.

Marina resta impietrita. Ma davvero è lui suo marito? Perché non io? Sono meglio in tutto

Le ragazze li osservano andarsene insieme, ognuna immersa nei propri pensieri.

Quante volte, davanti a una coppia così, ci chiediamo: Cosa ha trovato in lei? Forse proprio ciò che cercava. Non sempre è la bellezza ad affascinare un uomo. Con certe si divertono, ma sposano altre. Il motivo? Bisognerebbe davvero chiederlo a loro.

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