Una volta per mia suocera ero “la sporca contadina”. Ora mi chiama quasi ogni giorno, mi elogia. Ma so il motivo di questo comportamento e non credo a una sola parola!

Caro diario,

Una volta per sua suocera ero una vipera e una fannullona. Ora sono diventata una santa, mi chiama quasi ogni giorno per chiedermi scusa. Ma alle sue parole non credo neppure una goccia. Voglio solo dirle: “Ben vi sta! Raccogliete ciò che avete seminato!”

Nel 2017 ho sposato Marco. Ci siamo conosciuti al primo anno di università, studiando insieme, e ci siamo sposati subito dopo la laurea triennale. Io non sono di qui: sono arrivata a Firenze da un piccolo paese in Toscana.

Non avevamo soldi, eravamo ancora studenti, così abbiamo deciso di vivere dalla suocera. La signora Elena possedeva un bell’appartamento di tre stanze in centro, tutto ristrutturato. All’inizio accettai l’avventura: avremmo risparmiato più in fretta per una casa nostra, senza pagare l’affitto.

Ma la suocera non mi accettò. Non si vergognava di dire che desiderava per il suo unico figlio una donna migliore:

– Paesanella sporca. Qui in città valgono altre regole, cara mia. Pensavi di sposarti per prenderti l’appartamento? Non funziona così!

Io nel frattempo avevo trovato lavoro come assistente in un’agenzia di traduzioni. E dopo il lavoro cercavo di pulire casa e cucinare. Ma non riuscivo mai a compiacerla.

– Che roba è questa, brodaglia?

– È minestrone, appena fatto, fresco.

– Sicuramente preparavi minestroni così per i maiali!

Marco non provava neppure a parlarle, perché ne aveva una paura tremenda. Temeva che ci cacciasse fuori di casa.

Ma i guai non finirono qui. In un anno riuscimmo a mettere da parte una bella somma, ma finì tutta per ristrutturare casa della suocera: comprammo frigorifero nuovo, microonde, lavello, cappa e armadietti. Il vecchio frigo lei non lo buttò, lo spostò nella nostra camera da letto. Lì tenevamo tutte le nostre provviste. Una volta presi un pezzo di burro – che scenata, come se l’avessi derubata!

Vissi in quel manicomio per altri tre anni. Poi arrivò il virus, e tutto andò a rotoli. Marco perse il lavoro, stava sempre a casa. Io lavoravo da remoto, mi avevano dato un portatile aziendale.

Ma la suocera anche lì trovò da ridire:

– Questo è lavoro? Alzati e lava i piatti, piuttosto!

– Adesso, finisco di compilare questi documenti e poi.

– E cucinare? Guarda Marco com’è dimagrito! Sei una pessima massaia!

Allora non ce la feci più. Raccolsi le mie cose e tornai dai miei, in campagna. Marco mi chiamò una sola volta – per chiedermi di fare pace con sua madre.

Così divorziammo. Io, grazie a Dio, avevo lavorato bene e riuscii a comprare un appartamento in città. Poco dopo presi anche la macchina. Ora vivo a Firenze, ho aperto la mia agenzia di traduzioni e ho dei collaboratori fantastici.

Un mese fa, all’improvviso, mi ha chiamata la suocera:

– Chiara, sei proprio in gamba. Ho saputo che hai un bel lavoro. Lo dicevo sempre che avresti combinato qualcosa di buono nella vita.

Rimasi senza parole, ricordando come mi “lodava” una volta.

– Be’, grazie…

– E non ti sei ancora risposata?

– No. A voi che importa?

– Marco senza di te si consuma, deperisce. Forse potreste vederci?

Scoprii così che dopo il divorzio Marco non aveva trovato né una donna né un lavoro. Per tutti quegli anni era rimasto sulle spalle della madre, campicchiando con lavoretti saltuari.

Probabilmente la suocera aveva saputo della mia azienda e dell’appartamento, e così aveva deciso di “fare pace”. Ora mi chiama quasi ogni giorno. Ne avevo abbastanza, così ho messo un punto fermo a quella conversazione assurda.

– Sapete, forse vi siete dimenticata come mi chiamavate “paesanella sporca”, come criticavate i miei piatti. Come mi rimproveravate persino per il lavoro!

– Ma è passato tanto tempo. Quello che è stato, è stato.

– No, non funziona così. Dio vi ha punito per questo! Tenetevi il vostro figliolo e trovategli una donna all’altezza. Perché io sono una paesanella sporca!

Non provo il minimo rimorso per come l’ho mandata al diavolo. O meglio, l’ex suocera. Ha distrutto lei la nostra famiglia, e ora si è messa in testa di fare pace? Grazie, ma come si dice – non si entra due volte nello stesso fiume.

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Una volta per mia suocera ero “la sporca contadina”. Ora mi chiama quasi ogni giorno, mi elogia. Ma so il motivo di questo comportamento e non credo a una sola parola!