Andrea non riconosceva più sua moglie: non capiva cosa le stesse succedendo. Vera aveva sempre cucinato, pulito e stirato, ma ora aveva smesso di occuparsi della casa. Andrea le chiese con discrezione cosa stesse accadendo e lei rispose: “Dopo tutti questi anni che vi servo, posso riposarmi almeno un po’!” L’uomo cominciò a sospettare che Vera avesse qualcun altro e decise di controllare le sue cose. All’improvviso, nella borsa di Vera, Andrea notò una strana lettera

Ti racconto una storia che, davvero, sembra uscita da uno di quei film italiani che guardiamo la domenica pomeriggio.

Allora, cera questo uomo, si chiamava Lorenzo, e non riconosceva più sua moglie. La Claudia, sempre precisa: casa in ordine, cucina che sembrava quella di una nonna pugliese, camicie stirate come dio comanda e adesso? Da un po di tempo, Claudia aveva smesso di fare tutto quello che era sempre stato la sua routine. Lorenzo, un po in punta di piedi, le chiede: Ma tutto a posto? e lei, stanca, gli risponde: Lorenzo, dopo anni a fare tutto per voi, mo posso godermi un po di riposo anche io, o no?

Lui, manco a dirlo, subito a pensare male: E se si fosse preso qualcun altro? Allora cosa fa? Va a rovistare tra le cose della Claudia, e dentro la sua borsa trova una lettera strana, tutta consumata.

Lorenzo e Claudia erano sposati da diciassette anni, e mai una lite, mai segreti, tutto liscio come lolio. Lei si alzava presto per preparare il caffè, la colazione: pane tostato, magari una frittata veloce. Tornava dal lavoro e subito a cucinare pasta per tutti. Ogni domenica, quindici camicie stirate una al giorno per lui e i loro due figli, che però, diciamo la verità, si arrangiavano con due o tre a settimana. Non era facile farli diventare ordinati come Lorenzo.

Poi, da due settimane, al mattino o ci sono solo dei cereali o pane con burro e marmellata, e Claudia, con un sorriso, dice: Ragazzi, oggi chi vuole mangiare qualcosa, se lo prepara! Per cena? Nel migliore dei casi cera qualche avanzo del giorno prima; altrimenti solo un biglietto: Rientro dopo le nove, mettete a bollire i tortellini.

I primi giorni Lorenzo aveva dato la colpa a una conferenza che Claudia stava organizzando lì alluniversità, ma finita la conferenza niente, la vecchia routine non era ritornata.

Allinizio le chiede con delicatezza: Cè qualcosa che non va, Claudia? E lei gli fa: Ma non potrò mica avere una vita mia? Dopo anni a occuparmi di voi tre maschi, un po di pausa la merito anche io! E Lorenzo, con fare diplomatico: Ma certo, ci mancherebbe.

Lui però vorrebbe capire quanto durerà quel un po, ma non osa chiedere.

Passano altri giorni: Claudia sparisce al cinema, al teatro, a qualche mostra a Firenze. Lorenzo non è tranquillo nemmeno un po, soprattutto da quando nel guardaroba hanno fatto capolino degli abiti un po più appariscenti. E la mattina invece di sfornare caffè, si ferma allo specchio a darsi un tocco alle ciglia e un po di rossetto sulle labbra. Le paranoie gli girano per la testa: Forse ha un altro?

Nervoso, non ce la fa più: controlla il suo telefono, le spese con la carta, finisce anche a ficcanasare nella borsa e lì trova una lettera, nascosta bene, già stropicciata, che pare sia stata letta mille volte. Una lettera damore ma una roba davvero sentita, roba che solo uno molto intimo può scrivere: Claudia, quanto mi manchi, davvero non riesco a trovare le parole per esprimere quanto sia difficile aspettare di vederti. Ovunque sento la tua voce, cerco il tuo sorriso

Ti immagini il colpo? E se questa storia dura da tempo? Forse tutta la loro storia era stata una farsa?

Lorenzo ci rimane malissimo, pensa a tutte le volte che lui poteva tradire Claudia e non lha mai fatto. Dopo tre giorni a macerarsi, esplode.

So tutto! le sbotta contro una sera.

Tutto cosa? fa Claudia, tranquilla ma sorpresa.

Lui non si fa ingannare dalla sua calma ha letto quella lettera, cerano scritte cose che non si inventano. Hai un altro! quasi glielo grida addosso.

Claudia scoppia a ridere.

Ma che stupidaggini vai dicendo, Lorenzo. Non starai mica parlando sul serio?

Se lei avesse almeno fatto una scenata, si fosse messa a piangere e invece nulla.

Ho letto la sua lettera! insiste Lorenzo. Non è roba che si scrive tra amici: Non vedo lora che torniamo insieme, siamo destinati a stare insieme per sempre Dai, Claudia!

E lei ride di nuovo, ancora più forte. Ma stai scherzando?

Macché!

Lui, tutto accigliato, arrabbiatissimo.

Hai frugato nella mia borsa?

Sì.

E hai letto la lettera?

Sì.

E non ricordi che sei stato tu a scriverla?

Silenzio. Lorenzo rimane lì con la faccia di uno che non capisce.

Quella lettera lhai scritta tu! Quando eri a Milano per lavoro e io ero da sola coi ragazzi. Non ricordi?

Ma dai Il mio carattere di scrittura lo riconosco! Io robe così non le scrivo!

Allora Claudia prende uno sgabello, tira giù da sopra larmadio una scatola, la apre ed estrae una busta. Guarda qui gli dice Allepoca ti eri fatto male alla mano e scrivevi con la sinistra.

Lorenzo legge sulla busta il suo nome, lindirizzo giusto, il mittente era proprio lui. E pian piano gli torna in mente, quella volta che era caduto su un cantiere ed era tornato a casa con il braccio fasciato.

Ma perché giri ancora con quella lettera in borsa? chiede con la voce piatta.

La psicologa me lha consigliato, risponde Claudia, tranquilla.

La psicologa?

Sì. Lorenzo, io sono sfinita. Ho passato la vita a servire voi tre uomini. Da quando è nato Matteo, non ho avuto più una vita tutta mia. E spesso nemmeno un grazie. I fiori? Solo per l8 marzo. Frasi damore? Non ricordo più nemmeno come suonano. E io sono ancora una donna, eh, mica vecchia. Ti dirò, stavo pensando di chiedere il divorzio. Poi però ci ho pensato, la nostra famiglia è bella, non voglio distruggere tutto. Così sono andata da una specialista. Mi dà qualche consiglio, e sto cercando di seguirlo.

Confessione che lascia Lorenzo senza parole. Che stava per perderla?

E ti aiutano, questi consigli? chiede piano.

Qualche volta sì, Claudia sorride.

E le lettere?

Mi aiutano a ricordare che ci siamo amati davvero.

Lorenzo annuisce, va sul balcone a pensare, e non ne parlano più.

***

La mattina dopo, Claudia si sveglia con un profumo di vaniglia in cucina e un trambusto mai sentito. Va a vedere, incuriosita.

Dentro, il figlio grande sta preparando una frittata. Il piccolo impiatta dei dolcetti di ricotta. E sul tavolo pensa te cè un vaso con i suoi garofani preferiti.

Ma che succede qui? fa lei sorpresa.

Buongiorno mamma! sorride il piccolo Preferisci il tè o un caffè stamattina?

Claudia nemmeno ci crede.

Un caffè, va bene

E come secondo, frittata o dolcetti?

Dolcetti, grazie

Del marito nessuna traccia, ma sapeva bene chi aveva organizzato tutto. Appena Claudia addenta la prima dolcetto, arriva lui. Le porge un foglio piegato.

Buongiorno, amore mio.

Cosè questo? chiede lei.

Una nuova lettera, le sorride Lorenzo. Magari stavolta aiuta sul serio.

Claudia sorride, e da quel giorno, guarda, le cose cambiano. Non che ogni giorno le preparino la colazione come una regina, non esageriamo ma capita più spesso. E soprattutto, ora, al cinema, non ci va più da sola: Lorenzo la accompagna volentieri. Alla fine, il loro matrimonio è salvo.

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Andrea non riconosceva più sua moglie: non capiva cosa le stesse succedendo. Vera aveva sempre cucinato, pulito e stirato, ma ora aveva smesso di occuparsi della casa. Andrea le chiese con discrezione cosa stesse accadendo e lei rispose: “Dopo tutti questi anni che vi servo, posso riposarmi almeno un po’!” L’uomo cominciò a sospettare che Vera avesse qualcun altro e decise di controllare le sue cose. All’improvviso, nella borsa di Vera, Andrea notò una strana lettera