Basta, Alessia, tra noi è davvero finita! Io desidero una vera famiglia, dei figli. Tu questo non puoi darmi. Ho aspettato e sopportato troppo a lungo

Basta, Giulia, tra noi è finita! Io voglio una vera famiglia, dei figli. Tu questo non puoi darmelo. Ho aspettato tanto, sono stato paziente. Io ho bisogno di un figlio. Ho già presentato la richiesta di divorzio! Hai tre giorni per raccogliere le tue cose. Quando te ne vai, fammi sapere. Per ora starò da mia madre. Sbrigati, devo preparare lappartamento per il bambino e sua madre. Sì! Non sorprenderti, la mia futura moglie è incinta! Tre giorni, capito?

Giulia rimaneva in silenzio. Cosa avrebbe potuto rispondere?

Un figlio non riusciva ad arrivare. Marco aveva già aspettato cinque anni. In quei cinque anni, tre tentativi andati a vuoto.

I medici che Giulia aveva consultato, da Roma a Firenze, dicevano che era sana. Eppure, ogni volta qualcosa andava storto.

Giulia aveva sempre condotto una vita sana e regolare.

Questa volta era stata male a lavoro, avevano subito chiamato lambulanza, ma tutto era successo troppo in fretta

Le porte sbatterono dietro Marco e Giulia, svuotata, si sedette sul divano.

Nemmeno la forza di fare le valigie trovava. E dove andare, poi? Durante gli studi e prima del matrimonio aveva vissuto da una zia: la zia non cera più, e il cugino aveva venduto lappartamento. Tornare nel paesino nella casa della nonna? Affittare qualcosa? E il lavoro?

Le domande erano tante, e bisognava agire in fretta

La mattina presto, la porta si aprì e la suocera entrò nellappartamento.

Non dormi? Meglio così. Sono qui per controllare che tu non prenda niente che non ti appartiene.

Le mutande vecchie di suo figlio non mi interessano. Vogliamo contare le mie cose?

Che caratterino! E pensare che sembravi sempre così gentile, educata, silenziosa. Lavevo detto già dopo il primo tentativo a Marco che tu non saresti mai riuscita ad avere un bambino.

È venuta a dirmi questo? Preferirei che stesse zitta e mi lasciasse in pace.

Dove pensi di mettere quel servizio da tè?

È mio. Era della zia, è un ricordo.

Adesso qui sarà vuoto senza di lui!

A me non importa. Almeno voi avrete un nipote.

Prendi solo ciò che è tuo!

Il portatile è mio! La macchina del caffè e il microonde pure, sono regali dei colleghi. La mia auto? Comprata prima del matrimonio, suo figlio ha la sua.

Hai tutto, tranne che la capacità di fare figli!

Non sono affari suoi. Sto bene, forse era destino così.

Non sembri nemmeno dispiaciuta! Forse lhai fatto apposta?

Sta dicendo delle assurdità. È già difficile anche solo pensarci.

Giulia guardò lappartamento: ormai non restava quasi niente. Spazzolino, trucchi, le ciabatte

Qualcosa di importante sembrava mancare. La suocera la distraeva.

Poi ricordò: la vecchia statuetta del gatto non cera più. Aveva un piccolo segreto: dentro, degli orecchini e un anello lasciati dalla nonna. Niente di valore, ma il valore era tutto nel ricordo. Marco laveva sempre considerata spazzatura. Forse laveva buttata? Tutti gli oggetti inutili finivano sul balcone. Giulia aprì la porta

Che cerchi ancora lì? Prendi la tua roba e vattene! urlava la suocera. Vuoi salutare la casa? Salutala pure. Tanto non avrai mai più niente di simile.

Finalmente trovò il gatto e ogni cosa era ancora lì. Poteva andare.

Ecco le chiavi, addio. Spero di non incrociarvi mai più.

Giulia passò in ufficio. Era ancora in malattia ma chiese di prendere le ferie.

Ci dispiace tanto per ciò che ti è successo, come faremo senza di te? Tre settimane bastano? Ti prego, resta reperibile. Senza le tue consulenze metà dei nostri progetti sarebbero bloccati.

Va bene. Ho bisogno solo di distrarmi, grazie.

Hai bisogno di aiuto?

No, grazie.

Mi occupo io delle ferie e del premio produttività.

Grazie, mi sarà utile.

Giulia nemmeno cercò una casa. Guidò direttamente verso il paese, alla casa della nonna. Nessuno la aspettava, la nonna se nera andata da tre anni, la madre non laveva mai conosciuta: era morta di parto.

Adesso, anche Giulia non riusciva a diventare madre

Unora di viaggio e già vedeva casa: il melo, i tulipani.

Lultima volta era stata qui con Marco, in autunno, a fare una grigliata e rilassarsi.

Rientrò in cortile con lauto, il telecomando del garage era in casa.

Aprì la porta ed entrò. Silenzio. Sulla tavola tazze e piatti sporchi. Perché la volta scorsa non aveva sistemato?

No, aveva sistemato! Qualcuno era stato lì!

Due tazze, piatti, cartoni di succo, bottiglie dello spumante preferito di Marco. Non cerano dallautunno.

Dunque Marco era stato qui, con chi però?

Non importava, ormai non importava davvero

Solo Giulia aveva le chiavi di quella casa, ma evidentemente il marito aveva fatto un duplicato. Era tempo di cambiare le serrature.

Nuova vita, un po di ordine, poi un bagno caldo.

Giulia decise di lavarsi di dosso tutto il passato.

Stava per uscire dalla vasca quando bussarono alla porta, poi al vetro della finestra.

Chi è?

Va tutto bene?

Sì rispose sorpresa.

Davanti a casa cera un uomo che non conosceva.

Scusi, non volevo spaventarla. Sono il suo vicino, la stavo osservando tutto il giorno. Spariva, tornava, vedevo il fumo dal camino. Pensavo potesse aver avuto qualche problema

Grazie, sto bene.

È parente di Marco? Lui era qui con la moglie È sua sorella?

No, sono lex moglie. O quasi, siamo in pieno divorzio.

E la casa?

È mia.

Io sono il vicino temporaneo, problemi famigliari. Un amico mi presta la casa. Anche io sto divorziando, domani sono libero ufficialmente. Se ha bisogno di qualcosa, posso essere daiuto. Sono Igor.

Io sono Giulia. Senta, saprebbe cambiare la serratura?

Certo. Dica pure quando, lo faccio io.

Appena possibile. Domani compro il materiale.

Se vuoi ci penso io, magari prendi la misura sbagliata, e dovrei andare fino in città.

Grazie mille.

Due settimane passarono. Ancora una di vacanza e doveva tornare in città. Giulia si era abituata a stare lì, non aveva più voglia di cercare una casa in affitto. Marco non chiamava, non scriveva. Solo un messaggio con la data delludienza. Era meglio così. Non voleva più vederlo.

Sabato. Giulia si svegliava sempre presto, ma quel giorno Igor le propose una passeggiata al lago.

Non aveva nessuna voglia di nuove storie, ma una semplice passeggiata non comprometteva nulla. Si divertirono, tornarono per il pranzo. Davanti alla casa di Giulia, la macchina di Marco. Era appena arrivato. Scese prima lui, poi aiutò una donna incinta a uscire.

Giulia e Igor erano appena arrivati al cancello. Marco cercava di aprire casa, ma invano.

Cosa succede qui?

Che ci facciamo in una casa non nostra? rispose Igor, ridendo.

Marco si bloccò.

Questa è casa nostra! esclamò la donna incinta.

Davvero? Chi lo dice, Marco? Questa è casa mia. Vi prego, andate via.

Marco, che dice questa qui?! È la tua ex?! Fallaa andare via! gridava la donna.

Giulia e Igor risero. Marco, imbarazzato, fece risalire la compagna in auto e se ne andarono.

Avrà una bella vita, lui.

Almeno lei gli darà un figlio, io non ho potuto. Tre tentativi falliti, scusami.

Noi invece abbiamo divorziato perché mia ex non voleva figli…

Passarono quattro anni dopo il divorzio. Un giorno Giulia incontrò per caso la vecchia suocera al supermercato.

Giulia? Ma sei proprio tu? Eri irriconoscibile. Ti osservo da un po. Ma sei incinta?

Sì, rispose Giulia accarezzandosi il pancione.

Marco sta male. Il nipotino è nato debole, hanno scoperto che cera un problema genetico. Sua moglie se nè andata, abbiamo il bimbo con noi. E tu, sola, hai deciso di avere un figlio?

No, non sono sola. Ho una famiglia. Devo andare, mi aspettano.

Ah, capisco Perdonami per tutto.

Le auguro pazienza

La vecchia suocera la guardò allontanarsi. Camminava al fianco di Igor, che la sosteneva con una mano, nellaltra teneva questa bimba, identica a sua madre

Ecco, ho capito che la vita non va mai come pianifichiamo noi. A volte, solo lasciando andare certezze e vecchi dolori, troviamo davvero casa.

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