Una bambina ha promesso di guarire suo figlio in cambio di un pasto

Abbiamo tutti vissuto un momento simile: un elegante ristorante nel cuore di Milano, un padre esausto che sembra aver perso ogni speranza, un ragazzo in sedia a rotelle e una piccola, trasandata bambina che pronuncia una frase inaspettata.

La scena si apre in un locale raffinato. Un uomo, che chiamerò Lorenzo, sta cenando con suo figlio, Matteo, costretto da due anni sulla sedia a rotelle dopo un incidente. Allimprovviso, si avvicina una bambina dallaspetto dimesso, gli abiti sgualciti e impolverati. Non chiede soldi, ma dice solo una cosa strana: «Datemi qualcosa da mangiare e potrò aiutare vostro figlio».

Lorenzo, abituato alla gente furba e ai ciarlatani che popolano la città, cerca subito di mandarla via con un gesto infastidito. Non crede a miracoli. Ma Matteo, quando incrocia lo sguardo di quella bambina, avverte qualcosa di inspiegabile. Sussurra: «Papà, lasciaci provare, ti prego».

Lorenzo risponde con una smorfia, ma allora succede qualcosa che lascia tutti interdetti. Matteo stringe i braccioli della sedia e bisbiglia piano: «Papà sto provando qualcosa, ora». Lorenzo rimane pietrificato dalla sorpresa.

Come andò a finire?

Lorenzo osservava il volto pallido del figlio.
Che senti? domandò con voce rotta.
Calore mormorò Matteo. È come se dellacqua calda scorresse nelle mie gambe.

La bambina, che restava decisa accanto a loro, pronunciò:
Lui sente la mia energia, perché vuole davvero vivere. Ma lei, signore, è solo stanco. Mi ordini qualcosa da mangiare, per favore.

Lorenzo, ancora sotto shock, fece cenno al cameriere.
Portatele quello che chiede.

Mentre la bambina si chiamava Nunzia divorava una zuppa di fagioli e pane fresco, Lorenzo la osservava senza distogliere lo sguardo. Appena svuotata la ciotola, Nunzia si asciugò la bocca sulla manica e si avvicinò a Matteo.

Non sono una maga, signore disse cogliendo lo scetticismo di Lorenzo ma mia nonna era la massaggiatrice più brava del nostro paese in Calabria, prima che un incendio distruggesse la nostra casa. Mi ha insegnato a vedere cose che i dottori, con i loro camici bianchi, non vedono.

Nunzia si inginocchiò davanti alla carrozzina. Non fece movimenti strani, non recitò formule. Le sue mani, segnate dalla vita di strada, trovarono senza esitazione alcuni punti precisi sulle gambe di Matteo e iniziarono a premere forte e ritmicamente i muscoli ormai ritenuti morti.

Fa male! esclamò Matteo.

Lorenzo scattò, pronto a fermare la bambina:
Non fargli del male! Non sente più nulla sotto la cintura da due anni!

Se sente dolore, vuol dire che i nervi sono vivi! rispose secca Nunzia continuando. I medici si sono concentrati solo sulla schiena, ma hanno dimenticato che i muscoli si spaventano e si addormentano se non li muovi. Il blocco non è solo nella spina dorsale, ma anche nella testa e nei nodi delle gambe.

Continuò ancora per dieci minuti. Matteo stringeva i denti, aveva le lacrime, ma erano lacrime nuove perché sentiva davvero qualcosa nelle gambe.

Finale

Prova a muovere un dito del piede, ordinò Nunzia. Immagina di voler calciare un pallone.

Nel locale scese il silenzio. Tutti osservavano la scena. Matteo chiuse gli occhi, concentrato e il suo alluce si mosse. Poi ancora.

Lorenzo scoppiò in lacrime, coprendosi il viso. Da due anni non vedeva un cenno di movimento in suo figlio.

**Ma non era ancora tutto.**

Lorenzo non solo pagò la cena. Quando scoprì che Nunzia viveva con una nonna malata in una baracca tra le campagne di Rozzano, prese una decisione.

1. **Aiuto alla famiglia:** Essendo titolare di unimportante impresa edilizia, Lorenzo trasferì Nunzia e la nonna in un appartamento decente e si occupò delle spese mediche della donna.
2. **Riabilitazione:** Si scoprì che la nonna di Nunzia conosceva davvero antiche tecniche di massaggio calabrese. Con il suo aiuto e quello dei terapisti moderni, Matteo iniziò un lungo percorso di recupero.
3. **Risultato:** Dopo un anno, Matteo non corse la Milano Marathon, questo no. I miracoli non sono così rapidi. Ma si alzò dalla sedia e camminò con il bastone.

Morale

Nunzia non era una guaritrice magica, ma una bambina con conoscenze speciali che nel mondo civile sarebbero ritenute superate.

Lorenzo rischiò di perdere la salvezza del figlio a causa del suo orgoglio e dei pregiudizi.

**Il messaggio è questo:** Non giudicate mai una persona dallapparenza. La salvezza spesso arriva da dove meno ve laspettate. E, a volte, anche un semplice piatto di zuppa può cambiare la vita di qualcuno e la vostra.

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