Ginevra, quanti anni hai? chiese piano papà Marco. Ho limpressione che tu non sia al primo anno di università, ma alla prima elementare. Non importa quanti sentimenti provi, bisogna comunque avere un tetto sotto cui vivere e mangiare tutti i giorni, vero? Dove correte? Domani dovete sposarvi, che ne dite? Nessuno si oppone a Alessandro, lo facciamo venire, lo presentiamo, parliamo con i suoi genitori È così, vero?
Lorenzo, arrivi presto? domandò Laura, chiamando il marito al lavoro.
Sto quasi finendo, rispose lui.
Dai, non tardare! Cè tutta una discussione qui, lo interruppe improvvisamente la moglie.
Cosè successo? si agitò Lorenzo.
È una cosa ancora non è accaduta, ma dobbiamo parlare, Laura era evidente agitata, ma finora non cera alcun problema concreto.
Quindici minuti dopo il capo di casa era già in casa.
Cosè successo? domandò delicatamente alla moglie.
Cambia vestiti, lava le mani, non serve lanciare tutto in aria e salvare luniverso, gli diede un bacio e lo spinse leggermente verso il bagno.
Lorenzo completò la routine, si cambiò e uscì in salotto.
Andiamo, lo condusse Laura verso la stanza di Ginevra. La ragazza era seduta sul divano, gli occhi rossi di lacrime.
Che è successo? cercò di restare calmo Lorenzo.
Chiedi a tua figlia, sbottò Laura, racconta al papà, che ti è venuto in mente!
Ginevra si voltò al finestrino, chiudendo il volto, come se non volesse rivelare i suoi problemi.
Allora, ragazze, colpì Lorenzo il tavolo con decisione. O vi sedete qui, senza drammi, mi spiegate il problema, o lo risolvete da sole, e io vado a riposare dopo il lavoro!
Stiamo per sposarci, aggiunse Laura con un sarcasmo pungente. Proprio oggi, senza rimandare!
Come? rimase un po perplesso Lorenzo. Sì, proprio così, subito? Per chi, non è un segreto?
Poiché Ginevra continuava a tacere, la voce di Laura dovette intervenire di nuovo:
Alessandro Bianchi, ti ricordi, girava spesso in zona ultimamente?
Già, quindi è così, figlia?
Ginevra restò muta.
Allora, cara, smettila di giocare. Che devo fare, ballare davanti a te per capire qualcosa? disse seriamente il papà.
Io e Alessandro ci amiamo! scattò improvvisamente la figlia. È il migliore, e ci sposeremo!
Finalmente un po di chiarezza, sospirò il capo di famiglia. Lui studia con te?
Sì, siamo nello stesso gruppo.
Primo anno, mormorò Lorenzo, bambini
Non siamo bambini! ribatté Ginevra. Abbiamo già diciotto anni, siamo adulte!
Va bene. Se siete adulte, parliamo da adulti, daccordo?
Non voglio sentire Siete ancora giovani, aspettate, fatevi gli affetti voi, intelligenti e giusti, non capite una cosa semplice: ci amiamo, proviamo sentimenti! E voi volete rovinare tutto!
Figlia, non voglio rovinare niente, sbuffò stanco Marco, voglio capire tutto. Quindi voi amate Alessandro, vero? Ginevra annuì con aria sfacciata. Allora volete sposarvi? Entrambi o solo tu?
Papà, non è il caso di offendere Alessandro. Anche lui vuole che ci sposiamo.
Bene, allora cè la volontà. Ma dove vivrete? Con che soldi? Avete riflettuto su queste cose?
Non importa! Se ci amiamo, tutto il resto è superfluo! esclamò la ragazza.
Ginevra, quanti anni hai? ripeté Marco, quasi a sé stesso. Ho la sensazione che tu sia alla prima elementare, non al primo anno di università. Che amore sia, bisogna vivere e mangiare, giusto? Dove correte? Domani vi sposate, che fretta! Nessuno si oppone ad Alessandro, lo facciamo venire, lo presentiamo, parliamo con i suoi genitori È corretto? si rivolse a Laura.
Perfettamente, tesoro. Cè solo un dettaglio non cè fretta.
Alessandro è stato chiamato al servizio?
No, non è per il servizio, né per Alessandro. Ginevra, perché taci? Devo parlare io?
Non taccio, sbottò irritata la figlia, noi avremo un bambino.
Ah sì? rimase sorpreso Lorenzo. E cosa intendete fare?
Sposarci! Partorire! E non provate a impedirci! Il nostro bambino arriverà!
Calmati, per favore! Nessuno sta qui a convincerti, dobbiamo risolvere da soli. Hai sentito se i genitori di Alessandro sanno?
Oggi Abbiamo deciso che ognuno parlerà con i genitori
E allora? Non ha ancora chiamato per il risultato?
No
Quando chiama, fammelo sapere. E intanto, fammi cenare, altrimenti resto affamato per via delle vostre passioni.
Laura e Marco andarono in cucina, Laura riscaldò rapidamente la cena e mise il piatto davanti a Lorenzo.
E adesso? chiese timidamente.
Non lo so ancora. Sinceramente, non lo so. Aspettiamo che i genitori di Alessandro parlino, magari decidiamo insieme
Finita la cena, arrivò una notizia poco allegra da Alessandro: i suoi genitori erano categoricamente contrari, cera stata una discussione accesa, finita in litigio. Che guaio
Quindici minuti dopo Ginevra uscì dal salotto con il cellulare in mano e, chiudendo il microfono, disse sottovoce:
La mamma di Alessandro vuole parlare con qualcuno di voi
Laura incrociò le braccia:
Amore, parla tu, per favore, non ce la faccio…
Lorenzo lanciò uno sguardo rimproverante a Laura, ma rispose al telefono, alzando il volume e coprendo la bocca con il dito.
Pronto, ciao, sono il papà di Ginevra, Marco.
Laura, la mamma di Alessandro. Il nostro figlio ha detto oggi che state uscendo insieme. E, a quanto pare, siete già arrivati a parlare di cose più serie, di piani grandiosi. Lo sapete?
Sì, ne abbiamo parlato con Ginevra.
Bene. Vi dico subito che siamo assolutamente contrari a questi piani grandiosi, disse con un sarcasmo pungente, piani! Il nostro figlio deve studiare, procurarsi una specializzazione, costruirsi una carriera. Un matrimonio al primo anno di università, e tantomeno un bambino, non rientrano nei nostri progetti.
Nemmeno un matrimonio improvvisato per nostra figlia è nei nostri piani. Ma Ginevra avrà un bambino, figlio di vostro figlio, tra laltro. E voi che ne pensate?
Queste sono le vostre questioni, Marco. Per prima cosa non sono sicura che il bambino sia di Alessandro. In secondo luogo, anche se lo fosse, questo sposiamoci subito perché sono incinta non ci passerà. Credo che vostra figlia, come tutte le ragazze, voglia sposarsi, soprattutto se Alessandro proviene da una buona famiglia, con un appartamento e una buona posizione. Capisco il punto di vista femminile, ma come madre farò di tutto per non farvi disturbare il nostro figlio. È la nostra posizione, anche il papà è daccordo. Abbiamo parlato con lui e ha accettato le nostre argomentazioni, e chiede di trasmettere a vostra figlia di non disturbarlo più. Che faccia quello che vuole, partorire o meno non è affare nostro. Buona serata, arrivederci.
Un suono di squillo breve. Lorenzo guardò le sue due donne con unespressione cupa e commentò:
Avete sentito? In sintesi, avremo un bambino il piccolo non è colpevole del padre. Niente di grave. Quando arriverà il momento, prenderete luniversità, poi tornerete, non siete la prima, né lultima. Vi daremo un supporto economico e ci occuperemo del bambino. Per gli altri risolveremo più tardi. Che schifi! Non è la mia casa, non è la mia capanna. Basta, calmatevi, piangete se volete, ma non per molto. Ce la faremo!
Chiamò la donna e sussurrò:
Porta Ginevra da te stasera, così non combina guai. Parla con lei, calmalala un po. Io mi metto nella sua stanza.
Unora dopo suonò il campanello.
Chi è questa figura pesante? brontolò Lorenzo, andando ad aprire.
Presto apparve nella hall accompagnato da un giovane.
Alessandro! Ginevra saltò verso lui, Sei venuto per me?
Sì, per te. Marco, Laura, sono qui per prendere Ginevra.
Dove la porti?
Non lo so ancora. Probabilmente affitteremo un appartamento. Siamo maggiorenni, quindi non ostacolateci! Vieni con me? chiese Alessandro a Ginevra.
Certo! Dove vuoi!
Stop, alzò la mano il capo di famiglia, un paio di domande per la stampa. Tua madre ha detto che tutta la famiglia è contro la decisione con Ginevra, incluso te.
Non è esattamente così, Marco. È stata la madre a decidere. Il papà è daccordo, rispose Alessandro usando lespressione a priori con naturalezza, e io ho solo finto che mi avessero convinto. Ho preso il portafoglio, il passaporto e la carta di credito, e sono qui.
Interessante! fu sorpreso in buon modo Lorenzo. Allora vuoi prendere Ginevra, affittare un appartamento, ma con quali soldi?
Ho messo da parte qualcosa, lavoro di notte, ho un blog con follower, un canale. Bastano per qualche mese di affitto e cibo, poi guadagnerò ancora.
Capito, capito Che ne dice tua moglie, la lasciamo andare? Una giovane non è così semplice come pensavamo.
Non ne ho idea, scrollò le spalle Laura, dove, guardando la notte
Giusto, non la lasciamo andare al buio. Decidiamo. Quindi vi sposate?
Sì! risposero insieme.
E avrete un bambino?
Stessa risposta.
Allora vi sosteniamo, ma ci sono delle condizioni. Prima di tutto cerca di fare la pace con i genitori di Alessandro, e tu, Ginevra, sostienilo. Alessandro rimane qui stanotte, niente giri notturni. Ti sistemiamo sul divano, per ora sei solo unospite, amico della figlia. Dì ai tuoi che dormi da amici. Poi li prepari alla dura verità, ma senza litigare! Non abbandonare gli studi! indicò Lorenzo verso Alessandro, Ginevra prenderà il congedo, poi recupererà. Noi ti aiutiamo come possiamo, metteremo soldi, ci occuperemo del bambino, ma non lavoreremo al posto vostro. Il bilancio sarà discreto, dobbiamo risparmiare. Dopo, potrai divertirti. Siete daccordo?
Sì, confermò senza esitazione Alessandro.
Io volevo un vero matrimonio, con la sposa, la limousine, gli invitati disse delusa Ginevra.
Non ancora, rispose il futuro sposo. Facciamo una cerimonia silenziosa e più tardi organizziamo il grande giorno.
Come vuoi, allora
Bene, ragazzi, piani chiari, compiti assegnati. Prepariamoci a dormire, domani sveglia presto.
Laura afferrò Lorenzo quando entrò in cucina a prendere un bicchiere dacqua.
Ascolta, devo chiederti, come hai cambiato così di colpo corso?
Di colpo? Dopo la chiacchierata con quella sua mamma, mi sono scosso. E poi è apparso questo ragazzo, il figlio della mamma. Si è rivelato un vero uomo, non è scappato, non ha abbandonato la sua amata. Per questo si può anche dare in sposa una figlia!
Hai sempre ragione, amore! la baciò e andò a distribuire i posti nei letti.






