Diario di Lucia
Che giornata piena di emozioni oggi! Finalmente ho deciso di presentare la mia ragazza a mamma. Mi tremavano quasi le mani quando siamo вошли in casa. “Mamma, lei è la mia ragazza, Giulia” avevo provato a dirlo con nonchalance, ma il battito del cuore si sentiva nella mia voce. “E beh noi vorremmo insomma ecco”
Mamma mi ha guardato sopra gli occhiali, attenta, ma ne ho già vista quella sua espressione scrutatrice. “Caro, quello che vorresti tu lo so da tempo. Ma la signorina Giulia? È davvero convinta anche lei?”
Giulia non si è scomposta, anzi, ha risposto con sicurezza tutta italiana: “Eccome, lo conosco meglio delle sue tasche.”
Mamma ha sgranato gli occhi, sorpresa dal modo di dire. “Scusa? Si usa dire così tra ragazze raffinate?”
Giulia ha sorriso gentile, ma senza imbarazzo: “Bah, in italiano è comune dire che conosco qualcuno meglio delle sue tasche Però, signora, direi che tra noi è meglio conoscerci un po sul serio. Magari alla fine ci scopriremo incompatibili.”
Ho visto mamma tremolare, leggermente spiazzata. “In che senso, incompatibili?”
Giulia ridendo ha spiegato: “Beh, ci toccherà aspettare insieme il suo rientro il sabato notte da qualche aperitivo, ascoltare il suo russare quando ha alzato un po troppo il gomito”
Mamma, cercando di riprendersi il controllo: “Perché io? Dormirete in stanze separate, spero…”
Giulia le ha strizzato locchio: “Ma vi conosco, tutte le mamme si preoccupano dietro la porta”
“Un momento,” sono intervenuto, ma loro sembravano già complici.
“Hai sentito?!” hanno detto entrambe, zittendomi.
“Allora, signora Rosa, mi dica, non siete una di quelle che ogni tanto dà qualche spintone in famiglia? Lui gira la domanda. Dice di non sapere…”
Mamma ha strabuzzato gli occhi: “Picchiare? Non sia mai! Ma le donne fanno certe cose?”
Giulia, con fare sornione: “E come se le fanno! Se vede che qualche marito torna tardi o racconta delle frottole”
Mamma si è coperta gli occhi: “Mamma mia che discorsi Che confidenza!”
“Via, via” Giulia si è avvicinata con quella sua aria simpatica. “Ammetta che qualche volta avrebbe voluto dare una sberla o al marito o a suo figlio”
Mamma ha quasi ceduto, ma si è ripresa subito: “Mai! Figurati.”
Giulia, con il sorriso di chi capisce tutto: “Apprezzo la voglia di sembrar distinta, ma non ci credo. Come si può essere la mamma di uno così simpatico e non volerlo prendere almeno una volta a scapaccioni? A proposito, da piccolo lo colpivate mai col cucchiaio di legno sul sedere?”
Questa volta mamma è stata sincera: “Mai fatto!”
Stavo per intervenire di nuovo, ma Giulia mi ha semplicemente accarezzato la schiena, facendomi arrossire. “Peccato, signora Rosa Un sedere come il suo andrebbe educato con qualche tiratina! Così impara a stare al suo posto! Comunque, Lucia è un bravo ragazzo, si può ancora mettere in riga. A proposito, signora Rosa, che ne dice se beviamo un po di tè e assaggiamo una fetta di torta? Ho comprato una crostata alla pasticceria sotto casa così magari parliamo più sinceramente.”
La sera, appena è rientrato papà, mamma gli ha detto tutta felice, davanti a me:
“Caro! Nostro Luciano finalmente si sposa!”
“Non ci credo! Finalmente?!” esultava papà.
“Suvvia, non fate così, sto ancora pensando” ho provato a spegnere quellentusiasmo.
“No, questa volta decidi, Lucia,” mi ha risposto mamma con tono da vera mamma napoletana. “E se cambi idea, quella Giulia la adotto io come figlia!”
“Mamma, ma non è unorfanella, ha una famiglia pure lei!” ho ribattuto tra il serio e il divertito.
“E va bene,” ha continuato con ironia, “allora te riporto allospedale e dico che mi hanno dato il figlio sbagliato! E papà tuo mi dà una mano.”
“Se serve, giuro che lo faccio!” ha detto papà con una risata, mostrando il pugno come a scherzare.
Che famiglia incredibile la mia Ma Giulia sembra proprio entrarci alla perfezione!






