Non rivangare il passato Spesso Tiziana si perde nei pensieri sulla sua vita, dopo aver superato la…

Non rimestare nel passato

Spesso mi capita di vedere mia moglie, Tiziana, assorta nei suoi pensieri, da quando ha superato cinquantanni. Non può dire con sincerità di aver vissuto una vita famigliare felice, soprattutto a causa mia, Giuseppe. Ci eravamo sposati da giovani, davvero innamorati luno dellaltra. Eppure, quando qualcosa in me è cambiato, lei non ha colto quel momento.

Vivevamo in campagna, nella vecchia casa di mia madre, Assunta. Tiziana cercava sempre di mantenere la calma in casa, e rispettava moltissimo mia madre, che la trattava con grande affetto. La mamma di Tiziana viveva nel paese accanto con il figlio più giovane, ma stava spesso male.

Assunta, come ti trovi con tua nuora Tiziana? chiedevano le pettegole del paese al pozzo, al mercato, o semplicemente per strada.

Di Tiziana non posso dire nulla di male; è rispettosa, sa fare di tutto in casa, gestisce bene la famiglia, mi aiuta in tutto, rispondeva sempre mia madre.

Dici davvero! Come se tra suocera e nuora regnasse sempre la pace! Non ci crediamo, replicavano le compaesane.

Affari vostri, e Assunta se ne andava oltre.

Tiziana aveva dato alla luce una bambina, Benedetta; tutti ne furono felici.

Tizi, Benedetta somiglia a me, diceva mia madre cercando i suoi tratti nella nipotina, e Tiziana rideva di gusto; a lei non importava a chi somigliasse la figlia.

Quando Benedetta compì tre anni, nacque nostro figlio, Matteo. Nuove gioie e nuove preoccupazioni. Io lavoravo, Tiziana stava a casa con i bambini, mia madre era di grande aiuto. Vivevamo come tutti, forse anche meglio: serenità, niente alcolismi come capitava ad altri uomini. Alcune donne dovevano andare a cercare i mariti fuori dal circolo del paese, dove si ubriacavano e non riuscivano neppure a tornare a casa. Le mogli li trascinavano a fatica, bestemmiando contro la sorte.

Quando Tiziana era incinta del terzo figlio, venne a sapere che la tradivo. In paese nulla rimane segreto: correva voce sul mio rapporto con Teresa, la vedova. Non mancò la visita della vicina, Valentina.

Tizi, porti in grembo il terzo figlio di Giuseppe, e lui disse con durezza ingrato, si perde dietro altre donne.

Davvero, Vale? Io non mi sono accorta di niente, si meravigliò mia moglie.

E quando dovresti accorgertene? Due bambini, il terzo in arrivo. Casa, suocera, la campagna. Lui pensa a divertirsi. Tutti lo sanno che con Teresa cè qualcosa, lei nemmeno lo nasconde.

Tiziana ne fu turbata, anche mia madre lo sapeva ma taceva per non ferirla. Spesso rimproverava me, suo figlio discolo, ma bastava poco a calmarmi.

Mamma, ma tu ceri? Sono solo chiacchiere da donne, non credere a tutto.

Una sera, Valentina entrò trafelata:

Tizi, tuo Giuseppe è appena entrato da Teresa, lho visto con i miei occhi; tornavo dal negozio. Vuoi restare sola con tre figli? Vai da lei, trascinala per i capelli! Sei incinta, Giuseppe non oserà metterti le mani addosso.

Ma Tiziana non si sentiva abbastanza forte per affrontare Teresa, che conosceva bene. Teresa era vivace e combattiva: suo marito era annegato da ubriaco, viveva male, tra litigi e urla. Teresa aveva imparato a difendersi. Ci pensò su, poi decise di andare.

Andrò, guarderò in faccia mio Giuseppe, lo metterò alle strette. Tanto lui negherà tutto, dice che sono solo chiacchiere, confidò a mia madre, che cercava di dissuaderla.

Tizi, dove vai con la pancia? Pensa a te stessa

Era autunno inoltrato, già sera. Bussò al vetro di casa di Teresa, aspettando che uscisse. Ma Teresa, da dietro la porta chiusa, rispose:

Che vuoi, perché bussi?

Apri, fammi entrare. So che cè mio Giuseppe da te, me lo hanno detto, disse Tiziana a voce alta.

Eh no, non ci penso nemmeno ad aprire. Torna a casa e non far ridere la gente, Tiziana la sentì ridere.

Rimase lì un po, poi tornò a casa, capendo che non le avrebbe mai aperto. Io rientrai dopo mezzanotte, ubriaco. Raramente bevevo, ma capitava. Tiziana era sveglia.

Dove sei stato? So che eri da Teresa, a bere insieme. Sono venuta, lei non mi ha aperto Sai bene di cosa parlo.

E che ti inventi? Non ero lì. Stavo bevendo con Gennaro lo zoppo, ci siamo attardati senza accorgerci dellora.

Tiziana non mi credette, ma scelse di tacere; non le piacevano le scenate e non aveva soluzioni: chi non è colto sul fatto non è ladro, diceva sempre. Però trascorse la notte insonne, rimuginando:

Dove potrei andare con due bambini e il terzo in arrivo? Mia madre è malata, e mio fratello ha già la sua famiglia con tre bambini. La casa è davvero piccola. Dove potremmo stare?

Sua mamma glielo aveva sempre ripetuto, se lei si lamentava delle mie scappatelle:

Porta pazienza, figlia mia: ora che sei sposata e hai figli, stringi i denti. Credimi, nemmeno per me è stato facile con tuo padre: beveva e ci maltrattava, ricordi come ci nascondevamo dai vicini? Dio ha deciso diversamente e lha chiamato a sé. Ma io ho sopportato, tuo Giuseppe almeno non beve spesso e non ti mette mai le mani addosso. Il destino delle donne è sempre sopportare.

Pur non condividendo tutto della visione materna, Tiziana sapeva che non poteva andarsene. Mia madre pure la incoraggiava, con tenerezza.

Figlia mia, dove andrai coi bambini presto arriverà il terzo. Insieme ce la facciamo con Giuseppe.

La terza, una bimba di nome Alessia, nacque minuta e spesso malata; si vedeva che i dispiaceri di Tiziana avevano lasciato il segno sulla gravidanza. Col tempo però Alessia diventò tranquilla, mia madre le dedicò molte attenzioni.

Tizi, hai sentito la novità? arrivò ancora Valentina, impaziente e piena di gossip. Teresa ha fatto entrare in casa Michele, quello che la moglie ha cacciato.

Che faccia entrare chi vuole, pace a lei, rispose Tiziana, e in cuor suo fu sollevata: mio marito non sarebbe più andato là.

Ma solo un mese dopo Valentina tornò velocissima:

Michele se nè andato da Teresa, è tornato dalla moglie. Ora Teresa è di nuovo sola, prima o poi ci ricasca Tu sta attenta a Giuseppe, che non torni a frequentarla, la mette in guardia.

In casa la tranquillità tornò; anche mia madre era più serena. Ma quando un tarlo si insinua in certi uomini, non riescono a stare tranquilli accanto alla moglie.

Un giorno, sulla strada dal supermercato, Assunta incontrò la sua vecchia amica Agnese.

Assunta, in chi hai generato tuo Giuseppe? Tiziana è una brava moglie, bella, tu stessa la lodavi; cosaltro gli serve?

Che cè, Agnese, il mio Giuseppe di nuovo dietro alle gonne?

Altroché! Lui se la spassa dappertutto. Vive con voi come un pascià: ben servito, ben nutrito, ben lavato. E va da Veronica, la divorziata che lavora alla mensa comunale

Assunta evitò di dire tutto a Tiziana, rimproverava Giuseppe di nascosto, cercando di farlo ragionare. Ma in paese i segreti non tengono, e Tiziana sentì ancora una volta da Valentina delle mie scappatelle. Le lacrime e le suppliche non portarono a nulla. Continuavo a tradire, senza mai pensare di lasciare la famiglia, sapendo che non avrei potuto mai abbandonare figli e moglie. Ma di essere fedele non se ne parlava. Mi stava bene così: la casa, la moglie, i figli, la madre che reggeva tutto, e fuori, una donna per il divertimento.

Assunta ormai mi rimproverava apertamente, ma quale uomo ascolta sul serio una madre ormai anziana? Io le gridavo contro di non intromettersi.

Mamma, lavoro per la famiglia, porto i soldi, e voi due mi accusate. Credete davvero alle chiacchiere delle donne? ribattevo.

Sono passati gli anni. I figli sono cresciuti. Benedetta, la grande, si è sposata nel capoluogo dove ha studiato, e lì vive con il marito. Matteo, il figlio, si è laureato in città e ora vive con la sua compagna di lì.

Alessia, la più piccola, sta finendo il liceo e vuole studiare nel capoluogo di provincia. Io mi sono calmato, ora la vita è solo lavoro e casa. Spesso mi stendo sul divano, la salute vacilla. Non bevo più, non lo facevo poi chissà quanto prima, ma ora ho del tutto smesso.

Tizi, mi sento il cuore che batte male, mi prende anche la schiena, mi lamento, Mi fanno male le ginocchia, cosa sarà mai, saranno le articolazioni Dovrei andare dal medico della ASL.

A Tiziana non faccio pena. Il suo cuore ormai pietrificato: troppe lacrime, troppe delusioni, fino a che non mi sono calmato.

Adesso che la salute lo tradisce, sta sempre in casa a lamentarsi, pensa tra sé e sé. Che vada a piangere dalle sue ex Che siano loro a preoccuparsi adesso.

Assunta è mancata, sepolta accanto a mio padre. La casa nostra è diventata silenziosa. Ogni tanto tornano i figli e i nipoti. Lì ci rallegramo tutti. Io mi lamento della salute ai figli e, addirittura, accuso Tiziana di non curarmi. Benedetta porta le medicine, si preoccupa per me, mi gira intorno e dice anche alla madre:

Mamma, non sgridare papà, non sta bene. E Tiziana ci rimane male: la figlia le dà torto.

Figlia, è stato lui a esagerare da giovane, ora vuole che lo si compatisca. Anchio ho perso la salute allora, consumandomi per lui, cerca di spiegare.

Matteo pure cerca di rincuorarmi quando viene. Parla più con me, è naturale: siamo uomini

I figli sembrano non capire la madre quando lei racconta loro che il padre lha tradita e che ha sopportato tutto per loro. Come avrebbe potuto lasciarli senza papà? Come ha sofferto e quanto le è pesato. Ma quello che sente in risposta è sempre uguale:

Mamma, lascia perdere il passato, non tormentare papà, dice Benedetta, e anche Matteo dà ragione alla sorella.

Mamma, quel che è stato è andato, mi incoraggia Matteo, accarezzandola sulla spalla.

Un po ci rimane male Tiziana, i figli dalla parte mia, ma lei comprende, non si offende più di tanto: così è la vita.

Grazie per aver letto, per il vostro affetto e il sostegno. Vi auguro ogni bene nella vita!

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